Capitolo scritto ascoltando
"Chandelier - Sia"
Un anno dopo...
Padova-Italia, 19 ottobre 2025
L'autunno pervade l'aria fresca, ed è ormai passato un anno dall'ultima volta che ho visto Levante.
Dopo la sera in messico ci siamo sentiti ancora un paio di volte per telefono, e non abbiamo più tirato in ballo l'argomento di quella sera precisa, ma dopo un mese abbiamo deciso di comune accordo che è stato bello conoscerci, ma non eravamo abbastanza affini l'uno per l'altra, e abbiamo così messo fine alla nostra storia.
Ho terminato il mio quinto anno di università, e finalmente mi sento orgogliosa, ed oggi devo dare la discussione della tesi e la proclamazione prima dell'appello di laurea.
Ho passato alla grande tutti gli esami, ma ho un'ansia tremenda, ho il terrore di aver dimenticato qualcosa.
"Forse non ho consegnato la tesi, non mi ammetteranno"
"Linda, ma la smetti di farti paranoie, se non l'avessi consegnata non ti staresti preparando per andare"
"Giusto giusto, vero Carlos"
"Dai, stai tranquilla, la dichiarazione ce l'hai fra un'ora, e sei nel terzo gruppo di cinque persone"
"Esatto"
"Sì, mi hai chiamato per prepararti con me per distrarti dallo stress, ma sei presa peggio di prima"
"Ho paura di sbagliare"
"Linda, hai passato tutti i giorni chiusa in casa a studiare, hai sempre rifiutato i miei inviti ad uscire per un aperitivo per studiare, mi sono ritrovato nel tuo appartamento in affitto a Padova per aiutarti a ripassare, ieri mi hai mandato 130 foto più la tua tesi, e mi hai tenuto in videochiamata tre ore per farti interrogare da me, che so solo 1 centesimo di tutta la roba che mi hai ripetuto ieri, e hai paura di sbagliare o di non sapere qualcosa"
"Lo so, ma se mi fanno una domanda difficile e non so rispondere"
"Smettila, smettila di farti ste paranoie"
"Posso ripeterti la tesi un'ultima volta?"
"No, basta, che sennò poi se ripassi troppo ti dimentichi le cose, basta, adesso calmati, rilassati, preparati e basta"
Mentre parlo con Carlos inizio a vestirmi, ed indosso una camicia bianca con sopra un completo nero, infine le scarpe, indosso delle décolleté a punta nere col tacco largo e basso.
Sistemo i capelli e ho finito.
"Ok, sono pronta, devo racimolare tutto quanto, e poi scendo in macchina"
Metto tutto dentro la borsa e corro giù in macchina.
"Ok, via, andiamo, si parte, otto e mezza, per le nove, c'è la facciamo"
"Vai che sei forte"
"Grazie"
Metto il telefono sul cruscotto e accendo la macchina facendo la retro.
Sono quasi a metà strada mentre continuo a parlare con Carlos quando una notifica sullo schermo del telefono attira la mia attenzione.
Sul gruppo cugini mi stanno facendo tutti gli auguri per la dichiarazione.
Gruppo cugini
Zia Regina: Buona fortuna a Linda
Marico: Nuova laureanda in arrivo
Zio Diego: Auguri da me e la zia, ti auguriamo buona fortuna per la dichiarazione e la proclamazione
Inchiodo di colpo la macchina leggendo il messaggio di mio zio.
"Cazzoo"
"Che è successo?"
"La proclamazione, io pensavo ci fosse solo la dichiarazione, invece c'è anche la proclamazione, sono vestita di nero"
"Ah beh, brava, vedi, a farti troppe paranoie, che fai adesso? Sento rumori strani"
"Sto facendo inversione, sto andando a cambiarmi, perché vestita di nero non mi sembra proprio giusto per la laurea"
Sfreccio per la strada tornando in appartamento.
Salgo le scale di fretta.
"Adesso è entrato il primo gruppo di cinque persone, io sono nel terzo, quartultima"
"Dai che ce la fai"
"Mi metti ansia"
"E la madonna"
Alla velocità della luce cambio completo e ne metto uno fucsia, per poi procedere a farmi in velocità una piega mossa.
Sistemo il ciuffo davanti con un bigodino bello grosso e rimetto le scarpe correndo giù per le scale.
"Che completo hai messo alla fine"
"Ne ho messo uno fucsia, dici che è esagerato?"
"No"
"Sì è esagerato, è troppo estivo meglio quello azzurro"
"Linda veloce che perdi tempo"
Torno di sopra e ipervelocemente indosso dei pantaloni a zampa azzurri con la propria giacca, e cambio camicetta mettendone una sempre bianca ma con dei motivi floreali azzurri all'altezza del seno.
"Via via via, che è tardi"
"Velocee"
Supero i limiti di velocità e arrivo fuori dallo stabile giusta in tempo alle meno un quarto.
