•76 Come un raggio di sole

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Non ricordavo di essermi mai sentita così bene in tutta la mia vita, non più che in quel preciso momento, mentre guardavo il pollice di Eijiro accarezzare dolcemente e con immensa premura il dorso della mia mano.
Il ragazzo l'aveva afferrata non appena avevamo deciso di comune accordo di lasciare quel vicolo, teatro e testimone di tante vicissitudini diverse tra me e lui, alcune liete ed alcune decisamente meno. Senza lasciarla più andare. Senza staccare le sue dita dalle mie nemmeno per un secondo.
Da diversi minuti anche i suoi occhi sembravano dello stesso avviso, tanto che non la smetteva di continuare a fissare il punto dove le nostre mani si incontravano, quasi con espressione sognante.
Nessuno dei due aveva parlato molto dal nostro bacio, avvenuto dopo diverse settimane di sofferta distanza, eppure la situazione non sembrava pesarci. Stavamo bene anche in quel modo, semplicemente in silenzio a contemplare quel piccolo miracolo da poco avvenuto: quello di due anime che avevano creduto di essersi perse per sempre, ma che poi si erano ritrovate esattamente dove si erano separate, arrivando alla conclusione di essere rimaste inconsapevolmente unite da un filo impossibile da spezzare.
Tra me ed Eijiro era andata esattamente così: entrambi avevamo vagabondato fin troppo a lungo, apparentemente senza meta, per poi scoprire di aver percorso semplicemente due strade destinate ad incrociarsi di nuovo ad un bivio in comune.
Finalmente quel momento era arrivato, dopo tanta sofferenza, martellanti sensi di colpa e una valanga di dubbi. Tutte questioni che sembravano aver perso magicamente ogni briciolo di importanza.
Non contava più nulla per me. L'unica cosa importante era la sua mano stretta alla mia, nient'altro, una mano che desideravo non lasciare più andare, nemmeno per un secondo.
Anche Eijiro sembrava pensarla allo stesso modo, almeno a giudicare dai suoi occhi che proprio non riuscivano a smettere di ammirare quel contatto. Magari per molti banale, ma estremamente importante per noi. Era infatti il nostro modo per dimostrare all'altro il proprio desiderio di stare quanto più vicini possibile e per mettere a tacere un po' di quel dolore sordo percepito dentro al petto, quello che non aveva smesso di martellare a causa della mancanza dell'altra metà corrispondente.
<<Mi sembra tutto così strano. Mi sembra tutto un sogno. Ho paura di sentire il rumore di una sveglia suonare, per poi svegliarmi e scoprire di aver semplicemente sognato tutto. Non voglio svegliarmi. Non voglio sentire nessuna sveglia. Se sto sognando allora desidero restare qui per sempre>> mormorò improvvisamente lui, parlando per la prima volta da quelli che dovevano essere almeno quindici minuti. Un periodo passato a contemplare la vicinanza dell'altro ed occasionalmente il panorama sotto di noi.
Dopo aver lasciato il vicolo ci eravamo infatti diretti verso una scalinata conosciuta da entrambi e non molto distante, che conduceva ad una piccola zona capace di offrire uno squarcio della nostra città; tuttavia a patto di avere la resistenza e la pazienza di affrontare la lunga salita.
Ci era sembrato il luogo adatto per ricostruire le prime basi del nostro rapporto, complice il silenzio e la privacy che la panchina da noi occupata riusciva ad offrirci senza grossi problemi.
<<Non suonerà nessuna sveglia, non preoccuparti. Sono davvero qui con te e non ho alcuna intenzione di andarmene, va bene?>> lo rassicurai, guardando per un momento le nostre mani intrecciate e poi di nuovo il suo viso.
Il vento muoveva leggermente i suoi capelli rossi, mentre i suoi occhi brillavano di una luce che non avevo mai visto prima di quel momento, una luce carica di suggestiva bellezza. Tuttavia a colpirmi maggiormente fu il suo sorriso, talmente splendido da meritare un posto in un museo, come la più bella delle opere. Eijiro era prezioso a tal punto per me.
