La mattinata prosegue frenetica tra foto da editare, articoli da redigere e inserzioni da postare. Aiuto tutti anche se a intermittenza mi arrivano commenti acidi e frecciatine da ogni angolo della Fash. Fingo di non sentirli, ma è complicato. Cazzo! La mia mente è una spugna che assorbe quelle voci come schizzi d'inchiostro indelebile. Trascorro la pausa pranzo in solitaria e nel pomeriggio Noemi fa il suo arrivo in azienda.
Ci salutiamo e mentre sistema le sue cose nella mia postazione, mi chiede di Veronica.
Stringo le labbra per impedire alla voce di uscire. Devo stare molto attenta a ciò che dico. Non so fino a che punto lei sappia la verità o cosa le abbia raccontato Riccardo in merito.
«Non lavora più qui» rispondo vaga.
«Cardo me lo ha detto. Com'è l'ha presa lei?».
«Ovviamente non bene».
Noemi si sistema sulla sedia accanto alla mia e incrocia le braccia. «Papà non sarebbe affatto felice della notizia».
La guardo rabbuiarsi e me ne dispiace.
Mi siedo al suo fianco. «Per quale ragione?» chiedo.
«Lui odiava i licenziamenti. Diceva che non erano mai necessari. "Tutte le cose rotte si aggiustano se si ha la pazienza e la volontà di sistemarle". Lo ripeteva sempre».
È la prima volta che sento parlare di Eugenio Rossi. I racconti sul suo conto mi sono sempre arrivati a sprazzi. Strascichi ormai erosi di un passato dove la Fash era un neonato da accudire e sfamare. Riccardo è stato abile in questo, ora però la sua creatura si sta indebolendo. E in pochi ne conoscono le cause. Per quello che mi è stato riferito dal lui stesso ci sono dei problemi personali con il locatore e contenuti della rivista poco interessanti che non generano conversioni. Amanda sostiene che ci stiamo fossilizzando e che i mercati nei quali ci siamo orientati sino ad adesso stanno perdendo interesse. Tante voci, informazioni e ipotesi che aleggiano nell'aria.
Solo gli Alpha conoscono la verità.
«Tuo padre era un uomo saggio. Ogni relazione però è a sé stante. Riccardo e Veronica non potevano più rimanere nello stesso ambiente».
«Dividersi non è mai l'unica soluzione».
«Questo è vero. Ciononostante, esistono circostanze che portano le persone a prendere delle decisioni difficili. Istintive a volte».
Noemi inizia a giocherellare con il portapenne. «Come la decisione di mettere te al posto di Veronica?».
«Non l'ho chiesto io» dico di getto, mettendomi sulla difensiva.
«Non era mia intenzione colpevolizzarti. Se Cardo ti ha scelta significa che vede qualcosa in te». Sorride.
Rilasso i muscoli.
«Dove mi mandi oggi?» chiede subito dopo.
«Ti faccio scegliere. Redazione o Social?».
Noemi si tocca il mento, soppesando le due proposte. «Social!».
«Fantastico. Vieni, ti faccio conoscere Giulia».
Lascio dunque la ragazza nelle mani della mia collega e corro alla scrivania sentendo il mio cordless squillare. Afferro l'aggeggio elettronico un secondo prima di perdere la chiamata. «Fash, buon pomeriggio. Come posso aiutarla?» recito, rimanendo in piedi.
«Salve, mi chiamo Alessio Durand. Cerco cortesemente il signor Russo».
Ha la erre moscia e un'inflessione calda e profonda che mi causa un attimo di spaesamento. Conosco a memoria la rubrica lavorativa di Ricardo e non esiste un contatto con questo nominativo.
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UNO SPRITZ CON VENERE
Romanzi rosa / ChickLit[COMPLETA] 🌶 Venere Landi è una donna che, in giovane età, ha dovuto affrontare la difficile prova dell'alcolismo della madre unita al suicidio del padre. Grazie alla sua passione per la moda e alla laurea in Storia dell'arte, a ventisette anni tr...
