POV AMELIA
Mordo forte il labbro inferiore e rimango seduta sulle sedie nel gate dell'aeroporto di Los Angeles, dove stiamo aspettando l'aereo che ci porterà a New York.
Non riesco a concentrarmi su nulla, nemmeno sui capelli rasati di mio fratello William.
Ieri era tornato a casa la sera, con i capelli già rasati a zero e mori, non più biondi, a mamma era quasi venuto un colpo, insieme a Aidan.
William odia se gli toccano i capelli, nessuno di noi si aspettava che facesse una cosa del genere, però sta bene, è mio fratello ma non mi astengo dal dire che è un gran figo con questo nuovo taglio.
L'annuncio di un aereo che sta per partire, mi risveglia di scatto dai miei pensieri riportandomi alla realtà, e mi rendo conto ancora una volta che siamo davvero in aeroporto.
Adam cerca di farmi calmare, non riuscendoci così tanto, ci provano anche Aidan e William, insieme alle mie amiche, a turni vengono da me e l'unico che non si scolla è Adam che continua ad accarezzarmi la schiena da un'ora bella e buona.
Anche Riki ha tentato di calmarmi e lo fa tutt'ora, rimanendo seduto al mio fianco e tenendo appoggiata una mano sulla mia coscia coperta da una gonna bianca, tramite il pollice accarezza il perimetro, mostrandomi il suo conforto.
Un conforto che io, purtroppo, ora come ora non riesco a sentire minimamente.
Temo che possa venirmi un attacco di panico da un momento all'altro e questo io non voglio proprio che accada.
L'unica cosa che forse sento in questo istante, e che continuo a sentire dal momento in cui siamo arrivati qui a questa parte, è uno sguardo insistente che non mi lascia in pace nemmeno per scherzo.
Lo sguardo di Ryle.
Io non riesco a guardarlo, sono ancora infastidita dal suo comportamento di due giorni fa.
Ho pensato e ripensato a quel momento, quando si era allontanato come se non volesse farsi vedere insieme alla sottoscritta.
Ho cercato di darmi risposte che però non sono riuscita a trovare.
Forse dovrei parlare con lui ma non ora, ora non ci riesco, e poi voglio che sia lui a venire da me, insomma non posso sempre rincorrerlo, deve provare a cercare anche lui un confronto.
Se devo essere completamente onesta mi dispiace stargli lontano, vorrei rimanere al suo fianco ma in qualche modo devo fargli capire che ha sbagliato, e ho deciso di utilizzare questo metodo, cioè ignorarlo finché non verrà da me.
Se poi cambierò idea e me la sentirò di parlargli, allora lo cercherò ma spero davvero che lo farà lui per primo, voglio che riesca ad aprisi con me e spiegarmi cosa prova.
Perché diamine si era allontanato da me in quel modo... brusco?
«Amy...» sussurra Adam, accarezzando lentamente la mia schiena. «Vuoi che andiamo a fare un giro? Tanto l'aereo non arriva prima di mezz'ora.»
«Mamma e papà sono già partiti?» domando, ignorando per un momento la sua domanda.
Fino a prima non volevano lasciarmi da sola, sono rimasti con noi, erano irremovibili sull'andarsene ma io li ho pregati invece, perché non potevano di certo stare con noi per sempre.
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DARKNESS INSIDE
Romansa«In tutte le oscurità c'è uno spiraglio di luce, il problema è individuarlo. Non tutta l'oscurità, è buia come sembra.» Quando la loro scuola viene distrutta dalle fiamme, un gruppo chiamato Dark Serpents, composto da sei membri e considerato il più...
