POV's Narratore
La mattina seguente tutto era silenzioso. Non un rumore, non un filo di vento o qualche clacson mattiniero. L'aria nella stanza del giovane Lee era tiepida; il leggero respiro del biondo era accompagnato da quello di Hyunjin, sdraiato dall'altra parte del letto, e da qualche versetto da sonnambulo di Brownie -che durante la notte di era fatto posto nel letto, arrotolandosi tra i due giovani. Se non si dava troppo peso al piccolo animaletto, si potevano paragonare benissimo a una vera famiglia: il feto al centro del letto e i genitori a fare da scudo protettore e che lo affiancavano nei suoi primi sogni. Una piccola famiglia tutta loro, insieme.
Felix e Hyunjin, insieme, in una famiglia. Lee Felix. Hwang Hyunjin. Una famiglia. Famiglia.
Famiglia Hwang.
Hyunjin si svegliò di soprassalto, stroncando per sempre l'armonia di quel momento; riuscì a non svegliare Il biondo, ma niente gli impedì di non interrompere il sonnellino di Brownie, che appena si rese conto chi era la causa di quel trambusto, guardò il ragazzo con occhi accusatori.
Non gli diede troppo peso e dopo qualche carezza per farlo riaccucciare, Hyunjin si chiuse a riccio, estraniandosi completamente dal mondo; pensò ai suoi genitori.
Loro non avrebbero mai reagito così bene; non si sarebbero neanche lontanamente avvicinati alla reazione del signor Lee. Lo avrebbero deriso, denigrato, odiato. Lo avrebbero odiato a vita e mandato via di casa, probabilmente anche diseredato se avesse provato a dire che avrebbero potuto dargli una chance come figlio o lontano parente. Avrebbe rovinato completamente la reputazione della famiglia Hwang, se non tutta la dinastia. La sua esistenza era sbagliata, corrotta, un vero abominio e sbaglio della natura.
Ma loro già lo fanno...
Dentro di se una voce riempì completamente la sua testa. Ed aveva ragione..
Effettivamente per i suoi genitori lui era già un fannullone, uno di poca qualità, che non avrebbe ma saputo far buon uso del patrimonio di famiglia. I soldi, le ville e i poderi ereditati. L'azienda vinicola del padre era la prima cosa che gli avrebbero negato -nonostante tutti sapessero che lui non faceva nulla, ma erano i suoi subordinati a fare il grosso del lavoro.
«Hey... »
Una voce roca lo svegliò dai suoi pensieri e lo riportò sulla terra ferma. Era Felix che dopo essersi svegliato lo aveva visto impalato a fissare il vuoto a occhi spalancati.
«Tutto ok? »
Gli chiese dopo non aver ricevuto alcuna risposta al saluto di qualche secondo prima. Il moro semplicemente annuì e gli si avvicinò, approfittando dell'assenza di Brownie che si era spostando in fondo al letto, abbracciandolo e coccolandolo per una decina di minuti. Ogni carezza, era un "grazie", ogni bacio era un "ti amo" e più i secondi passavano più i due si innamoravano l'uno dell'altro; ma non avevano bisogno di parole per dimostrarlo, bastavano i gesti, così dolci, innocenti, puri, da non aver bisogno di spiegazioni.
«Andiamo a fare colazione? »
Il moro gli annuì e lo aiutò ad alzarsi, per poi scendere le scale bianche insieme.
Insieme. Mano nella mano. Senza paura.
(...)
«Sai che un giorno arriverà il momento in cui dovrai dirlo a tua madre, vero? »
Il signor Lee era entrato in cucina sempre un po' assonnato; quel giorno aveva il turno pomeridiano, ovvero dalle 14 alle 22, quindi poteva dormire qualche ora in più, ma aveva comunque deciso di non strafare. Li aveva visti in cucina: niente era diverso per i due giovani, Hyunjin che preparava due colazioni e Felix che lo guardava seduto sul ripiano della cucina.
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Io e Te
FanfictionHyunlix - io e te Felix, un ragazzo sensibile, con problemi a socializzare e con fin troppi traslochi alle spalle. Hyunjin, nato come il classico ribelle della storia, cattiva condotta ma popolare e con situazione familiare discutibile. Due ragazz...
