Ricordi 38

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Spostai le mani dalle sue spalle, avvolsi il suo bellissimo viso e lo baciai.

Un bacio desiderato, un bacio sognato ogni notte da quando c'eravamo salutati.

Le nostre labbra non riuscivano a trovare la forza di separarsi, come assetati dopo aver vagato nel deserto ci dissetavamo l'uno dell'altra.

"Vi ricordo che noi siamo ancora qui!" - disse una voce dal fondo della sala.

"Credo che qualcuno sia semplicemente geloso, vero Jungkook?"

"Che vai blaterando?" - urlò il più giovane.

"Liz, hai mai visto 911 love?" - mi chiese.

"Sì, certo. Lo conosco!"

"C'è una scena in particolare, un bacio...esattamente quello che abbiamo appena fatto noi! Diciamo che è il sogno romantico del nostro maknae!" - spiegò.

"Come siamo romantici Jungkook!" - risi.

"Non mettertici anche tu Liz!"

Risate di pura gioia, di amicizia, d'amore riempirono la sala prove. Era una sensazione meravigliosa che mi era mancata come l'aria.

"Hai intenzioni di tenermi così ancora per molto? Mettimi giù!" - dissi in evidente imbarazzo.

"Solo se prometti di non scappare!"

"Non vado da nessuna parte!" - promisi.

Al tempo lo pensavo davvero, ero determinata a non lasciarlo mai più, a non scappare mai più.

Al suono delle mie parole Tae si convinse e mi mise a terra.

"Liz, toglimi una curiosità, come mai sei qui...cioè come hai fatto?"

"Credo tu debba ringraziare quei sei la in fondo! Jimin mi ha chiamata e mi ha detto cosa fare!"

Raggiungemmo gli altri e Tae abbracciò il suo amico più caro.

"Cosa farei senza di te, sei sempre pronto a coprirmi le spalle!"

"Questa volta non è solo merito mio. È stato un bel lavoro di squadra. Ma la cosa più importante è merito di Namjoon. Se non avesse convinto Seijin a concederci una sessione di prove da soli sarebbe stato tutto vano." - continuò Jimin.

"Grazie Hyung, grazie a tutti. Davvero!"

"Non ti metterai a piangere vero?" - Fece Yoongi.

Tae non rispose alla provocazione e guardò con fare interrogativo il suo leader.

"Andate, le prove erano una scusa. Non abbiamo nulla da fare!"

Tae prese la mia mano e corremmo fuori dall'edificio il più velocemente possibile. Sembrava avesse paura che gli altri potessero cambiare idea.

La mano mi faceva male per quanto la stringeva ma non m'importava. Quel piccolo dolore rendeva tutto reale. Mi faceva capire che non stavo sognando. Eravamo davvero insieme.

Salimmo sul primo Taxi e Tae chiese di portarci in un posto ben preciso. Non capii esattamente dove eravamo diretti, almeno fin quando non scorsi da lontano qualcosa di molto familiare.

 Non capii esattamente dove eravamo diretti, almeno fin quando non scorsi da lontano qualcosa di molto familiare

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