Restai a guardare quella porta chiusa incapace di andar via.
Avevo deciso di andarmene, ma le mie gambe non si decidevano a darmi ascolto e non riuscii a muovermi per un tempo indefinito.
Solo l'inconfondibile suono dell'ascensore mi riportò alla lucidità .
Appena il carrello della cameriera del piano mi lasciò spazio mi catapultai nell'ascensore e mi ritrovai a spingere in modo compulsivo il tasto che mi avrebbe portata al piano terra.
Dovevo sbrigarmi, non potevo permettermi di rivederlo ancora. Se l'avessi fatto non so se sarei riuscita a dirgli addio ancora una volta.
Con il cuore in gola chiesi al receptionist di chiamarmi un taxi e, per mia fortuna, ce n'erano due fuori dall'hotel.
Mentre la macchina si allontanava diedi un ultimo sguardo alla finestra di quella che doveva essere la nostra stanza.
Chissà se si era già accorto della mia assenza?
In cuor mio speravo dormisse ancora, speravo che ancora per un attimo potesse essere sereno.
Il viaggio per l'aeroporto non durò molto, non ebbi neppure il tempo di realizzare dove fossi che già mi trovai in fila per modificare il mio biglietto.
Essendo un biglietto di prima classe non ci furono problemi, stava filando tutto così liscio che sembrava che anche il destino mi stesse dando ragione.
Evidentemente avevo davvero preso la decisione giusta.
Aspettando che il tabellone dei gate venisse aggiornato mi recai ai banchi del check-in per imbarcare la valigia.
Ormai mancavano meno di due ore alla partenza e prima di mettermi in coda per i controlli decisi di voler dare un ultimo saluto alla Corea.
Superai le porte automatiche e iniziai a guardarmi intorno. Nella mia mente rividi il giorno in cui arrivai per la prima volta in quell'aeroporto, la delusione nel vedere un autista e non Tae ad aspettarmi.
La gioia che provai quando lo riabbracciai dopo tanto tempo, il meraviglioso tempo che avevamo trascorso insieme, il nostro primo litigio e la prima volta che avevamo fatto pace.
Tornai con i ricordi a pochi giorni prima, vederlo esibirsi, le risate per il suo compleanno, l'attesa del capodanno.
Ed è proprio su quel ricordo che venni percossa da un brivido, dovevamo trascorrere insieme altri momenti felici e invece quel mostro mi aveva portata ad allontanarmi da Tae.
Guardai il cielo della Corea mentre lacrime amare lasciavano i miei occhi.
Mi voltai per l'ultima volta convincendomi di essere pronta a dire addio a tutto.
Ero quasi arrivata alla coda dei controlli quando qualcuno afferrò la mia mano e mi ritrovai stretta da due forti braccia.
"Dove stai andando?"
Non avevo bisogno di vedere il suo volto.
La sua voce, quel profumo, ero di nuovo tra le braccia di Tae.
Ma questa volta non ne fui felice. Quell'abbraccio mi stava facendo male. Il suo tocco mi stava facendo male.
Con un gesto impulsivo lo allontanai da me e con gli occhi ancora rossi dal pianto lo guardai.
Nel suo volto vidi solo tristezza, incredulità e disperazione.
Avevo sperato di riuscire a partire senza doverlo affrontare, ma la vita continuava a prendersi gioco di me.
"Rispondimi, dove stai andando?"
Ancora una volta dalla mia bocca non uscì neanche un sibilo.
Mi limitai ad abbassare lo sguardo verso il biglietto e Tae imitò il mio gesto.
"Chicago! Volevi andar via senza che io lo sapessi?"
La sua voce era bassa, graffiante, come quella di qualcuno che aveva pianto e io sapevo che l'aveva fatto.
Abbassai lievemente il capo per fargli capire che era esattamente quello che stavo facendo.
Lui non disse nulla. Continuò a guardarmi e poi, con un gesto improvviso, lo vidi inginocchiarsi e abbracciarmi in vita.
"Finisce tutto così? Mi stai lasciando?"
La sua voce rotta dal pianto mi stava uccidendo, ma non potevo cedere.
Non so perchè lo feci ma passai una mano tra i suoi capelli e lo sentii sussultare al mio tocco.
Alzò i suoi grandi occhi su di me e vidi tutto il suo dolore.
"Mi dispiace, non sono riuscito a proteggerti! Quello che ti è successo è solo colpa mia e so che non potrai mai perdonarmi per questo. Ma ti prego non andare. Saprò proteggerti, farò in modo che tu possa ancora fidarti di me...che tu possa amarmi di nuovo!"
Come poteva solo pensare che non l'amassi più, quando tutto quello che stavo facendo era solo per lui, per il suo bene?
Quando mi vide scuotere la testa vidi le sue braccia sciogliersi dall'abbraccio
Fu esattamente in quel momento che mi voltai e corsi verso i controlli.
Mentre ero in coda voltai solo una volta lo sguardo verso di lui e ciò che vidi mi distrusse.
Era a terra con le mani che gli cingevano la testa, in lacrime e rassegnato.
Quella sarebbe stata l'ultima immagine che avrei avuto di lui, quello era lo stato in cui l'avevo ridotto. Ecco a cosa aveva portato il mio egoismo, il mio volere sempre di più da lui.
Mentre mi allontanavo, nel frastuono dell'aeroporto, potevo sentire il mio nome urlato da quella voce così calda e familiare che amavo tanto.
Ogni passo che mi allontanava da lui era sempre più pesante.
Il mio cuore mi diceva di tornare nel suo abbraccio, ma la mia testa mi spingeva verso il Gate.
Alla fine fu proprio la mente a prevalere e salii sul quel volo che mi avrebbe portata lontano da lui per sempre.
La tentazione di scendere mi pervase fino al decollo, dopodiché tutto finì.
Quel sogno che avevo, da poco, iniziato a vivere era già finito.
Mi ero svegliata nel modo più brusco e doloroso possibile e non c'era modo di tornare indietro.
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Winter Bear - Last/First
FanfictionQuando stai vivendo un vero e proprio sogno, ma il destino decide di svegliarti nel peggiore dei modi.. ⚠️ Presenza di scene forti 🏆🏆🏆🏆🏆🏆🏆 ⭐️Novembre 2021 #3 ita 🥉 ⭐️Dicembre 2021 #2 Ita 🥈
