Il grande sogno di Linda Rossi si avvera finalmente, e può lavorare in Ferrari come social media manager.
Dopo il suo arrivo, nella scuderia Ferrari ci sarà un po' di trambusto, i due piloti litigheranno e il loro legame si spezzerà, ma le cose si...
Capitolo scritto ascoltando "La parte migliore di me - Ultimo"
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@_linda.rossi: il nostro piccolo grande tutto 🩷🩵 ti amo @charles_leclerc @charles_leclerc: ️❤️❤️
Monaco-Montecarlo, 8 ottobre 2026 Mi rigiro tra le coperte non riuscendo a riposare per un fastidio persistente che non riesco a spiegare.
Sento i bimbi rigirarsi dentro di me e scalciare continuamente. “Ei voi due, si proprio voi, qui dentro, non giocatoemi brutti scherzi” Guardo l'ora sul telefono, le due di pomeriggio in punto. Sospiro poggiando il telefono per poi alzarmi ed andare in bagno facendo il più piano possibile per non svegliare Charles che dorme beato con i pantaloni mezzi arrotolati. Dopo essermi sciacquata il viso con un po’ di acqua fresca vado in cucina. Prendo un bicchiere dalla credenza e la bottiglia d'acqua. Uno dei due tira un calcio bello forte. “Ai, aspetta, stanotte c'è luna piena, em no eh, vedete che se avete voglia di farmi scherzetti, non ci pensate neanche” Mentre bevo con il gomito urto la bottiglia che si rovescia. Dell'acqua cade a terra, giro il tappo stringendolo, mentre sento ancora l'acqua cadere. Poso il bicchiere, guardo la bottiglia, è chiusa, ma l'acqua cade, guardo a terra. Mi ci vogliono più di cinque minuti per realizzare, poi scatto come una molla presa da una contrazione. “CHARLEEESS” Urlo tenendo la pancia con una mano mentre con l'altra mi reggo sul bordo del piano cottura. Charles spalanca la porta della cucina nel panico totale. “Che succede? Cristo santo, o mamma mia, che faccio” “Inanzitutto prendi degli asciugamani, poi aiutami ad andare in bagno grazie" "Giusto, giusto" Charles porta non so quanti asciugamani, mentre mi aiuta a spogliarmi e mi accompagna in bagno, dove, sempre con il suo aiuto, mi faccio una doccia calda. "Ok, attenta a non scivolare, perfetto, siediti qua, ti porto i vestiti puliti" "Charles, sono ancora capace di camminare" Dico seguendolo in camera dove mi sorregge mentre infilo dei pantaloni della tuta rosa e una felpa bella larga. "Cosa ti preparo per andare in ospedale?" "C'è la borsa pronta nel mio armadio" "Ok, perfetto, allora possiamo andare" Dice correndo da una parte all’altra preso dal panico mettendosi le mani fra i capelli e continuando a borbottare. “Charles, che stai dicendo!?” Tenendomi con una mano al muro seguo Charles all'ingresso. “Vieni tesoro, aspetta, ti aiuto a scendere le scale” Aiutata da Charles con la borsa, le chiavi e una dose di panico assurda scendiamo le scale e raggiungiamo la macchina. “Ecco qua” Charles mette la borsa sui sedili posteriori e sale in macchina mettendo in moto e partendo ancora prima che io salga in macchina. Resto ferma immobile, passandomi una mano in volto. Dopo cinque secondi Charles Inchioda e torna indietro. “Dove vado senza di te” Dice scendendo ed aiutandomi a salire. La strada verso l’ospedale sembra non finire mai. “AAAAAAHHHH” “Respira tesoro, respira” “STO RESPIRANDOOO” “Hai ragione, scusa” “AAAAAAHHHH, FRA QUANTO CAZZO ARRIVIAMO” “Manca poco, resisti” “VEDI DI PREMERE SU QUEL ACCELERATORE” “Più di così non posso correre, mi levano la patente” “MUOVITIII!" “Sì ma calmati