POV RYLE
Tolgo di dosso la maschera da Ghostface che ho in faccia da un'ora bella e buona, non so perché l'ho tenuta addosso così tanto, forse per provarla prima di arrivare alla festa di Halloween a casa di Jace.
Non avrebbe un senso in realtà, mi aiuta solo a sentirmi soffocato, come se già non avessi un senso di oppressione addosso, sono nervoso da quando oggi ho iniziato a pensare sul serio al piano che abbiamo escogitato.
Dovrò entrare in quella casa, ancora.
Mi ricorda dei tempi passati, dei giorni in cui sono stato là dentro insieme a Jace.
Eravamo amici, da piccoli, quando avevamo più o meno 6 anni. Giocavamo insieme, anche se non ci era permesso, a noi però questo non importava affatto.
Quelli del North e del South sono sempre stati rivali, lo sono da quando ne ho memoria, ma a noi non fregava un bel niente.
Uscivamo insieme, giocavamo, e quando il padre di Jace non era a casa, Jace mi invitava a stare da lui.
Ci divertivamo insieme e, infondo, gli volevo bene.
Lui però, non era della stessa opinione.
Un giorno ho fatto l'errore di raccontargli quello che sentivo dire da mio padre, dove nascondeva le droghe e le armi che vendeva in giro, e lui l'ha raccontato al suo di padre.
E da lì, è cambiato tutto.
I nostri genitori hanno scoperto che ci frequentavamo, qualcuno ha rubato a mio padre le droghe e tutto il resto, ed è scoppiata una sottospecie di guerra, la rivalità che c'era già prima è aumentata ulteriormente.
Eravamo piccoli, ma già all'epoca sapevamo che non avremmo mai dovuto frequentarci e che per tutti, un'amicizia tra il figlio del capo del North e il figlio del capo del South, non era ammissibile.
E io sapevo benissimo che non avrei mai dovuto fidarmi di lui, mi ha tradito e poi è diventato uguale a suo padre, uno stronzo di prima categoria, crudele.
O almeno, è quello di cui sono a conoscenza io e di cui sono convinto.
«Passami una sigaretta.» ordino a Riki, allungando una mano nei sedili posteriori.
«Va bene, capo.» Riki mi passa una sigaretta insieme all'accendino, posandoli entrambi sul mio palmo.
Incastro il filtro in mezzo alle labbra e socchiudo gli occhi, accendendo la sigaretta con la fiamma dell'accendino nero.
Inclino il collo indietro e aspiro il fumo, per poi sbuffarlo fuori dalla bocca.
Il mio sguardo viene catturato da un elastico nero che circonda il mio polso sinistro.
Lo guardo, ricordandomi il giorno in cui l'ho trovato in mare, quando ho fatto surf a casa dei Miles.
L'elastico di Isabella.
Non l'ho mai tolto, non so il motivo. Ma è come se non riuscissi a separamene.
E diamine, sono stato un coglione, non dovevo bruciarle le rose e non dovevo poi regalarle dei fiori... e non quei fiori, hanno un significato troppo importante.
Ci ho riflettuto molto prima di portarli, ho pensato se scrivere o meno quel biglietto, e poi ho agito di impulso e l'ho fatto, li ho comprati e li ho lasciati fuori dalla sua porta.
Non potevo darglieli a mano, mi sono rifiutato.
È già tanto se ho regalato un mazzo di fiori a qualcuno. Infatti, appena mi è arrivato il suo messaggio, ho negato e fatto finta di niente.
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DARKNESS INSIDE
Romansa«In tutte le oscurità c'è uno spiraglio di luce, il problema è individuarlo. Non tutta l'oscurità, è buia come sembra.» Quando la loro scuola viene distrutta dalle fiamme, un gruppo chiamato Dark Serpents, composto da sei membri e considerato il più...