Non riuscii a resistere, tanto da alzare lentamente la mano libera in direzione del suo viso. Avevo una tremenda voglia di accarezzare la sua pelle, così da sentirne la consistenza sotto alla dita e rendere ancora più reale quel momento.
Ero davvero lì. Ero davvero lì con Eijiro.
La sua guancia era morbidissima, ancor più che nei miei ricordi e non riuscivo a smettere di toccarla con la punta dei polpastrelli, senza staccare nemmeno per un secondo gli occhi dai suoi. Anche il ragazzo mi stava guardando, con un amore tale da rendermi impossibile provare una qualsivoglia forma di dubbio in merito. Eijiro provava per me le stesse cose che io sentivo di provare per lui, senza ombra di dubbio. E mi bastava guardare nei suoi occhi per capirlo.
Non riuscivo a smettere di toccarlo con una dolcezza e un'accortezza solitamente riservate a qualcosa di incredibilmente fragile. Non riuscivo a smettere di coccolarlo, seppur appena con le punte delle dita, come per paura di mandare in mille pezzi il sogno che stavo vivendo.
In fondo Eijiro era ai miei occhi talmente bello da non sembrare reale. Tanto che, come lui poco prima, anche io avevo paura di svegliarmi da quel momento per così tanto tempo desiderato.
<<Sei così bello. Sei così dannatamente bello. E mi dispiace davvero tanto per essere arrivata così tardi. Avrei potuto risparmiare tanta sofferenza inutile ad entrambi. Scusami, scusami davvero per essere stata così stupida. Solo oggi mi sono resa conto di aver sprecato del tempo... tempo che avremmo potuto passare insieme... felici>> gli sussurrai lentamente, continuando a toccare il suo viso.
Mi sentivo dipendente dalla sua pelle e non riuscivo a tollerare il pensiero di doverlo salutare a fine serata, così da tornarmene a casa.
Non volevo staccarmi da lui. Non volevo farlo mai più, nemmeno per un momento.
Eijiro non perse nemmeno un secondo per portare entrambe le sue mani sul mio viso, così da iniziare a ricambiare tutte le carezze che gli stavo dedicando ormai da un paio di minuti. Sembrava immensamente commosso e sul punto di scoppiare a piangere di nuovo.
<<Perché sei tu a scusarti con me? Non sei tu ad avermi lasciato, non sei stata tu a spezzarmi il cuore>> disse lui di rimando, avvicinando lentamente il suo viso al mio.
Era così vicino a me da appannarmi la mente. Riuscivo a vedere solo i suoi occhi che mi fissavano pieni di dolcezza, pieni di un amore che sapevo non mi avrebbe stancata mai.
Aprii leggermente la bocca per rispondergli, ma mi bloccai percependo il suo pollice posarsi sulle mie labbra, come invito a non dire nulla.
<<Ho fatto tutto da solo. Sono io ad aver sbagliato ed io l'unico a doverti delle scuse. Tu non hai fatto assolutamente nulla di male, hai capito?>> continuò lui, senza togliere il dito da lì <<tu sei stata fin troppo buona con me e una parte di me crede ancora di non meritare nemmeno il tuo perdono, non dopo il mio comportamento.>>
Ad ogni parola la distanza tra me e lui diminuiva, tanto che alla fine del discorso mi ritrovai con la sua fronte posata contro la mia e le sue mani di nuovo intente ad accarezzarmi il viso.
<<Non dire così, per favore. Non possiamo cancellare il passato, ma possiamo costruire un nuovo futuro. Io ne desidero uno da passare insieme a te, perché è l'unico che vedo possibile e l'unico che voglio davvero. Sei il mio primo amore, Eijiro. Ed onestamente non ne desidero altri... non voglio più innamorarmi di nessun altro. Voglio solo te>> gli confessai quindi, tirando fuori quelle parole direttamente dal mio cuore. Parole che pensavo davvero, perché ogni parte di me desiderava la sua presenza al mio fianco e di conservare quei sentimenti per sempre nel mio cuore, senza mai lasciarli andare.
