🍹Capitolo 38

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Torna la vaga primavera,
e seco Venere torna,
e messaggier di Venere
Zeffiro alato.

(Lucrezio)

Interpello Memoria per trovare la soluzione più adeguata a soddisfare i loro palati pretenziosi. Il repertorio di locali che ho accumulato negli anni è vasto, ma so bene quale scegliere. Annuncio dunque la proposta e riscontrando un collettivo interesse, mi faccio seguire in direzione Borgo San Lorenzo per pranzare in uno storico ristorante conosciuto per essere stato il primo a Firenze nel 1955 a possedere un forno a legna.

Passeggiando alla destra di Thomas, telefono al locale e prenoto il tavolo.

Quando arriviamo, un espansivo ristoratore ci scorta all'interno e ci fa accomodare nella saletta al primo piano. Qui veniamo accolti da pareti ambrate che ricordano tanto casa mia e innumerevoli bottiglie disposte in bella mostra su mensole in rovere. Ho pranzato spesso qui con mamma e papà, trascorrendo momenti che sfioravano l'idillio e che rappresentavano la necessaria pausa da quella tossica routine in cui stavamo vivendo. Tale ricordo è laccio emostatico che annoda lo stomaco, ma la sensazione di ostruzione si snoda in fretta quando un giovane cameriere passa a raccogliere le ordinazioni. Bruschette pomodoro fresco e basilico come antipasto per tutti, poi Melissa prende una tagliata di manzo con rucola e grana per sé; Thomas e Duarte dei pici con salsiccia e cavolo nero; Riccardo dei ravioli di ricotta e spinaci in salsa tartufata mentre io dei tortelli mugellani di patate al ragù.

Vino e cibo compaiono sul tavolo. Con la fame che muove gli arti, afferriamo le posate e ci auguriamo buon appetito malgrado il galateo classico lo consideri inappropriato.

Tra un boccone e l'altro, ripassiamo l'itinerario: gli Uffizi ci terranno occupati per l'intero pomeriggio, a seguire faremo il check-in nel loft dove ci prepareremo per poi cenare in una pizzeria in via San Miniato. Intorno alle 21:00, infine, avverrà il briefing con i colleghi rimasti a Milano. La domenica sarà maggiormente movimentata in quanto Melissa, Thomas e Duarte si recheranno a Palazzo Pitti per visitare il Museo della Moda e del Costume la cui collezione comprende abiti e accessori di moda dal XVIII secolo ad oggi oltre a biancheria intima, gioielli e bigiotteria e un corpus di abiti di scena indossati da star del cinema e dello spettacolo. Nel frattempo, io andrò a trovare mia madre con Riccardo. Quando ieri sera le ho telefonato per avvisarla del mio arrivo, ha insistito sul fatto di voler conoscere il titolare della Fash a tutti i costi. Sebbene la prospettiva del loro incontro non mi faccia scalpitare di gioia, prima o poi doveva succedere per cui mi son dovuta mettere il cuore in pace. Spero solo che non si trasformi in un imbarazzante interrogatorio. Nel pomeriggio andremo tutti e cinque a visitare il Museo Gucci nel trecentesco Palazzo della Mercanzia, inaugurato nel 2011 per i 90 anni di vita della maison. Alle 17:30, Ricky e io ci sganceremo dagli altri per fare aperitivo con Retis e discutere del progetto. Considerato che il treno di ritorno è previsto per le 21:45, mangeremo un boccone al Mercato Centrale prima di recarci in stazione.

«Le tappe di questa gita sono così interessanti» commenta Duarte alzandosi dal proprio posto. «Scusate, mi assento un attimo per andare in bagno».

«Stavo proprio per andarci anch'io» si aggrega Ricky.

I due si allontanano rapidamente dalla sala. Thomas, Melissa e io a questo punto ci ammutoliamo, proseguendo il pranzo con lo sguardo fisso ognuno sul proprio piatto. Il rumoreggiare della città che si ode dalla finestra aperta accompagna il nostro convivio.

«Comunque stavo pensando a una cosa» annuncia Tommy pochi istanti dopo.

«A cosa?» investiga subito Lentiggini.

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