eh” “COME SCUSAA” “HO CAPITO CAZZO CHE NON SONO IO A DOVER SPINGERE DUE BAMBINI FUORI DALLA FIGA, MA CALMATI, NON POSSO NEMMENO FARCI SCHIANTARE…OH" "Scusa, hai ragione, hai ragione" "Comunque siamo arrivati" Una volta parcheggiata la macchina entriamo velocemente. “Buon pomeriggio, scusate, io ho la mia ragazza che deve partorire” “Nome e cognome?” “Mio o suo?” Chiede Charles indomicandomi “Della ragazza” “Ah, ok, si, Linda Rossi” “Mhmh, ok, parto gemellare?” “Si” “Subito” Dice l'infermiera afferrando il telefono. “C'è una ragazza che deve partorire, ok…prego seguitemi” Dice poi sparendo per qualche secondo e tornando con una sedia a rotelle. “Andiamo” Percorriamo i corridoi alla velocità della luce fino a raggiungere l’ostetricia al quinto piano. “FEDE, CHIAMA IL GINECOLOGO, PARTO GEMELLARE…Ok, voi ora accomodatevi qui, dalla prossima contrazione inizi a monitorare i minuti che intercorrono, a breve dovrebbe arrivare il ginecologo per fare tutti i controlli. Indossi questa” Dice l'infermiera porgendomi un camice. Con l'aiuto di Charles mi cambio e mi stendo a letto. “MMHHHAAAAHHN…groan” grugnisco stringendo la mano a Charles che stringe i denti dalla forza che sto applicando. “Shh, è passata tesoro tranquilla, ci sono io” Dice accarezzandomi la fronte prima di far partire il cronometro per tenere il conto dei minuti. Passano venti minuti, poi tornano sempre più forti. “AAAAAAAAHHHHGGNNMAAAA” Urlo contorcendomi sul letto mentre goccioline di sudore scivolano sulla mia fronte. “Respira, inspira…espira…così” Cerca di calmarmi Charles. “Ti prego aiutami ad alzarmi, non ce la faccio più” Prendendo le mani di Charles mi alza in piedi e inizio a dondolare, spostando il peso da una gamba all’altra. “Così, tranquilla” “Gesù bambino, sbrigatevi vi prego…AAANNNN” “Tranquilla, respiri, segua me, inspira…espiraa” Dice l'infermiera entrando in stanza e tenendo l'altra mia mano, guidando la mia respirazione. “Buongiorno” Un uomo alto leggermente pelato vestito in azzurro entra in camera reggendo alcuni fascicoli. “È lei Linda Rossi” “Si” Dico stremata sospirando. “Molto bene, ha monitorato le contrazioni?” “Ogni venti, venticinque minuti circa” Afferma Charles continuando a reggermi le mani. “Ok, siamo all'inizio” “Come all'inizio!?” Chiedo sconvolta. “Si, il suo utero si sta preparando a dare alla luce, due gemelli a quanto scritto, ed è necessaria un'ampia dilatazione del collo di esso. Deve infatti raggiungere una dilatazione di dieci centimetri, e si dilata di circa 1,2 centimetri ogni ora. Per esserci un intervallo tale tra una contrazione e l'altra vuol dire che la dilatazione non è ancora iniziata, ma dovrebbe iniziare a breve. Una volta che le contrazioni saranno più intense e ravvicinate inizierà il travaglio, e non per spaventarla, ma quello è ancora meno piacevole” Resto immobile a fissare il dottore per poi girarmi di scatto verso Charles e stringere più forte le sue mani. “Portami via Charles, portami via di qui” “Linda calmati, ci sono io qui” “No no no Charles, portami a casa” “Ascolta me, guardami, io sono Carmen, tu come ti chiami?” “Linda” “Ok, Linda, tu hai passato nove mesi di inferno per poi arrenderti davanti a questo che dura meno di nove mesi? Fa male, si, ma, non li vuoi conoscere i tuoi figli?” “Va bene” Sussurro senza fiato annuendo tornando a dondolare. “Perfetto, allora possiamo iniziare con il monitoraggio, faccio preparare la stanza e poi l'infermiera