Da quando avevo iniziato a correre per la città, alla disperata ricerca del ragazzo, non avevo mai smesso di pensare nemmeno per un secondo ai miei sentimenti per lui.
Lo avevo cercato ovunque in preda allo sconforto, sentendo quelle emozioni e la nostalgia di lui crescere passo dopo passo e la voglia di rivederlo aumentare a dismisura ad ogni fallimento.
Quando poi lo avevo finalmente trovato avevo sentito quei sentimenti esplodere tutti insieme, facendo tornare a galla tutto il dolore provato nelle settimane passate, trascorse senza di lui. Avevo quindi realizzato di aver vissuto tutti quei giorni solo in attesa di quel preciso momento, solo per tornare di nuovo tra le sue braccia.
Da quando lo avevo abbracciato in quel vicolo percepivo il mio amore per lui con ancora più consapevolezza, rispetto ad un tempo. Forse dopo averlo trattenuto per tutto quel tempo, forse perché aumentato dopo il periodo passato lontani o forse entrambe le cose. La mia unica certezza era quella di amarlo, probabilmente mai intensamente come in quel momento, mentre la sua fronte era sopra la mia e le sue mani sul mio viso.
<<Dovresti odiarmi dal più profondo del tuo cuore e invece sei qui, sei qui con me. Cosa posso fare per ringraziarti? Come posso farti capire quanto sono felice, se non mi vengono nemmeno le parole giuste per spiegartelo?>> mi sussurrò lui, talmente vicino da permettermi di percepire il suo respiro contro le mie labbra, ad ogni parola pronunciata.
Mi aggrappai delicatamente ai suoi capelli, tirandoli dolcemente. Non volevo fargli male, ma solo rendere ancora più reale la sua presenza. Volevo sentirlo il più possibile accanto a me, nient'altro, non desideravo altro.
<<Solo... non andartene mai più. Non lasciare più la mia mano, non farlo mai più, per favore.>>
Il mio era un appello quasi disperato, perché sentivo di non poter sopportare di nuovo un'esperienza del genere. Una volta mi era sembrata più che sufficiente. Ogni giorno era stato più doloroso del precedente, nessuno escluso.
<<Mai più. Non lo farò mai più. Te lo prometto>> rispose lui, mentre le sue mani continuavano ad accarezzarmi con una tenerezza indescrivibile.
Eijiro mi aveva ferita nel profondo, ma sentivo di potermi fidare di lui e glielo comunicai annuendo leggermente, così da trasmettergli un semplice messaggio: che mi fidavo delle sue parole.
Mi avvicinai di più a lui, posando una mia gamba sopra le sue e il volto contro la sua spalla. Volevo sentirlo vicino come non mai, volevo far sparire tutta la sensazione di angoscia provata durante il nostro periodo di separazione.
Avevo davvero bisogno del suo corpo contro il mio e sentire per quanto possibile la sua presenza accanto a me.
Percepii la sensazione delle sue labbra tra i miei capelli e delle sue mani sulla mia schiena, intento a rilasciarmi dolci carezze circolari.
Le sue attenzioni mi stavano causando brividi ovunque, in una maniera talmente intensa da farmi girare la testa. Era da tanto tempo che non provavo simili sensazioni, ma in fondo solo lui ne era capace e non avevo avuto modo di provarle con nessun altro. Solo con Eijiro e finalmente ero tornata tra le sue braccia, decisa a non lasciarlo mai più andare.
Prima di lasciare il vicolo avevamo pattuito di andarci piano e di recuperare la nostra relazione passo dopo passo, senza affrettare troppo le cose, ma in verità morivo già dalla voglia di baciarlo ancora - quasi fino ad esaurire l'ossigeno nei polmoni - e bramavo di sentire di nuovo la sensazione di dormire tra le sue braccia, anche se in passato era successo solamente due volte. Due volte indimenticabili.
