In a time lapse

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Chiudendo quella porta sentii come se tutto il mio essere stesse scomparendo. Avevo affrontato così tante sfide per poi scoprire che era stata tutta una messinscena. Uno svago per sfuggire dalla solita vita da idol.

Mi girava la testa e avevo bisogno di andare via da quel posto.

Iniziai a camminare verso l'uscita per poi ritrovarmi immobilizzata da delle semplici note musicali.

Tae in quel momento era sul palco, stava cantando e la sua voce era puro dolore.

Provai con tutte le mie forze ad andar via ma non ci riuscii.

Il mio cervello diceva di andare avanti, ma le mie gambe mi stavano portando da lui.

In un attimo mi ritrovai al lato del palco tra army in adorazione che urlavano tutto il loro amore per i ragazzi.

Avrei voluto urlare a squarciagola con loro, avrei voluto cantare con loro ma adesso era tutto diverso.

Alzai lo sguardo verso di loro cercando un barlume di speranza,  anche il più piccolo dei segnali che mi avesse fatto capire che non era vero, che si trattava di un trucco.

Ma nulla di tutto questo accadde, per un breve istante incrociai lo sguardo di Tae e il mio cuore andò in pausa, in attesa.

In quel momento ricominciai quasi a sperare e quel flebile sorriso che accennai morì non appena vidi Tae distogliere lo sguardo.

Se una volta gli army mi avrebbero amata sapendo che la presenza di Tae dal nostro lato era tutto merito mio, adesso mi avrebbero detestata

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Se una volta gli army mi avrebbero amata sapendo che la presenza di Tae dal nostro lato era tutto merito mio, adesso mi avrebbero detestata. Fin quando sarei rimasta lì lui non si sarebbe mai avvicinato.

Indietreggiando dalla mia posizione cercai un po' di conforto da Jimin che però non riuscì neppure a guardarmi.

Non riuscivo a capire la sua reazione, in fin dei conti lui sapeva tutto, era stato complice, testimone di tutto quello che era accaduto.

Nonostante le reazioni di Tae e Jimin quella che mi diede il colpo di grazia provenne da Namjoon. Lo cercai disperatamente come ultimo appiglio.

Ma quando anche la persona che ci aveva aiutati , l'unica persona che aveva fatto l'impossibile per darci supporto in tutti i modi possibili si rifiutò di mantenere un breve contatto visivo capii.

Se anche Namjoon non trovò la forza di guardarmi allora era davvero tutto finito.

Era giunto il momento di svegliarsi da questo sogno e uscire di scena.

Arretrai lentamente, passo dopo passo fino a giungere all'uscita.

L'aria della sera di una gelida Seoul mi accolse tra le sue braccia accompagnandomi verso una meta non ben distinta.

Nella mia testa pensieri, ricordi felici, dolore, amore si confondevano come un vortice senza fine che mi stava divorando.

Mi sentivo come trasportata nel brano di Einaudi Experience, in a time lapse, dove strumenti e melodie si rincorrono senza sosta in un interminabile lasso di tempo.

Winter Bear - Last/FirstDove le storie prendono vita. Scoprilo ora