la accompagnerà” Dopo un paio di minuti con Charles e l'infermiera al mio fianco raggiungo la sala parto, dove mi mettono a sdraiare su un letto, e iniziano a monitorare la frequenza cardiaca dei bambini. Faccio a tempo a sdraiarmi sul letto che dopo cinque minuti un'altra contrazione mi fa contorcere le budella. “Mmmhh..AH…MMMMM…” Mugugno girando la testa da una parte all'altra mentre Charles subito mi prende la mano acarezzandomi la fronte per poi lasciarmi un dolce bacio sulle labbra. “MMMM…MAMMA MIA, È PIÙ FORTE…fa malissimo” “Respira amore mio, respira” “Fra quanto finisce questo martirio” “Eh beh, cara, è passata solo un’ora, essendo la prima gravidanza, prevedo altre 17 o 11 ore” “Cosaa?” “Tranquilla, tranquilla, ci siamo noi qui con te” Mi conforta l'infermiera. “Ti vuoi alzare?” Chiede gentile. Annuisco freneticamente. “Ok, aspetta che ti attacco questi…perfetto, vieni” In piedi sorretta dai due ricomincio a dondolare, prendendo grandi boccate d'aria. “AAAAAHHH…MAMMAAAA” “Urla tesoro, urla finché vuoi” “Hai sentito, urla amore mio” “NNNMMAAAA…ah..uff…aaah” “Vai così che sei forte” “Sì che sei forte” “Charles ti prego, smettila di ripetere, so che hai buone intenzioni, ma meglio se taci” Dopo un'altra ora di dondolare e urla senza che le contrazioni siano più ravvicinate, inizio a non reggere più. “Aahh, basta, basta” Dico piangendo. “Non dire così, vieni, adesso, noi ci facciamo una bella camminata, così magari stimoliamo il travaglio, e questo finisce prima, vieni andiamo” Carmen mi prende sotto braccio mentre Charles ci segue con la sedia a rotelle per i corridoi. “Così, forza, un passo alla volta, quando ti senti che non ce la fai, me lo dici e ti siedi, qua dietro c'è il tuo ragazzo, con la sedia, andiamo” Facciamo chilometri avanti e indietro per i corridoi, e finalmente alla fine della terza ora, le contrazioni si fanno più vicine fra loro. “MMMMM” “Vieni vieni siediti” “MAMMA MIA, IL PICCO PIÙ FORTE…MMM” “È buono, vuol dire che ti stanno aiutando se sono più frequenti, giusto?" “È buono, se pensi che un'ora fa erano ancora una a venti minuti dall'altra, ci stiamo avvicinando” Conferma l'infermiera. “Eh” Dice ovvio Charles. Velocemente torniamo in camera, vengo nuovamente collegata al macchinario per sentire il battito. “Ok, ora ti farò un piccolo controllo vaginale per verificare la dilatazione del collo dell'utero, potresti sentire un lieve fastidio” “Sono sicura che è niente in confronto a questo, ah…mmmMMMM…AAAAHHH” “Ok, la strada è ancora lunga, siamo a tre centimetri su dieci” A queste parole mi dispero iniziando a piagnucolare. “Bastaaa, vi prego, tirateli fuori” “Cara mia, risparmiale per dopo queste parole” E così dopo altre quattro ore di estenuanti camminate, dondolii, urla e pianti arriviamo alla settima ora di travaglio. “Bene tesoro, sei quasi alla fine, 7cm di dilatazione” “Che ore sono?” “Le 19:30 amore” “NNMAAAAAAA” “Aspetta, aspetta, fai respiri profondi, vai, così, brava” Dice l'infermiera prendendomi la mano. Inizio ad inspirare ed espirare in maniera profonda e rumorosa. “Brava, dentro dal naso, fuori dalla bocca, brava” Inspiro rumorosamente grugnendo mentre Charles non molla la mia mano. “Brava, è passata, è passata” Charles mi lascia numerosi baci sulla fronte dalla quale scendono numerose gocce di sudore. “Noo, non piangere amore mio” “No, che piangi, non serve a niente piangere adesso, devi piangere quando sono nati che