Capitolo 10

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Mi sentivo una completa idiota. Corsi nella mia camera, chiudendomi la porta alle spalle. Poggiai la schiena alla parete vicina, scivolando lungo di essa fino a posare il sedere sul pavimento, cominciando a singhiozzare sommessamente. Mi presi la testa tra le mani, tirandomi delle ciocche per la frustrazione. Stavo per andare a letto con Hyunjin? Stavo davvero per andare a letto con lui? Stavo per...?

Cazzo!

No, non riuscivo a credere alle mie stesse azioni. Non volevo crederci. Avevo passato la notte abbracciata a Chan, avevo tremato sotto il suo tocco e per le sue parole, avevo quasi ceduto alle emozioni incredibili che mi stava facendo sentire...e poi avevo fatto la stessa cosa con Hyunjin.

«Non ci credo!» battei i piedi per terra con rabbia. No, mi corressi. La situazione tra Hyunjin e Chan era molto diversa. La notte trascorsa con Chan aveva creato una situazione che la mattina dopo era andata crescendo, fino a portarci abbracciati e con una gran voglia di fare qualcosa che ci avrebbe fatti sentire sicuramente meglio. Con Hyunjin, invece, era stata una cosa impulsiva, niente crescendo, niente farfalle nello stomaco per l'attesa, solo una pulsione improvvisa scaturita dalla rabbia nei confronti del suo amico e dal suo fascino.

«Fascino? Ma cosa sto dicendo?» affondai la faccia nelle mani, facendo uscire un verso gutturale di frustrazione. Non potevo usare il fascino come scusa. Pensai ai suoi occhi stretti e allungati che somigliavano molto a quelli delle illustrazioni delle sirene, le labbra grandi e invitanti, le braccia muscolose, la vita sottile...

Ripensandoci, il suo fascino poteva essere una buona motivazione.

«Perché sono così stupida?»

Sbattei la testa all'indietro contro il muro con la mente affollata dai pensieri più disparati. Entro pochi minuti tutta la casa avrebbe saputo del nostro piccolo rendez-vous e non osavo nemmeno immaginare le cose che avrebbero detto su di me. Lee Know già mi odiava perciò la situazione non sarebbe cambiata, però gli altri si sarebbero potuti fare un'idea sbagliata. E se Chan avesse pensato che ero una povera patetica che si era andata a consolare tra le braccia del suo amico dopo non essere stata con lui? E se si fosse arrabbiato proprio perché a lui avevo dato un due di picche mentre con il suo amico stavo per...? La testa mi pulsava per il troppo pensare. Pensieri, pensieri. Ad un certo punto, un pensiero prese piede nella mia testa: e se mi licenziassero? Insomma, sono uscita senza il loro permesso, ho causato una rissa tra due idol, ho quasi fatto sesso con Chan e cinque minuti dopo l'ho quasi fatto con Hyunjin. Quello che si potrebbe definire un sabato movimentato.

«Che cosa ho combinato».

Dei colpi alla porta mi fecero fare un balzo sul posto, adocchiando la porta con gli occhi sgranati.

«Chi è?» chiesi titubante.

«Hyuna, sono io» la voce allegra di Felix mi fece tirare un sospiro di sollievo «E' ora di colazione, non vieni?»

Mi alzai dal pavimento, avvicinandomi alla porta.

«Si, scendo subito».

Dall'altra parte della porta sentii solo il silenzio, né una parola né un passo che mi facesse intuire che Felix se ne fosse andato. Dopo diversi secondi di silenzio lo sentii.

«Hyuna?» la sua voce aveva perso l'allegria di poco prima «Va tutto bene?». Vidi la maniglia della porta abbassarsi ma la porta non si aprì.

«Hyuna, che succede?» il suo tono aveva acquisito un senso di urgenza e preoccupazione che traspariva anche da dietro la porta.

«Va tutto bene, non preoccuparti. Tu, intanto, scendi. Io arrivo subito»

Aspettai qualche secondo, immobile, finché non sentii i suoi passi allontanarsi lungo il corridoio. Sospirai. Mi asciugai le ultime lacrime colate sulle guance, intimando a me stessa di fare quei passi necessari ad arrivare all'armadio e poi in bagno. Lo specchio, quella mattina, era mio nemico e mi ridava un'immagine che non sembrava nemmeno appartenermi. Un verso sconsolato mi uscì dalla gola.

Call me Daddy || BangChan (In revisione)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora