Ricordi 48

342 28 9
                                        


Le strade di Seoul erano stranamente sgombre. Non c'era traccia del solito traffico diventato ormai la quotidianità della città.

Il taxi percorse la distanza tra l'hotel e l'aeroporto in un tempo irrisorio e dentro di me nacque la speranza che forse sarei riuscito a fermarla e riportarla da me.

Stava andando tutto così bene che mi convinsi che il destino fosse dalla mia parte. Tutto intorno a me sembrava gridare:

"Vai, corri a riprenderla!"

Strusciai la carta di credito sul Pos e e scesi dal taxi non ancora completamente fermo.

Corsi così tanto che le per poco non mi schiantai contro le porte automatiche dell'aeroporto.

Una volta all'interno iniziai a ispezionare ogni singolo centimetro di quel luogo immenso. 

Come avrei fatto a trovarla tra tutte quelle persone?

Mi ritrovai ad effettuare una serie di slalom tra la folla che lo sciatore più esperto sarebbe stato fiero di me.

Cercavo il suo volto in ogni ragazza ma nessuna di loro era lei. 

Ero sul punto di abbandonare la ricerca quando, finalmente, la vidi.

Era a un passo dalla cosa dei controlli e senza rifletterci nemmeno un secondo corsi da lei e, con un gesto disperato, afferrai la sua mano e portai da me stringendola più forte che potevo.

"Dove stai andando?" - le chiesi.

Il mio cuore si fermò quando mi allontanò da lei.

"Rispondimi, dove stai andando?" - chiesi ancora una volta. Volevo sentirlo dalla sua voce.

Ma Liz non disse nulla, si limitò ad abbassare lo sguardo verso quel pezzo di carta che stringeva tra le mani.

"Chicago? Volevi andar via senza che io lo sapessi?"

Lei annuì e il mio mondo crollò definitivamente e io con lui.

Mi ritrovai in ginocchio davanti a lei con le braccia intorno alla sua vita sottile.

"Finisce tutto così? Mi stai lasciando?" - dissi tra le lacrime.

Non avrei voluto farmi vedere in quello stato, ma quando Liz passò una mano tra i miei capelli mi sentii quasi mancare.

Era il suo modo di darmi sollievo, lo faceva ogni volta che ero stressato o nervoso. 

Le sue dita che accarezzavano le mie ciocche mi donavano un senso di pace e benessere che null'altro riusciva a darmi.

Ma questa volta l'effetto fu diverso. Quel gesto mi fece capire che stava cercando di darmi sollievo prima di lasciarmi per sempre.

Lei stava consolando me.

"Mi dispiace! - esordii - "non sono riuscito a proteggerti! Quello che ti è successo è solo colpa mia e so che non potrai mai perdonarmi per questo. Ma ti prego non andare. Saprò proteggerti, farò in modo che tu possa ancora fidarti di me...che tu possa amarmi di nuovo!"

Liz scosse la testa e così mi arresi, la liberai dalle mie braccia e mi lasciai cadere a terra.

Liz corse via da me e si diresse verso i controlli.

Per un tempo indefinito rimasi immobile con lo sguardo completamente perso e la mente vuota.

Avevo perso tutto, in una maledetta sera qualcuno aveva deciso di strappare la felicità via dalla mia vita per sempre.

Mi alzai e pur sapendo che non sarebbe servito a nulla, la chiamai urlando il suo nome.

Lo feci più e più volte, ma nulla. La vidi allontanarsi per poi scomparire diretta al suo Gate.

Avevo fallito, non ero riuscito a farle cambiare idea e adesso mi ritrovavo solo...di nuovo.

Non ero neppure riuscito a sentire il suono della sua voce un'ultima volta, mi aveva privato anche di questo ultimo ricordo.

Ed è così che sarebbe rimasta nei miei ricordi, spaventata, vulnerabile, spezzata...distrutta.

La cosa peggiore e che avrei vissuto consapevole che tutto questo era stata una mia colpa, che stupido ero stato a pensare di poter godere della pura felicità e di trovare il vero amore.

Era vero...nessuno vorrebbe avere una relazione con un idol.

E fu solo quando sentii il suono nitido di uno scatto che mi resi conto di non indossare una mascherina e neppure un cappello. 

Ero completamente alla mercé di fotografi, sasaeng o semplici curiosi.

Corsi subito fuori dall'aeroporto e salendo su un taxi dissi addio per sempre a Liz.






Winter Bear - Last/FirstDove le storie prendono vita. Scoprilo ora