dici quanto brava sono stata e che belli che li ho fatti” Rido sentendo le parole dell'infermiera. “Dai, tranquilla che fra poco passa tutto” “Grazie Carmen” “Ma figurati” “È normale che il battito dei bambini sia così veloce?” “Tranquillo papà, i bambini stanno benissimo, è una cosa buona, vuol dire che ricevono l'ossigeno necessario per tollerare bene il travaglio anche loro” “AAAAAAAHHHH…MMMMM” “Aspetta aspetta, come prima, brava” Inizio a respirare prepotentemente con la bocca mentre le lacrime corrono veloci sulle mie guance. “Brava così amore mio” Dice Charles respirando con me. “Brava” Dice Carmen tenendomi la mano guidandomi nella respirazione. “Ok, brava, ooh, passato” E con questa tecnica passa anche l'ottava ora. All'improvviso tutto accelera, dilatazione di un centimetro e mezzo, contrazioni sempre più ravvicinate, intense e dolorose. Non riuscendo a stare sdraiata per il troppo calore mi metto a sedere, mentre Charles tra le mie gambe mi tiene abbracciata. “MMMM…AAAAA” Urlo piangendo gettando il capo all'indietro. “NOO, BASTA FA MALISSIMO’ “Fa tanto male?’ Annuisco stringendo i denti mentre piango disperata. “Ok, su una scala da uno a dieci, quanto ti fa male?” “Novanta” “Ok, vado a chiamare l'anestesista” “Linda è la ragazza più bella e forte del mondo” Dice Charles stampandomi un bacio sulle labbra. “Ho paura” piagnucolo appoggiando la fronte sul petto di Charles che intanto aggiorna i familiari di entrambi in videochiamata di gruppo con noi. “Qua è accelerato tutto in un modo incredibile ragazzi, dilatata di un centimetro e mezzo” “Se non di più” intervengo. “Ecco, se non di più, sta continuando ad avere contrazioni ogni minuto, questo è un minuto che ha un attimo di pace, e speriamo che, Martino e Gloria, tanto ormai sapete già i nomi, ci facciano un regalo ed escano il prima possibile, e che non facciano troppo male alla mamma, che è in travaglio da già quasi otto ore e mezza” “Ti amo” Gemo disperata. “Anche io ti amo” Dice Charles baciandomi dolcemente. “Forza forza forza forza forza” ripete poi quasi in un sibilo. “Ci siamo amore, ci siamo amore. Stiamo facendo il monitoraggio, potete sentire il battito in sottofondo, bello forte, fra poco dovrebbe arrivareee…” “L'anestesista” Dico in tono disperato. “L'anestesista, così almeno sentirà un po’ di meno le, contrazioni, ci aggiorniamo dopo” “Sono orrenda” “Ma che orrenda sei bellissima, come sempre” “Forzaa Linda, siamo tutti con te” Sento urlare da Pascale. “Grazie” “Ci sentiamo più tardi, ciao” “Ciaoo” Charles chiude la chiamata e rimette il telefono in tasca. “Dammi un bacio” “Vuoi un bacio?” “Sì, dammi un bacio” Charles sorride e inizia a lasciarmi tanti piccoli baci sulle labbra. “Sentili, sentili, bom bom bom” Imita il battito cardiaco. “Dai dai dai che fra poco siete con noi, dai amore andrà bene” “Io me lo sentivo che nascevano oggi” “Te lo sentivi?” “Sì, me lo sentivo che c'era qualcosa si strano, a parte la luna piena” “La luna piena? Che c'entra?” “C'è la credenza che sia la luna piena o la luna nuova a stimolare il parto” “Ah, se lo sentiva…dai dai dai, andrà tutto bene amore mio” Finalmente torna Carmen. “Ho chiesto dell'anestesista, dovrebbe arrivare, ma non mi hanno detto quando, tu intanto continua così che stai andando benissimo” I minuti passano, passano, passano, ma dell'anestesista non c'è traccia, e le contrazioni sono sempre più dolorose. “Ci siamo Linda, da qui è tutto in