Capitolo scritto ascoltando
"Heroes - David Bowie"
Italia-Veneto, 9 luglio 2032
Raccolgo i lunghi capelli ricci castani di Gloria in una morbida treccia, come piace a lei che, con occhi furbi, mi guarda dallo specchio.
Fermo la treccia con un elastico giallo, sistemandole qualche ciuffo.
“Ecco qua”
La piccola corre fuori dal bagno, ma la richiamo indietro.
“Gloria, non dimentichi qualcosa?”
La bimba mi corre incontro lasciandomi un bacio sulla guancia.
“Grazie mamma”
Veloce corre in giardino, mentre io mi fermo in cucina a preparare la merenda per lei e il fratello che tornerà a breve dagli allenamenti.
“Yuhuu”
“Gloria, stai attenta, ti fai male, non stare in piedi sul dondolo”
La ammonisco dalla cucina.
Il fragoroso rumore di una macchina in lontananza attira la mia attenzione, e quando si ferma fuori casa nostra capisco che Charles e Martino sono tornati.
“PAPÀ” Grida la piccola saltando giù dal dondolo e cadendo a terra.
Un urlo acuto seguito da un pianto mi fa scattare come una molla e rischiando di far cadere la caraffa d'acqua corro in giardino.
“GLORIA!”
“Mammaa” Piange gettandosi con le braccia al mio collo per farsi prendere in braccio.
“Gloria, ti avevo detto di fare attenzione, guarda, ora ti sei fatta male”
“Fa malee”
“Gloria, che succede?” Charles compare al mio fianco accarezzandole un braccio.
“Va a prendere i cerotti e il disinfettante”
“Va bene”
Charles corre dentro mentre io dondolandomi sulle gambe cerco di confortare Gloria.
“Mamma mamma, sai che ogg..”
“Aspetta Martino, adesso sono impegnata dopo mi dici”
“Che cosa è successo mamma?”
“Tua sorella è caduta”
Dico dirigendomi verso la caldaia.
Poggio la bimba a terra, che singhiozzando si asciuga le lacrime mentre il fratello le tiene la mano.
“Aspetta Martino, spostati che ti bagni”
Dico sciacquando le ginocchia di Gloria, sporche di terra e sangue con l'acqua fresca del tubo.
“Eccovi, ho cerotti e disinfettante”
Charles prende in braccio Gloria mettendola a sedere sul balcone della finestra.
Con delicatezza le disinfetta le ferite per poi coprirle con due grandi cerotti.
“Fatto, vieni scendi”
“Vedi perché ti dico di prestare attenzione”
“Scusa mamma”
“Dai, vai a giocare forza”
Le lascio una carezza sulla testa prima che sparisca assieme a suo padre.
“Mamo, che mi stavi dicendo prima?”
Chiedo prendendolo per mano e tornando sul giardino davanti dove Gloria seduta sull'erba sotto un albero accarezza dolcemente Leo.
“Lo sai che, che oggi abbiamo fatto partita, e io, io ho fatto vincere la mia squadra con una schiacciata”
“Wow, ma davvero?”
“Sì, sono stato fortissimo”
“Ma che bravo il mio pallavolista, avrai bisogno di ricaricare le energie”
Con la testa indico la cucina.
“Siii, merenda!”
Esclama correndo inseguito dalla sorellina.
“Piano, che vi fate male”
Li ammonisce Charles.
Osservo sorridendo i bambini che fanno merenda, mentre Mamo parla gesticolando.
Due mani arpionano prontamente i miei fianchi, e Charles mi stringe al suo petto stretta fra le sue possenti braccia.
“Mi sei mancata”
“Sei stato via solo qualche ora”
“Mhh, per una volta che provo a fare il romantico”
Dice staccandosi indietreggiando di due passi.
Giro il capo guardandolo con la coda dell'occhio, per poi girarmi completamente verso di lui.
“Oh, eddai, non fare il broncio” Dico andandogli incontro e cingendogli il collo con le braccia.
“Quanto sono fortunato ad avere una moglie come te”
“Ed io un marito come te, certo mi hai fatto passare le pene dell'inferno in questi nove anni, ma non sai quanto ti amo nonostante tutto”
“Ruffiana”
“Non sto facendo la ruffiana”
“Se dai”
Strofina la punta del naso contro la mia, e ad un tratto una goccia di sangue scivola da una sua narice.
“Oh, cazzo”
Velocemente corre dentro prendendo del ghiaccio dirigendosi in bagno.
Preoccupata lo raggiungo, trovandolo seduto a terra mentre con il ghiaccio avvolto in un panno si copre il naso.
“Charles, tutto bene?”
“Siediti un secondo"
“Se insisti” Dico accomodandomi accanto a lui.
“È colpa mia vero?” Chiedo seria.
“No…sono una macello” Dice togliendosi il fazzoletto impregnato di sangue dalla faccia.
“Mh…beh, il tavolo in cucina lo è di sicuro”
Dico passando una mano sulla sua gamba, per poi massaggiargli la caviglia.
“Aai, dove hai imparato questo?”
