POV's narratore
Attraversarono mano nella mano tutta camera del minore, dove lasciarono il furetto sul letto, e tutto il corridoio che divideva le camere da letto, alla cucina. Arrivarono dopo pochi secondi in salotto dove il moro poté osservare il divano dalla fodera in tessuto chiaro, appoggiato alla parete proprio davanti ad una televisione non troppo piccola ma nemmeno troppo ingombrante, che giaceva su un mobiletto in legno chiaro, nella quale stavano impilate piccole riviste o DVD/CD. Di fianco al divano c'era una stufetta accesa per riscaldare la fredda aria di dicembre inoltrato.
Arrivato in cucina Felix aprì il frigo ma come si aspettava non trovò granché: sua madre aveva praticamente smesso di preparare cibo per lui, sapendo non mangiasse niente tutto il giorno.
«Cavolo non ho niente»
Si pentì mentalmente per essere così diverso dal moro.
«Però.. Potrei.. -pensò qualche momento- Ti va di.. Non so.. Cioè sempre se vuoi naturalmente..»
Il biondo balbettava troppo per poter anche solo finire la frase e Hyunjin pensò di aiutarlo un pochino. Lo guardò dritto negli occhi e inspirò profondamente ampliando il movimento delle spalle per incitare Felix a fare la stessa cosa.
«Ti va di preparare dei brawnie.. Si insomma... I-insieme?»
Chiese timido.
POV's Hyunjin
Sarebbe stato orribile dire di no a una persona tanto carina ed a una richiesta tanto dolce. Non mi sarebbe proprio stato possibile non accettare.
«Si... Si, certo che mi va. Hai tutti gli ingredienti giusto? Se non hai qualcosa si può passare da casa mia e vedere se ce l'ho io, senza andare al supermercato. »
Cercai di metterlo il più possibile a suo agio, facendo discorsi lunghi per non farlo parlare troppo e mantenere, per quanto mi era possibile, poco contatto visivo, guardando magari i suoi capelli o le sue guance coperte da un piccolo strato di fondotinta di cui non mi ero minimamente accorto. Era un'abitudine?
«In realtà dovrei avere tutto.. Iniziamo?»
Chiese semplicemente, e io annuii.
Cominciammo mettendo a sciogliere il cioccolato in una ciotola a bagnomaria e così via, ma metà percorso le mie gambe stavano già chiedendo pietà. Non si direbbe che faccio sport vero?
Volevo sedermi ma andare al tavolino non era un'opzione: non volevo abbandonare a se stesso Felix. Decisi quindi di considerare comodo il piano della cucina e sedermi accavallando le gambe, per guardare meglio il biondo che nel mentre stava unendo la farina setacciata e il cacao all'impasto lucido.
Aveva uno sguardo concentrato ma comunque sereno, sapeva quello che stava facendo, e non aveva un minimo di timore di sbagliare. Era carino, tanto carino. Non sapevo cosa provassi per lui, lo vedevo come un animale da proteggere, un cucciolo di gatto indifeso, che aveva bisogno di un riparo dai cani randagi.
Continuai a tenere gli occhi puntati su di lui, senza fare il minimo movimento; aveva i capelli un po' sporchi di farina e del cacao in polvere all'angolo della bocca, ma non se ne era accorto.
Scesi da dove mi trovavo e andai a prendere un fazzoletto e mentre lui stava sistemando le ciotole, poggiai le mani sul piano cucina per chiudere il suo piccolo corpo tra le mie braccia; appena se ne accorse si girò subito verso di me con uno sguardo scioccato, ma anche incuriosito, probabilmente dal mio comportamento.
Lo guardai per qualche secondo, quasi come se avessi voluto rassicurarlo che non avrei fatto nulla di avventato, per poi prenderlo in braccio e poggiarlo sul piano cucina; tenni le mani ferree sulla sua vita per qualche secondo assicurandomi che non potesse cadere e che si calmasse.
La mia azione non comprendeva l'uso di eccessivo contatto fisico; solo piano, piano, col passare del tempo, forse avrei potuto iniziare ad usarlo, ma per il momento era meglio non esagerare. Probabilmente in quel momento il mio intento era quello di abituarlo al contatto fisico. Diciamo che nonostante lo conoscessi da poco, capii subito che con lui è sempre un punto interrogativo -anche bello grande.
Presi il pezzo di carta che avevo precedentemente staccato dal rotolo e iniziai a pulirgli il cacao dalla faccia, avevo un tocco leggero, per questo non era troppo spaventato mentre continuava a fissarmi il volto.
Finii di togliere la polverina al cioccolato e lo guardai per qualche secondo, aveva la pelle imperlata da un leggerissimo strato di sudore e i capelli sempre sporchi di farina che andai a scompigliare con una mano, alzando una folata di polvere. Socchiuse gli occhi per la farina che si era sparsa per aria e scosse forte la testa. (Non so per voi, ma l'immagine che mi sono fatta di questo momento, nella mia testa è tipo la cosa più carina che abbia mai immaginato in vita mia... )
«È un po' strano da dire, ma somigli molto a un gatto, sai? »
Ho sempre avuto la brutta abitudine di lasciare parlare i miei pensieri intrusivi, senza mettere filtri o pensare prima a quello che dicessi -facendomi finire nei guai parecchie volte, sia me che le persone intorno a me- ma in quell'istante, nei suoi occhi, non notai altro che il solito imbarazzo di una normalissima persona alle prese con un complimento strano. Della serie: "Cosa dovrei rispondere ora?".
«N-non me lo avevano mai detto... -esitò un momento ma alla fine disse con un po' di curiosità e un pizzico di domanda- Grazie... Credo. »
«Si penso si potesse considerare un complimento. »
Sorrisi con gli occhi spensieratamente, cercando di rendere la situazione meno strana di quanto già non lo fosse e ispezionai un attimo la situazione in cui ci trovavamo: lui seduto sul piano cucina con me in piedi tra le gambe, le mie mani poggiate delicatamente ai lati delle sue cosce e le nostre facce -leggermente rossastre- l'uno di fronte all'altra. Sembrava letteralmente una scena di un k-drama, bl... modestamente, ripensandoci, eravamo carini.
Gli occhi dal taglio felino di lui, mi fissarono per qualche secondo, prima di dire..
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Io e Te
FanfictionHyunlix - io e te Felix, un ragazzo sensibile, con problemi a socializzare e con fin troppi traslochi alle spalle. Hyunjin, nato come il classico ribelle della storia, cattiva condotta ma popolare e con situazione familiare discutibile. Due ragazz...
