Ricordi 31

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Con quella promessa che ancora risuonava nella testa arrivò il nostro ultimo giorno a Yokohama.

La routine fu sempre la stessa, macchine separate e appuntamento all'arena.

In quei giorni non avevo fatto altro, hotel e arena, arena e hotel. Ero davvero contenta di assistere ai Fanmeeting ma, in un certo senso, era come andare a un concerto da sola.

All'inizio è emozionante, ma pian piano diventa pesante.

Ero a Yokohama con Tae eppure lo vedevo così poco che, a volte, rimpiangevo le nostre videochiamate.

Sapevo benissimo di essere un'ingrata, alla fine Tae stava rischiando tantissimo per me e io non facevo altro che piangermi addosso.

Indossai il mio miglior sorriso e presi nuovamente posizione al solito posto.

La scaletta era sempre la stessa e, ormai, l'avevo imparata a memoria.

Ma quella sera, l'ultima sera, ci fu un meraviglioso fuori programma.

Una melodia orecchiabile e allegra riempì l'intera arena, una canzone semplice e allegra.

Avevo sempre desiderato poterla ascoltare e ne avevo anche parlato con Tae una delle prime sere della nostra chat.

Finalmente potevo ascoltare "Otsukare".

Se ne avessi avuto l'occasione sarai saltata sulla sedia a ballare proprio come facevo con Danielle e Sarah nelle nostre serate BTS.

Il mio umore cambiò notevolmente grazie a quella canzone, in fin dei conti avevo sempre pensato che la musica fosse la miglior cura per un momento no.

Con Otsukare eravamo solo a metà della scaletta, subito dopo arrivarono  "GO GO", "DNA", "MIC DROP", "PIED PIPER", "BEST OF ME" e la dolcissima "CRYSTAL SNOW" per concludere la serata.

Aspettai, come da programma, di rimanere sola nella sala e poi corsi alla macchina per evitare di essere vista.

Vidi uscire i ragazzi uno alla volta, ma nessuno saliva in macchina.

Che stava succedendo?

Pensai ci fossero dei problemi e pensai di dover rientrare da sola, così mi sporsi per chiudere lo sportello ma una mano mi fermò.

"Vuoi forse lasciarmi a piedi?" - chiese Tae.

"Pensavo andassi con gli altri!" - risposi sorpresa.

"Non stasera!"

L'autista mise in moto e lasciammo la Yokohama Arena per l'ultima volta.

Sulla via del ritorno mi trovai nuovamente con il naso schiacciato contro il finestrino ad ammirare la città che stavo per salutare avvolta dalle luci della notte.

"Accosti qui!" - ordinò Tae.

Aprì lo sportello e allungò una mano verso di me.

"Tae che stai facendo?"

"Mantengo una promessa!" - rispose guardandomi negli occhi.

Presi la sua mano e ci dirigemmo verso lo Yokohama Pier.

Il panorama era da mozzare il fiato, ma la cosa più bella di quella sera era la persona al mio fianco che continuava a stringere la mia mano come se avesse paura potessi lasciare la sua.

Come poteva solo pensarlo, non avrei mai potuto lasciarla non dopo essermi resa conto di quello che provavo per lui.

Passeggiammo a lungo e, solo per un attimo, dimenticai che Tae fosse un Idol.

Quella sera eravamo semplicemente una coppia che passeggiava al chiaro di luna.

"La luna è davvero bellissima stasera, non credi?" - dissi.

"Lo è davvero! Ma sai che questa frase in Giappone ha un certo significato?"

"Cosa potrebbe mai significare se non che la luna è bellissima?" - chiesi incuriosita.

"In Giappone è un modo per confessare, indirettamente il tuo amore per qualcuno!"

"Davvero, ma è una cosa bellissima! Non lo sapevo!"

Tae non smetteva di fissarmi dopo questa rivelazione e iniziavo a sentirmi agitata.

Il suo sguardo su di me fece accelerare il battito del mio cuore.

Il suo sguardo che si perdeva nel mio, la luna, la serata perfetta.

Una di quelle sere che non avrei mai dimenticato...mai.

I nostri corpi si avvicinarono e, quando pensai stesse per baciarmi lo vidi ritrarsi.

Rimasi interdetta dal suo gesto, ma quello che accadde dopo mi fece dimenticare l'accaduto.

Strinse la mia mano talmente forte che per poco non urlai per il dolore e mi trascinò in una corsa senza fiato.

Ci intrufolammo in un vicolo, apparentemente sicuro e poi i miei sensi persero completamente cognizione.

Per un attimo percepii il freddo del muro attraverso la giacca, ma ben presto quel brivido si trasformo in puro piacere.

Tae mi baciò con una tale passione che le calde giornate d'estate era nulla in confronto al suo fuoco.

Sentii la sua lingua esplorare i contorni del mio sorriso fin quando le mie labbra si schiusero al suo tocco permettendo alla sua lingua di esplorare a fondo la mia bocca.

D'istinto lo attirai verso di me e un leggero gemito risuonò tra le pareti delle nostre bocche.

Quando lo strinsi ancora di più con gesto di disperazione Tae si staccò da me e notai il respiro affannato e le pupille dilatate.

Probabilmente ero nelle sue stesse condizioni e dai suoi occhi capii che era giunto il momento di rientrare.

L'aria fresca sulla mia pelle accaldata fu quasi piacevole in quel momento.

"Anche stasera dormirai da Jimin?" - domandai mordendomi il labbro.

"Stasera Jimin dovrà accontentarsi di abbracciare Chimmy! Ho altri programmi per la notte!" - provocò con la sua voce resa ancora più bassa e roca per il nostro attimo di passione.

Sapeva benissimo l'effetto che mi faceva e sorrise sapendo di aver fatto centro.

Arrivammo in fretta in hotel e appena varcata la soglia della stanza mi ritrovai sul letto con Tae su di me.

"Dov'eravamo rimasti?"

Winter Bear - Last/FirstDove le storie prendono vita. Scoprilo ora