«In tutte le oscurità c'è uno spiraglio di luce, il problema è individuarlo. Non tutta l'oscurità, è buia come sembra.»
Quando la loro scuola viene distrutta dalle fiamme, un gruppo chiamato Dark Serpents, composto da sei membri e considerato il più...
ED ECCOCI QUI dopo un mese privo di aggiornamenti, sono tornata ✨ Se era meglio che non pubblicassi, lo scoprirete soltanto leggendo 🙈 Non è un capitolo lunghissimo come ai soliti, ma comunque non è nemmeno corto Spero che vi piaccia e buona lettura ✨
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POV AMELIA
«Fatti sotto!» sbraita Noah, davanti a me, con soltanto dei pantaloncini rossi addosso e il torso nudo, il cui petto è imperlato di gocce di sudore.
I suoi capelli sono scompigliati e umidi e respira affannosamente, segno della sua stanchezza.
Siamo nella piccola palestra in casa di Ryle da poco più di un'ora, e sempre da un'ora ci stiamo allenando.
Mi sono ripresa bene, infatti la caviglia non fa più male, e i lividi sono spariti totalmente.
Ma non sono abituata ad allenarmi e fare boxe per così tanto tempo di fila, specie perché è passato tanto tempo dall'ultima volta che l'ho fatto.
E ancor di meno mi piace il fatto che Noah mi stia urlando addosso da praticamente tutto il tempo. O perché sbaglio, o perché mi sfida.
«Giuro che se non la smetti di urlarmi addosso come un'aquila ti tiro un calcio nei coglioni.» sibilo, il seno che si muove su e giù velocemente, strizzato nel top bianco sportivo.
Ho bisogno di un attimo di pausa, ma lui non ne vuole proprio sapere di fermarsi anche solo per un minuto.
Provo talmente tanto caldo che sto per prendere in considerazione l'idea di togliermi i pantaloncini attillati di dosso, compresi i restanti vestiti.
Se solo non rimanessi nuda, lo farei.
Qualcuno trattiene una risata e sono più che sicura che sia Jace, che guarda la scena seduto a terra contro la parete, insieme al mio ragazzo.
«Fermatevi un attimo, lei ne ha bisogno.» dice Ryle.
Noah guarda solo me, saltellando sul posto. «L'anonimo non si fermerà, però.»
«Ti pare che sia qui, adesso?» sbotto.
«Potrebbe comunque apparire da un momento all'altro, e tu non lo potresti sapere. Magari quando sarai da sola.» sbatte i pugni fasciati da due bende tra loro, alzando il mento in segno di sfida e guardandomi con i suoi occhi verdi affilati. «Se ti fermi proprio ora, chi lo dice che non lo farai anche quando ti ritroveranno?»
«Un minuto non fa niente.» cerca di venire in mio aiuto Jace. «Forse è-»
«Un minuto è anche troppo, smettetela di essere così sottoni e cretini, tutti e due!» sbraita, continuando a guardarmi. «Su, continua. Colpiscimi. O non ce la fai? Troppo sfaticata?»