"Okok, sono arrivata, non ho nemmeno stampato la tesi dato che pensavo la proclamazione fosse verso dicembre, quindi sono l'unica senza tesi stampata"
"Brava eh, complimenti, dai, ti lascio, in bocca al lupo, e dai che sei forte ce la fai"
"Grazie Carlos, ci sentiamo appena esco, ciao, ciao"
Butto giù la chiamata, afferro la corona d'alloro, il tocco e la toga dal sedile, e corro dentro, dove prendo posto e attendo il mio turno.
Passa quasi un'ora, ma finalmente è il mio turno.
"Buongiorno signorina Rossi"
"Buongiorno, chiedo scusa se non ho la tesi cartacea, ma ci sono stati degli imprevisti e non è ancora pronta"
Che scusa terribile, potevo inventarmi qualcosa di migliore, vabbè.
"Può cominciare"
O santo cielo che ansia, che panico, basta, basta, calma, tranquilla pensa alle parole di Carlos.
"Ok, allora"
Con calma e sangue freddo comincio ad illustrare la mia tesi, durante la mia esposizione mi viene posta qualche domanda, la prima, la più difficile al primo colpo non l'ho capita, e nel panico ho iniziato a sudare, ma fortunatamente dopo essermela fatta ripetere ho dato una risposta decisamente esauriente.
Impiego quasi trenta minuti ad esporre tutto, e quando arrivo alla slide finale tiro un sospiro di sollievo.
"Grazie per l'attenzione"
La commissione e il pubblico applaudisce e io ringrazio tutti.
Torno a sedermi e attendo che ognuno esponga la propria tesi.
Verso mezzogiorno finalmente è arrivato il momento della proclamazione, e dopo aver indossato tocco e toga veniamo spostati in aula magna dove sussegue la proclamazione.
Uno ad uno veniamo tutti nominati e quando è il mio turno di ricevere il diploma mi sento veramente fiera, ed orgogliosa di me stessa.
"Linda Rossi"
Sorridendo salgo sul palco e stringo la mano al presidente della commissione che mi consegna il diploma e sorridendo percorro il corridoio fino al mio posto.
"Vi dichiariamo ufficialmente tutti laureati"
Ed è con questa frase che la sala esplode in un boato e tutti lanciamo il tocco in aria, ci congratularmi con il nostro vicino, che alla fine è un amico, che ci ha supportato e aiutato durante questo percorso, e felici usciamo correndo.
Col tocco nuovamente in testa procedo ad uscire all'aperto dove tutti festeggiano con le proprie famiglie, e anche io raggiungo la mia, che mi aspetta con la corona di alloro in mano, un ma,zo di rose rosse e una bottiglia di spumante.
"Congratulazione alla nuova laureata"
"Grazieee"
Abbraccio tutti e tre mentre mia mamma mi lascia un bacio sulla guancia.
"Sei stata brava"
"È stata dura"
"Eh vabbè, adesso è passata, hai un peso in meno"
"Eh"
Sono che parlo con la mia famiglia quando improvvisamente vedo delle figure familiari venire verso di me.
"Carlos, Rebecca, Lando, Alexandra, Kika, Pierre cosa fate qui?"
"Ma è ovvio siamo venuti a trovare la nostra laureata preferita" Dice Alexandra abbracciandomi
"Ma voi siete dei pazzi"
"No, siamo degli amici che ci tengono a te"
"Oh, Kika, mi fai piangere, dai venite qui, abbraccio di gruppo, oww, che siete dolci"
Sciolgo l'abbraccio con gli occhi lucidi mentre Carlos mi passa la bottiglia di spumante.
"Ok, adesso però devi stappare la bottiglia"
"Alcolizzati"
Afferro la bottiglia mentre Kika e mia mamma mi puntano il telefono addosso.
"Posso partire?"
"Vaiii" Dice mia mamma
"Ok, chi guardo delle due"
"Ah benon" mia mamma si è già scocciata.
"Fa così, guarda me"
"No Lando, te no, preferisco la serietà di Pierre"
"Fa come che te vol, basta che ti muovi"
"Va bene, va bene, scusa"
Dico mentre mia mamma fa ripartire il video.
"Qualcuno mi aiuta che ho paura di spaccarmi un occhio?"
"A signor"
Mio papà sbuffa venendo verso di me, molla il ferro e prepara il tappo.
"Adesso basta che tiri, o spingi col pollice e basta"
"Ok"
"Hai finito? Posso riprendere?"
"Sì mamma si"
Prendo il tappo e tiro, e la pressione mi fa scuotere la bottiglia che inizia a buttare fuori schiuma.
"Uh streghetta"
Porto la bottiglia alla bocca bevendo un po' di schiuma, e una volta finita quella prendo un bel sorso dalla bottiglia.
Tutti applaudiscono e io faccio il pollice in su alle due che riprendono.
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Like the Titanic
RomantikIl grande sogno di Linda Rossi si avvera finalmente, e può lavorare in Ferrari come social media manager. Dopo il suo arrivo, nella scuderia Ferrari ci sarà un po' di trambusto, i due piloti litigheranno e il loro legame si spezzerà, ma le cose si...
