«In tutte le oscurità c'è uno spiraglio di luce, il problema è individuarlo. Non tutta l'oscurità, è buia come sembra.»
Quando la loro scuola viene distrutta dalle fiamme, un gruppo chiamato Dark Serpents, composto da sei membri e considerato il più...
È arrivato il momento. Stiamo per uscire dal tunnel oscuro e pieno di mostri, per raggiungere la luce. Pront*?
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
7 anni dopo...
AMELIA
Apro gli occhi, provando una stanchezza evidente. Vorrei solo continuare a dormire e non fare nient'altro. Ma so anche che, adesso che sono sveglia, non riuscirei a farlo.
Picchietto una mano sull'altro lato del letto, che però è vuoto. Capisco così che Ryle non c'è e si è svegliato prima di me.
Alzo le braccia e mi stiracchio per bene, poi mi metto a sedere e la coperta cade fino ai fianchi, lasciandomi solo con la vestaglia nera e bianca in seta addosso. La mia preferita.
Appena metto a fuoco l'ambiente circostante, lo osservo con ammirazione. Non importa quanti anni sono passati e quante volte vedo la stanza, fa sempre lo stesso effetto.
Le pareti sono sui toni del rosso e del nero, con dei gigli bianchi disegnati sopra in modo elegante. In disparte c'è una porta, che conduce a una cabina armadio d'orata, e dall'altra parte un'altra porta che dà accesso al bagno privato.
Con dei bambini in casa abbiamo bisogno più che mai della nostra privacy, qualche volta, per cui lo abbiamo inserito circa tre anni fa, in modo da lasciare libero per loro il bagno in corridoio.
Ormai lo sanno usare da soli.
Credo che, quando saranno più grandi, io e Ryle ne metteremo uno privato ad ognuno di loro. In fondo li hanno anche a New York, non vedo perché non inserirli qui a Los Angeles.
Afferro il telefono per controllare l'ora e alcuni messaggi da parte delle ragazze, che mi avvisano che ci saranno oggi pomeriggio e alla cena che abbiamo deciso di organizzare a casa mia e di Ryle.
Poi lo appoggio di nuovo sul comodino e mi alzo, andando a lavarmi i denti. Una volta fatto, sistemo i capelli lunghi e scompigliati ed esco dalla stanza, facendo piano perché non si sa mai che qualcuno dei bambini stia ancora dormendo.
Non voglio svegliarli, nonostante siano le dieci di mattina. Ieri sera siamo arrivati tardi e hanno sicuramente bisogno di riposare.
Suppongo che Britney, Cristian e i loro bambini stiano facendo la stessa cosa. Hanno viaggiato con noi.
Scendo le scale che mi portano al piano di sotto, sentendo dei rumori provenire dalla cucina. Così mi dirigo proprio lì e mi fermo per qualche minuto sotto lo stipite della porta.