Nonostante i rari battibecchi fra colleghi del "chi ce l'ha più lungo" che condiscono le giornate lavorative come pepe sull'insalata, della Fash apprezzo la libertà. Un mattone d'oro posato dal padre di Riccardo su cui si fonda l'intera azienda. Il figlio, non a caso, tiene molto che ognuno di noi esprima le proprie idee e premia la proattività. In aggiunta a questa libertà espressiva, ognuno di noi ha la possibilità di lavorare con la musica. Il regolamento aziendale prevede infatti l'ascolto di brani a volume moderato nel pomeriggio dopo la pausa pranzo, in orari quindi dove si accusa un abbassamento dell'attenzione. Accetta qualunque genere purché aumenti la creatività e la motivazione del dipendente.
Per le attività di "copia e incolla" o che richiedono una scarsa riflessione, prediligo le canzoni dal ritmo latineggiante. Al contrario, se ho la necessità di concentrarmi, mi affido alla musica strumentale. In questo preciso istante, immersa in una nuova strategia di Marketing per aumentare l'audience, sto ascoltano il loop da quasi due ore la cover del brano Arcade di Duncan Laurence realizzata dal celebre violinista Daniel Jang. Di colpo sento un suono di notifica. L'occhio punta il tondino rosso sul logo di Teams nella barra delle applicazioni. Muovo il mouse e clicco sulla chat di Amanda.
@Amanda.P = Sweetheart, i need your heeelp!
@Venere.L = Cosa c'è?
@Amanda.P = Non so da te, ma qui si è fermato il tempo.
L'orologio nell'angolo destro del display segna le 16:08.
@Venere.L = Oh, la quotidiana ora e mezza di agonia è arrivata. Se devo essere sincera a me sta volando oggi. Sono talmente presa con questa schifosa strategia... Ma adesso che mi hai fatto notare l'ora, non passerà più nemmeno a me. Grazie, Mandy.
@Amanda.P = Sorry. Io sto editando le foto fatte ieri ai PluxUltra e mi sto annoiando a morteeee.
@Venere.L = Mettiti le cuffie e ascolta della musica.
@Amanda.P = Pensi che non lo stia già facendo? Speravo di spettegolare un po' con te.
Il suono improvviso del citofono mi fa smuovere dalla sedia. Alzo la cornetta. «Fash, buon pomeriggio».
«Sartoria Orange, ho un pacco per Venere Landi».
«Sono io. Entra pure, ti ho aperto il portone».
@Venere.L = Mi spiace, Mandy, ma oggi proprio non posso.
Scendo le scale e ringrazio una ragazzetta in abito pervinca con lo stemma della sartoria impresso a lato della gonna. Torno alla scrivania quasi correndo mentre reggo un enorme pacco regalo avvolto da una carta turchese. Alcuni colleghi, accorgendosene, mi fissano con evidente curiosità. Non è la prima volta che Riccardo riceve doni da clienti e fornitori quindi il loro interesse iniziale sparisce quasi subito, ignari del fatto che il presente non è per lui bensì per me.
Sfilo il bigliettino color avorio.
«Cominci il canto mio dalle Muse Eliconie, che sopra l'eccelse d'Elicona santissime vette han soggiorno, e con i molli pie' d'intorno alla cerula fonte danzano, intorno all'ara del figlio possente di Crono. Esse, poiché nel Permesso lavate han le tenere membra, o d'Ippocrène nell'acque, oppur del santissimo Olmèo, intreccian d'Elicona sui vertici sommi, carole agili, grazïose: ch'è grande virtù nei lor piedi»
[Esiodo, Teogonia]
Ne leggo il retro.
A te, musa per un giorno. Ti dono quest'abito affinché tu possa risplendere stasera.
Apollo.
Trattengo una risata, reputando le sue parole eccessive ed esibizioniste. Apprezzo comunque l'impegno. Riccardo esce dal suo ufficio subito dopo per prendere dei fogli dalla stampante che io e lui abbiamo in comune e che si trova poco più in là della mia postazione. Notando il voluminoso pacco, mi chiede cos'è.
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UNO SPRITZ CON VENERE
ChickLit[COMPLETA] 🌶 Venere Landi è una donna che, in giovane età, ha dovuto affrontare la difficile prova dell'alcolismo della madre unita al suicidio del padre. Grazie alla sua passione per la moda e alla laurea in Storia dell'arte, a ventisette anni tr...