“Mia nonna ce lo faceva quando eravamo malati, fidati aiuta”
Mentre gli massaggio il piede lui giocherella con la mia collana con la croce a sei diamantini.
“Una volta ne avevo una simile”
“Davvero?”
“Si”
“Perché non la metti mai?”
“Dopo aver iniziato con la formula uno il gancio si ruppe, e mia madre la mise da parte come ultimo ricordo di nostro padre”
“Tuo padre?”
“Mhmh, me l'aveva regalata lui, per il battesimo, era in oro”
“Direi che per tua madre doveva valere molto, per averla messa via senza aggiustarla”
“Buffa strega”
Ridacchiamo divertiti.
“Aii, cazzo mi uccidi così”
“Oh, spero proprio di no”
“Mammaaa! Mamo non mi da il succo!”
La voce di Gloria arriva acuta e fastidiosa dalla cucina, e alzandomi da terra dopo aver dato una pacca sulla spalla a Charles, li raggiungo.
“Mamo”
“Ma mamma, lo sto mescolando”
“Dai dammi qua”
Senza troppe storie prendo la bottiglia di succo e lo verso nei loro bicchieri, per poi riporla in frigo e iniziare a sperperare.
“Bambini, stasera vengono a cena la zia Dalia e lo zio Pietro con vostra cugina Chiara”
“È incredibile, tua sorella è riuscita a sposarsi e far figli prima di te, bah”
“Charles senza tante storie aiutami a sperperare al posto di farneticare”
Sospirando Charles ripone in lavastoviglie i piattini, mentre io sciacquo i bicchieri.
“Andiamo Gloria, vieni a giocare a pallavolo”
“Ma non sono capace”
“Ti insegno io”
“Va bene”
I due corrono fuori iniziando con palleggi e passaggi, più o meno, Gloria continua a mancare la palla, mentre Martino le spiega come fare.
“Sai che oggi Mamo ha vinto?”
“Sì, me lo ha detto prima”
“E la vittoria l'ha dedicata ad una bambina”
Chiudo la lavastoviglie guardando Charles con occhi sgranati.
“Come scusa?”
“Mhmh, le ha anche dato un bacio sulla guancia, e un mazzolino di margherite”
Lo guardo seria mentre lui ride sotto i baffi sapendo quanto sono gelosa del mio bambino.
“Oh eddai, non essere gelosa”
“Charles, stiamo parlando di mio figlio, colui che ha occhi solo per me, che la prima persona che saluta al mattino sono io, colei a cui da sempre un bacio prima di entrare a scuola”
“Ei ei, abbiamo capito, ma non puoi farci niente, e poi è ancora piccolo, sono solo amici”
“Mhh”
“Dai, iniziamo a preparare che sennò arrivano e non trovano niente da mangiare tua sorella e Pietro”
Mentre i bambini giocano io e Charles prepariamo la cena, e quando è quasi pronta io mi occupo di fare la doccia a Gloria e Martino.
“Forza, in camera a vestirsi”
I due salgono in piedi sul letto mentre gli passo l'intimo.
Il campanello suona.
“Veloci, maglietta e pantaloncini e tutti giù”
In velocità si vestono e corrono al piano di sotto dove subito saltano in braccio allo zio che entra per primo seguito da mia sorella con il passeggino e la piccola Chiara.
“Ei, ma chi abbiamo qua, ciao”
Dico osservando la bambina dall'alto che mi guarda con gli occhi spalancati.
“Oddio, è uguale a lui però”
“Ecco, almeno tu hai Martino che ti assomiglia” Brontola mia sorella.
“Prego accomodatevi sedetevi pure”
Li accoglie calorosamente Charles.
E mentre i bambini giocano con Chiara noi discutiamo del più e del meno.
Poi ceniamo e verso le dieci i due ci lasciano tornando a casa.
“Bene, andate a mettervi il pigiama che è tardi”
“Ma mamma, noi non abbiamo sonno”
Recitano in coro saltando sul divano.
“Forza, di sopra veloci”
“Nooo!”
“Date retta a vostra madre prima che arrivi io”
La voce di Charles proviene autoritaria dalla cucina, e i due filano subito sulle scale.
“Dai, veloci, pigiama, dai Martino, forza con i pantaloni…ecco, a letto ora”
“Buonanotte mamma”
“Buonanotte Gloria”
“Buonanotte mamma”
"Buonanotte Martino”
E dopo aver dato un bacio ad entrambi, che subito prendono sonno, torno al piano di sotto accomodandomi sul divano con Charles.
“Vado a lavarmi” Dice dirigendosi verso il bagno.
“Ok”
Scrollo un po’ su instagram, poi quando sento la palpebra pesante, mi alzo, chiudo tutto e salgo al piano di sopra a prepararmi per la notte.
Dopo essermi fatta una doccia veloce, indosso l'intimo pulito e il pigiama, per poi stendermi a letto.
Charles entra in camera in boxer e maglietta intima grattandosi la testa, prende poi la chiave e chiude la porta.
