Capitolo scritto ascoltando Si, ah - Frah Quintale
CHARLES
Italia, Maranello, 5 giugno 2024
Sono le 7:30 del mattino, ho ancora i postumi della festa della sera prima, l'unica cosa che ricordo è di essere caduto da un tavolo mentre ballavo.
Il mal di testa torna martellante.
Cazzo, trenta chiamate perse da Vasseur.
Cazzo, cazzo, cazzo.
Lo richiamo.
“Charles, che cazzo hai per la testa, ti avevo detto di essere in fabbrica per le sette, dove cazzo sei, oggi arriva la nuova social media manager, e devi essere puntuale”
“Certo Fred, mi vesto e arrivo subito”
“Sarà meglio per te”
Dice e riattacca di botto.
Cazzo, prendo una pastiglia per il mal di testa, metto un paio di jeans lasciati in giro per la camera e la maglia con sopra il mio numero, il numero 16.
Afferro le chiavi, prendo le scarpe e corro in fabbrica.
Dio vuole che riesco ad arrivare in tempo, sono le otto meno dieci e la social media manager non è ancora arrivata.
La voce di Vasseur alle mie spalle mi fa salire un brivido.
“Charles, porca vacca, si può sapere che cazzo di fine avevi fatto?”
“Io ecco…”
“Risparmiami le tue scuse, la ragazza sarà qui a minuti, cerca Carlos e alle 8 vi voglio nel mio ufficio.”
Fiu, me la sono scampata bella. Trovo Carlos che parla con i meccanici, lo avviso che la social media manager è arrivata e che dobbiamo essere in ufficio da Vasseur.
Carlos saluta i meccanici e ci dirigiamo verso l'ufficio.
Giriamo l'angolo e vedo Vasseur con una ragazza, la social media manager.
La vedo e resto ammaliato dalla sua bellezza.
I capelli castano chiaro con dei riflessi ramati, lunghi e mossi e sono per metà mollati e per metà raccolti in un piccolo chignon.
La camicetta semitrasparente che indossa mi permette di vedere l'intimo bianco in pizzo e la sua carnagione candida leggermente abbronzata.
I jeans cargo risaltano i fianchi e le fanno un bel culo.
Non riesco a smettere di guardarla, è bellissima.
Nei miei pensieri iniziano a vagare fantasie e sento i pantaloni stringermi.
Cazzo devo smettere di guardarla, ma non ci riesco, quei fianchi continuano a chiamarmi e a dirmi afferraci, stringici.
Per fortuna arriviamo in ufficio e finalmente posso sedermi incrociando le gambe per nascondere un'erezione.
Cerco di distrarmi non c'è la faccio, il mio sguardo continua a posarsi su di lei.
Per fortuna questa tortura finisce in fretta, e quando Vasseur la porta nel suo futuro ufficio ne approfitto per andare al bagno a darmi una rinfrescata.
Ritrovo la serenità raggiungo Carlos, noto che è impacciato nel chiederle di uscire a pranzo così intervengo.
“Ci chiedevamo se volessi venire a pranzare con noi in un posto qui vicino per fare conoscenza” Domando schietto guardando negli occhi la ragazza.
“Molto volentieri” Risponde essa riservandomi uno sguardo di sfuggita sorridendomi, per poi tornare a posarlo su Carlos che la guardava fin troppo per i miei gusti, ma d'altronde, come dargli torto.
Arrivammo al ristorante Cavallino, parlammo del più e del meno, beh, Carlos parlò, io mi degnai solo di fare qualche osservazione sul discorso di Carlos.
Restai in silenzio quasi tutto il tempo, beandomi dell'angelica voce pacata della ragazza, mentre il mio sguardo continuava a percorrere il suo corpo, continuando a soffermari sulla pelle abbronzata sotto la camicetta.
Carlos si congeda da noi dicendo di essere in ritardo agli allenamenti.
Finalmente posso stare da solo con lei.
Non sapevo che dire, tutto ciò che mi passava per la testa era veramente poco appropriato.
La ragazza si congeda e fa per andarsene.
Pensa Charles come si chiamava? Ah si…
“Linda” La richiamo indietro.
Si ferma, volta il capo, e poi torna verso di me.
“In che albergo alloggi, ti riaccompagno io”
Lei prova a declinare la mia proposta, ma io insisto e riesco a convincerla. Mi da l'indirizzo.
Apro la portiera della macchina e la faccio accomodare nella mia Ferrari 812 GTS e sfreccio per le strade superando a malapena i limiti di velocità.