discesa” Assieme a Carmen arriva anche un'altra infermiera. “Ciao, io sono l'ostetrica, mi chiamo Louise, tu come ti chiami?” “Linda” “Oh, che bel nome, e qui abbiamo due gemelli?” “Si” “Che bello, come volevate chiamarli?” “Martino e Gloria” “Che bei nomi, ok” Dice iniziando a fare tutta una serie di controlli. “Bene, vedo che qui uno dei due ha fretta, solitamente il maschio se la prende con comodo, quindi diciamo che Gloria ha voluto fare più veloce…stai per partorire va bene?” Annuisco appoggiando il capo piangendo. “Dai, non spaventarti che sei bravissima” Charles torna al mio fianco baciandomi la fronte e stringendomi la mano. Sbuffo puntando le dita contro la fronte. “Fa malissimo, veramente tanto dolore” “Posso Linda?” Chiede l'ostetrica poggiando le mani sull'elastico delle mutande per toglierle. “Si, ecco AAAAHH” Urlo mentre l'ennesima contrazione mi fa contorcere tutte le viscere per poi mantenere la respirazione di prima. “Bravissima” Dice l'ostetrica. “Bravissima, soffia, buttala fuori, bravissima, molto bene, brava” “Uuuuh, uh” Piango disperata dal dolore mentre Charles resta sempre al mio fianco, dalla parte destra del letto, stringendo la mia mano e guardandomi con sguardo tenero e dolce, baciandomi la fronte di tanto in tanto. “E questo è l'inizio” Dico scuotendo la mano per poi stringerla in un pugno. “MmmAAA” “Soffia, butta tutto fuori, bravissima, guarda sta facendo da solo, sta facendo tutto il bambino” Dice Louise “Sta facendo tutto lui, ti sta aiutando amore mio” Mi conforta Charles, mentre io continuo a soffiare e piangere singhiozzando. “Devi solo respirare Linda, non ti spaventare non agitarsi, perché se no senti molto più male sai, concentrati solo sulla respirazione, bravissima” Mi conforta l'ostetrica mentre io in lacrime tento di concentrarmi sul mio respiro. “Sta passando adesso?” Annuisco tornando a calmarmi mentre Charles mi abbraccia baciando la mia fronte. “Ok, sta facendo un ottimo lavoro, guarda che la dilatazione è già andata tantissimo” “Quanto siamo?” Chiede Charles senza mai lasciarmi. “Siamo già sui nove centimetri” “COSA!” Urlo. “Eh già, ti avevo detto che qui qualcuno ha fretta” Ad un tratto Carmen entra in stanza dicendo che l'anestesista non sarebbe arrivato. “Come non si può fare l'epidurale!?” Chiedo sconvolta. “Aacoltami Linda” Dice Louise con tono calmo prendendomi la mano. “Oddio” “A nove centimetri” “No vi prego ragazzi, no non ce la faccio io” “Linda” “Non ce la faccio” “Lindaaa” Inizio a piangere disperatamente sentendo tutto attorno a me sparire. “Non ce la faccio” “Linda” “Amore, no no” Charles mi toglie la mano dal volto. “Linda guardami” “Vi pregoooo” “Linda guardami” Piango disperata continuando a dire di no col capo e coprirmi la faccia mentre l'ostetrica e Charles tentano in tutti i modi di calmarmi. “Amore dai, stai tranquilla” “Linda io sono qui, guardami, non sto scherzando, so che nove centimetri può sembrare una cosa terribile, ma non lo è, vuol dire che fra poco nascono e che ce li hai in braccio, ok?” “Va bene e come faccio a farli nascere? Io sto morendo dal dolore” "Guardami un secondo, non c'è fisicamente, materialmente, io sento uno dei due bambini che spinge, che tantissimo, guardami ti sto dicendo che fra poco nascono non c'è materialmente il tempo di fare un'epidurale, non ti servirebbe a nulla, sei passata dai 7cm agli otto e mezzo in mezz'ora, ti rendi conto di questa cosa?” “Mi farà più male