A carponi mi raggiunge sul letto stendendosi a pancia in su fra le mie gambe, mentre io gli accarezzo i morbidi capelli che profumano di vaniglia.
Ad un tratto alza lo sguardo verso di me, mentre appoggia una mano sulla mia guancia.
“Che stai facendo?” Sussurro
“Niente” Dice quasi in un sibilo.
Poggio la mia mano sulla sua per poi chinarmi e stampargli un bacio sulle labbra.
“Dimmi sei felice?” Chiedo sempre sussurrando.
Lui annuisce con sguardo dolce con qualche nota di tristezza e malinconia.
“Non è che ora perdi il sangue dal naso”
Lo canzono.
“Non perdo il…” Velocemente si gira mettendosi a cavalcioni su di me bloccandomi con la schiena sulla tastiera del letto.
Faccio in modo di ribaltare le pose, mettendomi io a cavalcioni su di lui, facendo sprofondare il suo volto fra i seni, accarezzandogli i capelli, mentre le sue mani lussuriose viaggiano sulla mia schiena.
Mi siedo abbracciandolo per poi appoggiare la mia fronte contro la sua, dando vita ad una bacio ricco di amore e passione.
Rapido mi aiuta a togliere la maglia.
“Via via via via via” lasciando qualche bacio sulla mia pancia.
“Levamela” Dice tentando di togliersi la maglia.
Tiro verso l'alto la maglia che finisce a terra con la mia, mentre io cado all’indietro sul letto.
“Ecco fatto”
Famelico si avventa sul mio corpo iniziando a lasciare una rapida scia di baci sul mio petto.
In maniera rapida apre il cassetto del comodino afferrando un preservativo, poi si leva i boxer, mentre io mi tolgo i pantaloncini e le mutande, poi con voracità si avventa su di me, baciandomi il collo, mentre le sue mani viaggiano su tutto il mio corpo.
Con foga, spingendo il suo membro, velocemente entra in me, facendomi gemere e sussultare.
Cambia ritmo diverse volte, rendendola una tortura, fino a che non reggendomi più, sento ogni terminazione nervosa vibrare, e raggiungo l'apice del piacere.
Dalla finestra aperta il canto dei grilli culla il silenzio, mentre la fioca luce lunare inonda la stanza.
Una brezza leggera entra facendo tremare le tende e accarezzando i nostri corpi nudi ricoperti da piccoli brividi.
Siamo stesi sopra le candide lenzuola bianche, le nostre gambe intrecciate, Charles steso a pancia in giù mi cinge in un abbraccio, mentre io gli accarezzo dolcemente il braccio.
Giro il capo lasciandogli un bacio sulla guancia, così lui incastra il volto tra l'incavo della spalla e del collo, mentre con la mano mi accarezza delicatamente i capelli.
Poggia la fronte contro la mia, facendo sfregamento le punte dei nostri nasi.
“Chiamami come solo io ti chiamo, e io chiamerò te come tu chiami me”
“Chérie” Sussurro puntando il dito contro il suo petto
“Mon amour”
“Chérie”
“Mon amour”
“Chérie” Dico poi afferrandogli il mento iniziando a baciarlo.
È mezzanotte inoltrata quando finiamo la terza volta.
Sono stesa a pancia in su orizzontalmente sulla parte alta del letto, mentre Charles, con le gambe a penzoloni, è steso ai piedi del letto.
Ad un tratto si alza raccogliendo la maglia da terra asciugandosi il petto sudato che alla luce della luna luccica.
“Abbiamo fatto troppo rumore?”
“Non mi preoccuperei”
“Non so, Mamo ha il sonno leggero”
“Stanotte dorme come un sasso”
Dice lanciandomi la maglia azzurrina che io rilancio per terra.
“Avevi quella maglietta la prima volta che mi sono svegliata nel tuo letto, me la regali”
“Anche se non lo facessi te la prenderesti comunque”
Dice tornando a stendersi a letto.
“Mh”
Tornando ad abbracciarci prendiamo finalmente sonno, e dormiamo felici fino al mattino, quando il canto del gallo, e il cinguettio degli uccellini, entrano dalla finestra ancora aperta.
Siamo entrambi stesi a pancia in su, il braccio di Charles sotto al mio collo mentre con le dita mi solletica appena sotto al seno.
Guardiamo entrambi fuori dalla finestra, mentre le campane scandiscono un buon mattino.
“Sarà meglio vestirsi” Dico alzandomi e raccogliendo gli indumenti da terra.
"Andiamo al mare oggi?"
“Va bene, vestiti, vado a svegliare i bambini”
Dopo esserci preparati, e aver fatto colazione, saliamo nella nostra Audi A6 Avant blu e partiamo per la spiaggia.
Non potrei essere più felice per quello che ho, per la famiglia che io e Charles abbiamo costruito, per tutti quei tasselli mancanti che sono riuscita a trovare e assemblare, per tutte quelle volte che ho sentito la mia vita sprofondare proprio come il titcanic, ho trovato la forza di rialzarmi, e sinceramente non avrei potuto chiedere di meglio.
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