Spinta da quel desiderio girai leggermente il viso in direzione del suo collo, attirata dalla sua pelle incredibilmente liscia e profumata. Avevo sempre amato la sensazione di sfiorarla con le labbra e di riempirla di baci, tanto da non riuscire a frenare la tentazione di attaccare una piccola porzione a mia disposizione. Sentii immediatamente Eijiro drizzare la schiena, palesemente preso alla sprovvista dalla mia iniziativa, e le sue mani rafforzare la presa sulla mia schiena, così da spingermi più vicina lui.
Quello mi diede il coraggio di continuare a baciare la sua pelle e di lasciare anche un paio di piccoli morsi, completamente assuefatta dal sapore della sua pelle. Mi era mancato terribilmente, talmente tanto da farmi temere di impazzire prima o poi, talmente tanto da impedirmi di smettere di cercare più contatto con lui o di frenare la mia voglia di recuperare tutto il tempo perso.
Eijiro si abbandonò completamente a me, infilando una mano nei miei capelli per incoraggiarmi a prolungare quel contatto, mentre l'altra sua mano continuava a lasciarmi delicati grattini sulla schiena.
Mi staccai leggermente solo diversi secondi dopo, restando comunque vicina al suo collo, così da poter sentire il suo profumo.
Percepivo ancora sulle labbra il sapore e la morbidezza della sua pelle, tanto da farmi girare maggiormente la testa. Era un carico di sensazioni davvero grande, al punto da farmi dubitare di poterle contenere tutte.
<<Mi sei mancata così tanto. Talmente tanto da farmi credere di poter impazzire da un momento all'altro>> mi sussurrò lui improvvisamente, riportando le sue labbra contro la mia nuca <<sono stato così stupido a lasciarti andare, a lasciar andare la persona che mi rende più felice al mondo, come ho potuto farlo? Sto così bene qui con te, talmente tanto da non desiderare nient'altro. Avevo quasi dimenticato questa sensazione. Non voglio dimenticarla mai più.>>
La sua voce si incrinò alla fine della frase, dandomi modo di percepire fino in fondo il suo dispiacere e tutto il dolore che stava provando in quel momento. Doveva aver sofferto quanto me, se non ancora di più... probabilmente a causa del senso di colpa che aveva provato e per la sensazione di inadeguatezza.
Eijiro sembrava aver preso coscienza del suo valore e sul tetto mi aveva confessato di aver smesso di sentirsi inferiore rispetto agli altri, perché grazie a me era riuscito finalmente a sentirsi al primo posto per qualcuno. Ne andavo fiera e solo in quel momento riuscivo a capire a pieno l'impatto che avevo avuto nella vita del ragazzo.
Non lo avevo mai visto tanto sereno come in quel momento, mentre si lasciava andare al mio tocco. Sembrava la persona più tranquilla dell'intero universo e mi sentivo bene solo a vederlo. Mi rendeva immensamente serena a mia volta.
<<Sono contenta di averti trovato. Ho girato tutta la città per parlare con te. Pensavo di volerlo fare esclusivamente per chiarire con te, ma in verità mi rendo conto di averlo fatto principalmente col desiderio di correre tra le tue braccia. Anche a me era mancato tutto questo, così tanto da non riuscire a spiegarlo>> gli confidai, sentendo nel mentre la sua presa attorno a me rafforzarsi <<come mai eri proprio in quel vicolo?>>
Desideravo fargli quella domanda dal primo momento, ma tra una cosa e l'altra avevo sempre rimandato, troppo presa da tutto il resto.
<<Ultimamente sono andato lì quasi ogni giorno, principalmente per riflettere, ma soprattutto per ricordare sempre a me stesso di non cadere mai più nello stesso errore e di non allontanare più le persone da me solo per paura o per vergogna.>>
Guardai Eijiro con gli occhi pieni di tristezza, tornando col pensiero a tutto il senso di inferiorità che doveva aver provato e al ricordo delle notti che aveva passato a piangere, solo nella sua stanza. Me lo aveva confessato qualche settimana prima, ma il ricordo continuava ad atterrirmi.
Il ragazzo sembrava aver finalmente rimosso quei pensieri negativi, ma mi dispiaceva comunque tantissimo per lui, per non aver avuto la possibilità di combattere insieme quella terribile battaglia.
<<Promettimi che in futuro mi parlerai delle tue insicurezze e dei tuoi dubbi. Promettimi che verrai da me quando sentirai di aver bisogno del sostegno di qualcuno. Promettimi che non ti chiuderai mai più a riccio nella tua stanza e che non nasconderai mai più le tue lacrime>> gli chiesi, tornando a guardarlo negli occhi, piena di speranza <<in futuro vorrei essere io ad asciugarle, qualora ce ne fosse ancora il bisogno, e vorrei essere lì per aiutarti in tutti i modi possibili. Lo so che sono tante cose da promettere, ma vorrei davvero che tu lo facessi comunque, perché voglio esserci sempre per te, ogni giorno, Eijiro.>>
Il ragazzo inizialmente non riuscì a rispondere in nessuno modo, troppo preso a guardarmi di rimando, pieno di ammirazione e di commozione. I suoi occhi erano diventati lucidi e sembrava lottare contro la voglia di tornare a piangere di nuovo. Ad Eijiro non piaceva piangere davanti agli altri, dichiarava di non trovarlo virile e per tale cercava sempre di trattenersi per quanto possibile. Era però incredibilmente sensibile e non sempre riusciva a frenare le sue lacrime, soprattutto davanti a situazioni simili.
<<Sai che puoi piangere tranquillamente davanti a me. Non devi considerarlo imbarazzante, perché non lo è per niente>> cercai di rassicurarlo, tornando ad accarezzare le sue guance.
Come da copione lui rispose: <<Ma un ragazzo che piange davanti ad altri non è per niente virile, soprattutto davanti ad una ragazza. E poi ho già pianto tantissime volte davanti a te e mi vergogno così tanto>>.
Il suo viso iniziava a tingersi di un colore molto simile a quello dei suoi capelli, al punto da renderlo ancora più bello ed adorabile ai miei occhi. Sentivo davvero di volermi prendere cura di lui per il resto dei miei giorni, sperando di poterne avere la possibilità.
<<Invece io trovo molto virile un uomo che riesce ad ammettere le proprie debolezze e le proprie paure, molto più di uno che finge di non averne nemmeno una, quando invece è palese il contrario. Con me puoi sentirti libero di mostrare ogni lato di te, senza aver timore del mio giudizio, va bene?>>
Lo sguardo del ragazzo vacillò solo per un momento di un residuo di timore, prima di tornare a splendere nel modo che amavo tanto. <<Va bene>> rispose quindi lui, aprendosi in un sorriso <<ti prometto che farò tutto quello che mi hai chiesto e che non ci saranno più segreti, ti prometto che in futuro parlerò con te dei miei dubbi... senza mai più lasciarti fuori dalla porta.>>
I suoi occhi erano incredibilmente sinceri, per tale sapevo di potermi fidare di lui. Ogni cosa sul suo viso sembrava voler comunicare la stessa identica cosa: lui non avrebbe mai più commesso gli errori del passato, mai più.
Ricambiai quindi il suo sorriso, mentre il suo viso si faceva sempre più vicino al mio e il suo sguardo cambiava, diventando ancora più deciso.
<<Cosa c'è, Eijiro?>> chiesi quindi, notandolo dell'avviso di voler aggiungere qualcosa di estremamente importante.
Le sue labbra erano ormai vicinissime alle mie, talmente tanto da causarmi una stretta inconfondibile allo stomaco, quella che solo lui riusciva a farmi sentire. Il primo ed unico da che ne avevo memoria.
<<Sono innamorato pazzo di te. Non farò mai più lo stesso errore. Non ti lascerò mai più andare>> mi bisbigliò lui, lasciandomi percepire il suo respiro direttamente contro la mia bocca <<ti amo davvero tantissimo.>>
Eijiro aveva già dichiarato di amarmi in passato, ma mai prima di quel momento lo aveva detto in maniera tanto intensa e tanto sentita. I suoi occhi infatti erano fermamente piantati nei miei e mi chiedevano disperatamente di cogliere ogni briciolo di quell'amore che stava cercando di comunicarmi. Mi arrivò tutto, fino all'ultima goccia.