ancora di queste?” “Sentirai spingere, sentirai anche un bisogno fortissimo di andare in bagno, e ad un certo punto ti verrà naturale accompagnarlo, ok? D'accordo? Dai, sei forte” E dopo questo discorso di incoraggiamento, mi tranquillizzo leggermente, le contrazioni si fanno più forti, e inizia a farsi sentire la spinta di cui mi parlava. In quel momento iniziano a prepararmi, Mi sistemano, accendono le luci, e mentre l'ostetrica si prepara, Charles mi aiuta a calmarmi. “Sei forte amore mio, no no, non fare così, butta fuori l'aria, così, tranquilla” Mentre io mi sono finalmente calmata, Charles mi stringe la mano, e con l'altra poggiata sulla mia guancia sposta il mio sguardo nel suo. “Forza Linda, sei la donna più forte che io abbia mai conosciuto, pensa solo a quando avremo finalmente i nostri bei bambini qui con noi, che potremmo stringerli fra le braccia, mh” Annuisco prendendo un respiro profondo prima di tornare a piangere per via di un'altra contrazione. “Shh, shh, respira, shhh, concentrati sul suono della mia voce, respira” “Uuhh, uf…oddio, oddio sento qualcosa, sento qualcosa, sento qualcosa che si muove lì sotto” “È probabile che stia iniziando ad uscire” Sgrano gli occhi sussultando. “Non preoccuparti che va tutto bene” “Ok, oddio, sento qualcosa lì sotto” “Sì, sono Gloria e Martino” “O Dio mio, o Dio mio, c'è qualcosa, sento qualcosa che si muove sotto io eh” “Sì, chi vuoi che sia” “Sono loro amore” “Oddio” Dico in panico con gli occhi sgranati. “Sento qualcosa sotto” “Ok allora, vai girati su questo fianco” Dice Louise indicando la mia sinistra. “Perché?” “Girati, così sei più comoda e non senti niente muoversi” “Ok” Mi giro sul fianco mentre Charles da dietro mi abbraccia spostandomi i capelli dal volto e rassicurandomi sul fatto che andrà tutto bene. “Come ti senti, senti da spingere?” “Oddio, non lo so se devo spingere, NON LO SOO, ODDIO NON LO SO! MAMMAAAAA” “Linda calma, tranquilla, adesso ti rigiri così vediamo, forza, calma” Rapidamente mi rigiro a pancia in su, e l'ostetrica tutta preparata si posiziona di fronte a me. “Io direi che ci siamo, tu che dici?’ “Io sento spingere qua sopraaa” Dico indicando la parte dello stomaco. “Va bene, lascialo fare” “NMMAAAA…AAAAHHH…ah…AAAAAH” Urlo continuando a prendere e lanciare via la mano di Charles, spalancando gli occhi e girando la testa a destra e sinistra. “Brava Linda, brava Linda, coraggio” Mi fermo soffiando e riprendendo fiato, sembrerebbe che tutto si sia fermato. "Oddio sta spingendooo, oddio sta spingendooo” “Lascialo spingere, ti sta aiutando, vai Linda, forza” “AAAAAAHHH…MMMMNN..AAAAAA” “Continua così bravissima, ci sei quasi, vai che lo vedo, bravissima” “Mm” “Così, brava, brava” “AAAAAAAH…AAAAA” “Brava Linda, sei bravissima, sei bravissima” “AAAAAAAAAAAAAH” “È qui, è qui” Charles si sporge a guardare e sorride. “Oddio, oddio si…va tutto benissimo, va tutto benissimo” “È qui vicinissimo” “Ce l'hai quasi fatta” “È quasi finita” “Sì?” “Sì Linda, continua così che sei bravissima” afferma Louise. “MMMMMMMM” “Vai vai” “MMMMMM” “Brava” “MM-AAAAAAAAAHH…Sento qualcosa che si muove” “Sisi, è tutto ok, indovina” Dice Charles guardandomi negli occhi. “Ha i capelli” Dice Carmen ridendo. “Ha i capelli” Ripete Charles felice. “OOH MI STA FACENDO MALISSIMO CAZZOOOO” “Va tutto bene Linda” “Scusate” “Non devi scusarti con nessuno” “Scusate” “Non ti devi scusare” “Scusate” “Non ti devi scusare con