Abbiamo fatto tutto il tragitto in silenzio, ogni tanto la guardavo con la coda dell'occhio, e lei stava ad osservare il paesaggio dal finestrino abbassato con il vento le scompigliava i bellissimi capelli castano chiaro sciolti, pervadendo la vettura con il profumo fruttato del balsamo.
Era una visione angelica.
Arriviamo in albergo, la aiuto a scendere dall'auto, e la accompagnò fino al suo piano.
Estrae le chiavi dalla borsetta, ed entra in camera.
Si volta verso di me.
Speravo mi dicesse entra pure.
“È stato un piacere passare del tempo con voi. Tringrazio infinitamente per avermi riaccompagnata, ora sono in debito.”
“Nessun debito chérie”
Chéri, perché l'ho chiamata così?
“Beh, è stato un piacere conoscerti. Ci si vede Linda”
La saluto amichevolmente
“Cia-ciao” Mi saluta balbettare con le gote rosse.
Mi avvio verso l'ascensore.
Ripenso al soprannome che le ho dato, mi imbarazzo.
Ma non riesco a smettere di pensare a quei fianchi formosi, a quella pelle candida leggermente abbronzata sotto a quella camicetta, con quel reggiseno bianco il pizzo che risaltava la sua carnagione e poi gli occhi, quei bellissimi occhi verdi che si fondevano col grigio e con una corona di marrone chiari che le circonda la pupilla.
Li ho notati solo dopo averla riaccompagnata in camera.
Cazzo!” Realizzo di essere fottuto, sto già con Alexandra, non posso permettermi di lasciarmi fregare da quegli occhi, e dal profumo fruttato che emanavano i suoi capelli in macchina al ritorno, e da quella pelle candida che la fa sembrare un angelo.
No, mi devo contenere.
Arrivo a casa, Alexandra è sul divano che guarda il telefono.
“Ciao mon amour” Mi saluta e mi cinge il busto in un abbraccio che non ricambio. Alexandra mi guarda stranita.
“Che ti prende, è successo qualcosa a lavoro?”
“No, no, a lavoro va tutto bene, oggi è arrivata la nuova social media manager, è una ragazza davvero simpatica.”
“Ah capisco, ma allora cosa ti turba?”
“Non è niente, la festa di ieri mi ha distrutto e il mal di testa mi tartassa da stamattina.
Penso che andrò a stendermi”
“Va bene, io esco a fare una corsa, ci vediamo dopo mon amour”
Alexandra si cambia ed esce.
In realtà ho mentito, non sono poi così stanco, e il mal di testa mi è passato dopo pranzo.
Mi stendo a letto, smanetto col telefono, guardo un paio di tiktok.
Ho uno svarione, mi tornano alla mente quegli occhi.
Apro instagram intenzionato a cercare il suo profilo. Cazzo, non so il suo cognome.
Apro il profilo di F1, sicuramente lo segue, cerco tra i follower il suo nome, e con un colpo di fortuna la riconosco nel terzo profilo che appare.
Nella foto profilo ha i capelli corti, di un castano chiaro e dei riflessi biondi.
Scorro un po’ nel suo profilo ma mi addormento col telefono a schermo in giù sulla pancia.
Vengo svegliato dalla porta che sbatte.
“Sono tornata” Sento Alexandra.
“Ho preso le pizze, ti ho preso la prosciutto e funghi la tua preferita”
“Grazie”
Ceniamo e poi ci stendiamo sul divano, lei prende sonno con la testa sul mio petto.
Spengo la TV, mi scosto e la copro con un asciugamano da spiaggia così che non senta né caldo né freddo.
Torno a letto.
Non riesco a dormire, continuo a rigirarmi tra le coperte.
È quasi l’una.
Afferro il telefono, e inizio a seguire Linda su instagram.
“Sei ancora sveglio?”
Alexandra arriva e si ranicchia tra le mie braccia.
Poso il telefono sul comodino, lo metto in carica.
Schiavo dei miei pensieri mi giro e do le spalle ad Alexandra che mugola.
Continuo a ripetermi che devo tenere distante Linda, ma continuo a pensarla, e con l'immagine dei suoi occhi, del suo corpo, della sua carnagione, la palpebra mi cade e finisco in un sonno tormentato.
Bene ragazzi, anche questo capitolo è terminato, il prossimo lo pubblico dopo il gp del Canada probabilmente Lunedì, ho già iniziato a scriverlo, sono sicura vi piacerà.
BACIONES
L.R.
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Like the Titanic
RomanceIl grande sogno di Linda Rossi si avvera finalmente, e può lavorare in Ferrari come social media manager. Dopo il suo arrivo, nella scuderia Ferrari ci sarà un po' di trambusto, i due piloti litigheranno e il loro legame si spezzerà, ma le cose si...