Riuscii solo ad annuire fermamente, troppo presa a guardare le sue labbra vicinissime alle mie.
In fondo lui era davvero ad un soffio da me ed io non riuscivo a ragionare. Non ce la facevo.
Anche lui non riusciva a smettere di guardarmi le labbra, tanto da spingermi ad avvicinarmi ancora, al punto da farle quasi sfiorare.
Il ragazzo sembrava immensamente combattuto, tuttavia non riuscì ad evitare di circondare il mio viso con le sue calde mani, puntando i suoi occhi pieni di amore nei miei.
<<So che abbiamo deciso di andarci piano, ma ho davvero voglia di baciarti adesso. Davvero tanta voglia>> mi sussurrò, lasciando sfiorare le nostre labbra un'altra volta.
Cercai di rispondere, riuscendo ad emettere solo un debole sospiro soffocato. La voce sembrava avermi abbandonata del tutto, ma cercai di comunicare il mio desiderio portando una delle mie mani dietro il suo collo, così da spingerlo leggermente nella mia direzione.
Eijro sembrò recepire comunque il messaggio, tanto da guardarmi un'ultima volta alla ricerca di un'ulteriore approvazione da parte mia. Riuscii solo ad annuire leggermente.
A quel punto lui prese un piccolo respiro, prima di allungare leggermente il viso nella mia direzione.
Mi sembrò di vedere e sentire tutto come a rallenting: i suoi pollici che mi sfioravano le guance in una piccola carezza, le palpebre che si abbassavano lentamente, le sue labbra che si schiudevano prima di venire incontro alle mie, la pelle chiara e leggermente chiazzata di rosso delle sue guance - che si avvicinava sempre di più a me- e infine il suo respiro che si scontrava contro il mio viso. Tuttavia sparì tutto nel momento in cui percepii la sensazione della sua bocca che cercava la mia. Eijiro iniziò a lambire dolcemente le mie labbra, insipirando ed espirando forte nel mentre, mentre le sue dita continuavano ad accarezzarmi senza sosta ogni centimetro di viso possibile.
Avevamo deciso di procedere lentamente, ma in quel momento non mi importava granché, non mentre le mie mani si tuffavano nei suoi capelli rossi, stringendoli forte. Non mentre lui si spingeva ancora di più contro il mio corpo, cercando di portarmi ancora più vicina a lui, praticamente quasi sulle sue gambe.
Mi piaceva la sua tenerezza, ma apprezzai ancora di più quando la sua bocca prese a cercare più avidamente la mia, lasciando passare per due o tre volte la sua lingua sul mio labbro inferiore e ancor di più percependo i suoi denti mordicchiare con cautela nello stesso punto. Decisi quindi di lasciarlo passare, senza pensarci nemmeno per un secondo, quasi sussultando alla sensazione della sua lingua contro la mia. Era praticamente bollente e talmente piacevole da spingermi a sedermi definitivamente sulle sue gambe, abbandonando il legno freddo e scomodo della panchina.
Lui al mio gesto si lasciò sfuggire un sospiro più forte degli altri, portando le sue mani a circondarmi la schiena con un evidente desiderio di sentirmi quanto più vicina possibile. Di conseguenza io tirai più forte i suoi capelli, tuffando meglio le mani nella sua chioma di un rosso brillante.
Negli ultimi secondi di quel bacio, tanto disperato e desiderato, concentrai le mie attenzioni sul suo labbro inferiore, decidendo di ricambiare i suoi morsi di poco prima. Tuttavia fu difficile smettere, tanto da continuare a lasciarci a vicenda piccoli e ripetuti baci a stampo, entrambi incapaci di staccarci dalla bocca dell'altro.
Alla fine tornai a sedere al mio posto, mentre lui ne approfittava per riprendere fiato.
Aveva un sorriso davvero grande sul viso e gli occhi che brillavano più delle stelle che timidamente si erano affacciate nel cielo sopra di noi, facendomi realizzare di aver passato più tempo del previsto insieme a lui, in quell'angolo della città solitamente deserto.