nessuno” “Oddio, oddio tiratelo fuori…AAAH…AAAAAH…AAAAAHHH…AAAAAAAAAAHH” E dopo il mio urlo un'altra piccola ma grossa voce si fa sentire nella stanza. Con la bocca spalancata e gli occhi sgranati seguo Carmen che prende in braccio il piccolo. “È femmina” “È nata Gloria” “Hai sentito amore, è nata la piccola Gloria” “Oddio, oddio…ODDIO AAAAHH” Torno ad urlare come un’aquila quando anche Martino preme per uscire. “Pronti, giustamente Martino vuole stare con la sorellina, ok Linda, sei pronta” “MMMM” “Stai andando bene” “AAAAAAAHHH” “Dai, vai, vai, che c'è la fai” “No, non ce la faccio” “Come no, come prima, prima sei stata bravissima” “FA MALE AIAA AAA” Sbraito piangendo, dimenandomi e tirando il braccio di Charles che con le lacrime agli occhi prova a calmarmi. “Linda” “NOOO” “Linda ascoltami” “AAAHH, NON CE LA FACCIO” “Linda ascolta me, lo hai fatto prima e sei stata bravissima, non è niente di nuovo, devi solo rifare come prima, ma stavolta durerà meno, guarda vedo già la testa” “Oddio…ODDIOO MMMM…AAAAAAAA” “Bravissima, bravissima, continua così, vai spingi” “O Gesù, sento qualcosa che si muove” “È lui, vedo già la testa ti sto dicendo, devi solo continuare a spingere, lui ti sta già aiutando tantissimo” “MMMMNNNN” “Vai così, vai” “Respira con me tesoro, come prima, sei forte, sei fortissima” Dice Charles puntando la fronte contro la mia. “MMN-AAAAAAAAAAAAAHH…AAAAH” “Sì Linda vai, vai lo vedo è qui, è qui” “Spingi amore mio, spingi” “MMNNAAAAAA…AAAAHH…AAAAAAAAHH …ESCI DI QUI DIO C***EE AAAAAHH…scusate, scusate, scusate, scusatemi” “Te l'ho detto prima non hai niente di cui scusarti, adesso spingi che manca pochissimo, vai Linda, spingi” “ODDIO CHE MALE…AAAAAAAAAAAHHH…AAAAAAAH…ah, uuf” Senza fiato guardo sconvolta davanti a me mentre la stanza viene inondata da un pianto. “Papà vieni qua, vieni taglia il cordone ombelicale” “Così?” “Sì, vai…ecco fatto, e anche Martino è nato” Con gli occhi e la bocca spalancata guardo Charles che sorridendo con gli occhi colmi di lacrime torna da me baciandomi la fronte e asciugando le goccioline di sudore con la mano. “Ce l'hai fatta tesoro, li hai fatti nascere” “Ecco qua, ora indossa questo braccialetto identificativo, a breve arriveranno anche i due nascituri” Dice Carmen allacciando un braccialetto al mio polso. Dopo alcuni minuti nei quali io non ho ancora realizzato due infermiere tornano con i bambini in braccio. “Allora ragazzi, ufficializziamo la loro nascita, Rossi Linda, ha dato alla luce Leclerc Gloriaa e Leclerc Martino, il giorno 9 ottobre 2026, alle ore 2:30 del mattino, 3kg di morbidezza ciascuno, ecco a voi” E così le infermiere consegnano a ciascuno un bambino, e mentre io sdraiata a letto reggo il piccolo Martino, Charles se ne sta seduto in parte al letto mentre culla Gloria. “Ma sai che tu hai fatto tanto male a mamma, mh, monella, avevi tutta questa fretta…però sei bellissima, come tua madre” Sorrido sentendo Charles parlare con la piccola. Dopo esserci goduti i nostri angioletti, aver mandato foto a tutti i parenti e averli aggiornati sul mio stato, posso finalmente riposare, e dopo tre giorni posso finalmente tornare a casa con i miei due bambini per farli conoscere a tutti i parenti, e per l'occasione ci hanno raggiunto a Montecarlo anche i miei, che sono ospitati da Pascale. Subito vengono a trovarmi anche Carlos e Rebecca, Lando, Pierre e Kika, Joris e Alex, ma anche Daniel, Riccardo e Marta con Chiara e Leo.