Courmayeur, 31 dicembre 2025
E anche capodanno è arrivato, e abbiamo deciso di passarlo con Daniel, Lando, Carlos con Rebecca, Pierre e Kika, Max e Kelly e con Joris e Alexandra, tutti insieme a Courmayeur.
Scendo dal jet dopo un'ora interminabile di volo, che ho passato chiusa in bagno a vomitare.
Respiro a pieni polmoni l'aria fresca delle Alpi italiane.
“Sei contenta?”
“Non sai quanto”
Dico voltandomi verso Charles correndo verso di lui che mi accoglie fra le sue braccia stampandomi numerose bacini sulle labbra.
“Forza andiamo in albergo, ci aspettano tutto per andare a sciare e poi mangiare in baita”
In macchina raggiungiamo l'albergo, riponiamo le valigie in camera ci cambio ed assieme agli altri raggiungiamo la pista.
“I piccioncini si fanno attendere” Urla Lando vedendoci in lontananza.
“LANDOOOOO” Lo chiamo da lontano.
Appena raggiungiamo il gruppo una vocina stridula cattura subito la mia attenzione.
“Lindaa”
“Penelope, ma come siamo grandi, e belle”
“P, non iniziare”
“Tranquillo Max, sai che non è un p-...O…MIO…DIOOO! Ma chi è questo angioletto”
“Lei è Lidia”
“Piccolina, posso?”
“Certo” Dice il pilota passandomi la bambina, tutta infagottata in una super tuta da neve, che starnutisce e mi costringe a guardarla con il labbruccio per la tenerezza.
“Oh, Linda, vedo che hai già conosciuto Lidia”
“Ciao Kelly, si, ma è proprio una bambolina, piccolina, sei proprio bella come tua madre, quanto ha?”
“Ha tre mesi”
“Ah, questo vuol dire che è nata a settembre, evvai, compagne di mese di nascita”
“Linda, scusa, ma quand'è il tuo compleanno?”
“Max, è lo stesso giorno in cui li fa anche Berlusconi, il 29 settembre”
“Ah, giusto, ora me lo ricorderò meglio”
“Per Berlusconi?”
Lo guardo confusa mentre lui ride.
“No”
“Lidia è nata il 29 settembre”
Guardo Kelly esterrefatta.
“E si, è stato Max a farmelo notare”
Risorgo dalla mia fase di trance mentre Max ridendo prende in braccio Penelope.
“Già, appena nata, dopo ben otto ore di travaglio, la prima cosa che disse Max fu”
“Testa piena di capelli castani, occhietti chiari, nasino all’insù, bel vocione per urlare, nata il 29 settembre, Linda Rossi spero che tu ci stia pensando, perché oggi nasce mia figlia e si chiamerà Lidia in tuo onore”
“Guardo la bimba sorridendo, ebbene si, con ben ventisette anni di differenza, oggi incontro la mia sosia, grazie ragazzi”
Dico passando la piccola alla madre per abbracciare i due.
“Ragazzi forzaa, sennò altro che noleggio, gli sci ce li sbattono uso frusta sulla schiena”
“Che impaziente signor Carlos Sainz”
Dico raggiungendo il gruppo fuori dal negozio.
“Allora, quanti siamo?”
Alzo la mano, poi mi guardo intorno, e noto di essere l'unica ragazza ad aver accettato.
“Ei, mi lasciate sola con gli uomini?”
“Scusa, ma noi abbiamo freddo” Dice Rebecca stringendo il braccio ad Alexandra.
“Io non so sciare” Dice Kika alzando le mani.
“E io ho due figlie”
“Vabbè, starò bene anche da sola”
“Non sei sola” Charles mi abbraccia da dietro stringendo i miei fianchi posizionando le mani sulla mia pancia.
“Ehm, non so, volete mettervi a farlo qui davanti a noi”
“Farlo, lo farei, ma non qui”
Dico ridendo mentre Charles si gira guardandomi ridendo confuso ed imbarazzato.
“Grazie Lando per averci regalato questa bruttissima immagine di Charles che rimarrà nella mia testa per molto” Dice Daniel scuotendo il capo schifato.
“Ei, ma perché dovrei essere io a fare schifo?”
“Grazie sai” Dico tirandogli una pacca sul braccio.
“Non intendevo questo, sai che per me sei fantastica in tutte le pose”
“Ti prego Charles, non crearmi ulteriori traumi” Dice Pierre strofinandosi le mani in faccia.
“So già troppe cose sulle tue fantasie”
“Ah si, che ti ha detto Pierre? Forza spara” Dico curiosa.
“No, no, non dirglielo”
“Credimi, fa più schifo a me che a te"
“Dai, sono curiosa”
“Dico solo una cosa, una di mille, 69”
Scoppio a ridere.
“69 Charles, sei serio, 69, sono basita”
“Vi prego, basta, vi ho visti nudi entrambi, in momenti diversi, e posso dire che tu Charles, con quel coso che penzola”
“Oh, anche tu hai un coso che penzola”
“Sì, ma vedere il mio è un conto”
“Sentimi, non mi pareva ti desse fastidio vedere il mio”
“Lando, no, non dire una parola”
“A me sinceramente non dispiacciono i cosi che penzolano, specialmente uno”
“Ti prego Linda, non traumatizzarmi anche te ora”
“Noleggiamo sti sci o restiamo a parlare di cazzi e fighe”
Interviene Max gesticolando.
“Andiamo” Dico passando in mezzo agli uomini entrando nel negozio per noleggiare scarponi e sci.
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Like the Titanic
RomansaIl grande sogno di Linda Rossi si avvera finalmente, e può lavorare in Ferrari come social media manager. Dopo il suo arrivo, nella scuderia Ferrari ci sarà un po' di trambusto, i due piloti litigheranno e il loro legame si spezzerà, ma le cose si...