<<Menomale che qui non viene quasi mai nessuno>> commentò lui, riferendosi al bacio di poco prima, fortunatamente condiviso lontano da occhi indiscreti. Probabilmente non era il massimo baciarsi in quel modo all'aperto, ma conoscevamo bene quel luogo ed era vagamente popolato da qualcuno solo al mattino presto, mai nel tardo pomeriggio o durante la sera. Infatti come da nostre aspettative non era passato nessuno, neanche un'anima.
Tuttavia iniziava a farsi tardi e sentivo il bisogno di rincasare, considerando anche il carico di studio che aspettava in agguato sulla mia scrivania.
Quella consapevolezza mi portò a spingermi di nuovo contro il suo corpo, cercando rifugio contro il suo collo, lo stesso che avevo baciato teneramente non molto tempo prima.
<<Devo tornare a casa, ma non mi va. Voglio restare qui con te, non voglio lasciarti andare>> mi lamentai, sfregando la punta del mio naso contro la sua pelle. Aveva un profumo incredibile, troppo buono per resistere alla tentazione di non annusarlo continuamente. Quella sensazione mi era mancata tantissimo, talmente tanto da farmi quasi risalire le lacrime agli occhi.
Tutto di Eijiro mi era mancato. A partire dall'odore della sua pelle, fino ad arrivare al suo sorriso o alla sensazione delle sue mani che mi accarezzavano, proprio come stavano facendo in quel momento.
<<Neanche a me va, ma non sarei un uomo se ti permettessi di restare fuori fino a tardi. Ormai è già buio e tra poco arriverà anche il freddo, prima di quel momento ti voglio al caldo nella tua stanza>> rispose lui, tuttavia accogliendomi più che volentieri tra le sue braccia. Nemmeno lui sembrava felice all'idea di lasciarmi andare, ma non aveva tutti i torti: non era il caso di restare fuori fino a tardi.
<<Abbiamo tutto il tempo del mondo per stare insieme, va bene? E stasera ti accompagnerò fino a casa. Starò con te fino all'ultimo momento>> continuò lui, lasciando diversi baci tra i miei capelli. Era tutto troppo bello. Tutto incredibilmente pervaso da un senso di profonda nostalgia.
<<Eijiro, mi sei mancato così tanto, così dannatamente tanto>> mormorai, scivolando lentamente di nuovo in direzione della sua bocca. Lui mi lasciò un altro paio di morbidi e caldi baci, tornando ad accarezzare le mie guance con movimenti circolari.
<<Dimmi ancora che mi ami>> lo incoraggiai, sentendo il forte desiderio di sentire ancora quelle parole uscire dalla sua bocca. Ne avevo davvero bisogno.
Eijiro mi sorrise pieno di calore, tornando a sfiorare debolmente le nostre labbra per qualche secondo. <<Ti amo. Ti amo tantissimo>> disse quindi lui, portando il mio cuore a battere ancora più forte, talmente tanto da sentirlo fino in gola.
Avevo voglia di baciarlo ancora, quindi non esitai quando lui si mostrò dell'avviso di avvicinarsi a me, cercando di nuovo le sue labbra. Le sue bellissime labbra calde e rassicuranti, che amavo da morire.
Le settimane passate senza di lui sembravano già lontane anni luce e sentivo i nostri sentimenti reciproci con ancora più consapevolezza. Sembravano essere cresciuti enormemente da entrambi le parte, rendendomi immensamente felice.
<<Adesso però andiamo, coraggio. Non voglio che prendi freddo>> suggerì lui, portando le sue mani a chiudere gli ultimi due bottoni della mia giacca, quella che avevo scelto di indossare quel giorno per proteggermi dai primi freddi tipici della stagione autunnale. Sorrisi davanti a quel gesto di estrema premura, notando il ragazzo alzarsi dalla panchina, per poi porgermi la mano per aiutarmi.
L'accettai di buon grado, iniziando a camminare con le sue dita strette alle mie. Non le avrei lasciate andare. Non le avrei lasciate andare mai più.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Sep 18, 2024 ⏰

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