Monaco-Montecarlo, 9 dicembre 2025
Un odorino invitante stuzzica il mio appetito, il mio cervello dice alzati, ma il corpo non risponde.
Finalmente il mio corpo decide di eseguire gli ordini, e riesco ad alzarmi.
Sistemo i jeans messi tutti storti, metto il maglione le ciabatte e avvolta nella coperta mi avvio verso la cucina dove il jazz di Frank Sinatra riscalda l'aria.
“New York, New York” Canticchia Charles girando i pancake nella padella muovendo i fianchi a suon di musica.
“Ma che ballerino”
“Bonté divine, quelle frayeur”
Scoppio a ridere mentre mi avvicino al piano cottura tutto sporco con schizzi di impasto ovunque.
“Pulisci te vero?”
“No, io preparo, mangiamo e poi tu pulisci”
“Ma vai a fare in culo, col cazzo, io non pulisco, hai sporcato te, ti arrangi, sappi che entro stasera deve essere tutto luccicante”
“Va bene Massimo Decimo Meridio, generale delle legioni Felix”
“Sisi, fa il ruffiano solo perché mi piace il film de “Il gladiatore”, vedrai che fine fanno i ruffiani”
“Ma a te piace quando faccio il ruffiano”
“Non è vero, mi sa da bambino viziato che fa il lecchino col prof”
“Dammi una mano qua, reggi la ciotola che svuoto l'ultimo po’ di impasto che è rimasto”
Aiuto Charles che prepara l'ultimo pancake.
Guardo l'orologio, le sei e mezza.
“E sentimi qua, non è un po' tardi per far ste robe, è ora di cena ormai”
“Vabbè, abbiamo dolce e colazione pronta”
“Dai muoviti, cosa preparo per cena?”
“Pasta”
“No, basta, è il terzo giorno di fila con la pasta, ha rotto”
Apro il frigo sbirciando al suo interno, sposto un paio di confezioni e tiro fuori una scatola di bistecche.
“Oh, stasera scaloppine, tu pulisci qua, io lavoro da questa parte”
Dico tirando fuori un tagliere, farina e batticarne.
Mentre Charles pulisce io, dopo aver versato della farina in un piatto, assottiglio le fette di carne, battendole ripetutamente, per poi infarinarle per bene.
Un volta ripetuto il processo per tutte e dieci le bistecche preparo una pentola con dell'olio e un po' alla volta le cucino tutte.
“Prepara la tavola per piacere”
Dico mentre giro le ultime bistecche, che infine cosparso con del limone per insaporirle.
“Per la gioia del palato” Dico poggiando il piatto sul tavolo dove Charles mi aspetta mangiucchiando un grissino.
“Scaloppine al limone”
“Mhh, sentiamo, sicuramente sono buone”
“Ovvio che sono buone, uno le ho fatte io, due ho usato la ricetta di mia bis nonna di come me le faceva quando ero bambina”
“I tuoi parenti erano immortali, letteralmente sei arrivata a conoscere tre dei tuoi bisnonni, e poi i nonni paterni ti sono durati tanto”
“Quelli materni sono ancora vivi, faccio corna verso il basso, la storia di come ho ereditato la casa la sai, loro si sono spostati più verso il centro io l'ho lasciato e bla bla bla”
Ceniamo parlando del più e del meno poi Charles va a lavarsi mentre io sto sul divano a guardare il telefono.
“Don’t go there cause you'll never return” Esce dal bagno cantando con i capelli gocciolanti.
Lo guardo seria mentre viene verso di me.
“No, sta fermo, basta, butti acqua in giro” Dico mentre Charles scuote la testa facendomi cadere tutta l'acqua addosso.
“Stai fermo” Lo afferro per un lembo dell'accappatoio tirandolo, scoppiando in una fragorosa risata quando il suo corpo cade pesantemente sopra il mio.
“Ma cosa ridi, cosa ridi, mi sono preso il tuo ginocchio nelle palle”
“Bene, così ci pensi due volte prima di farmi un dispetto”
“Sì ma così non posso più procreare”
“Meglio, così se decidi di tradirmi non puoi avere figli”
“Ma..” Inizia a pizzicarmi rapidamente i fianchi mentre io sotto di lui mi dimeno cercando pace.
“Fermo, sai benissimo cosa succede se mi fai troppo il solletico, è successo una volta, succede di nuovo, solo che sta volta sono sul divano”
Si blocca di colpo, alza lo sguardo incrociando il mio stampandomi un bacio sulle labbra prima di alzarsi e andare in camera dove lo inseguo e appena è distratto gli salto sulla schiena.
“Ma che fai, sei pazza? Questa me la paghi”
Mi fa cadere sul letto, dove una volta atterrata cerco di scappare, ma mi afferra per una caviglia facendomi scappare un urlo.
“Sh, zitta” Dice tappandomi la bocca con una mano.
“È tardi, sono quasi le undici, poi i vicini si lamentano come è già successo, ei, che schifo”
Leva velocemente la mano che lecco, e ridendo rotolo su un fianco cadendo dal letto.
“Ouch”
Charles si fa serio poi lentamente sposta il capo per controllare se sto bene.
Scoppio a ridere mentre lui mi guarda serio da sopra il letto.
Dal frastuono si è persino svegliato Leo che ora è sulla porta e abbaia.
“Sh, Leo, no, sono giochi da grandi, vieni, andiamo a dormire”
Corro in cucina inseguita da Leo che si mette in cuccia e mi guarda con le orecchie alte mentre tiro giù le persiane.
Spengo la luce e chiudo la porta della cucina tornando in camera dove Charles in mutande è già a letto che guarda il telefono.
“Ah comodo ti sei messo, senza di me, complimenti”
“Eddai, vieni qua”
Dice poggiando il telefono sul comodino e aprendo la braccia aspettando che mi stenda per abbracciarmi.
“No, sono offesa non voglio i tuoi abbracci”
Dico incrociando le braccia e dandogli le spalle.
Un piccolo urletto esce dalle mia bocca quando all'improvviso Charles mi prende da dietro sollevandomi da terra e portandomi a letto.
“Lasciami, lasciami, non ho nemmeno il pigiama”
“A questo ci penso io”
Velocemente mi mette a pancia in su bloccandomi sul materasso mettendosi a cavalcioni su di me stringendomi i polsi per tenermi ferma.
“Lasciami andare”
“Non credo proprio"
Con una mossa rapida prende e unisce i polsi sopra la mia testa legandoli fra loro con l'elastico che tengo sempre al polso.
“Ora tu stai ferma immobile”
“Sennò?”
“Sennò sarò costretto a punirti”
“Uh, e cosa mi farai”
“Vuoi davvero saperlo”
“Credo proprio di si”
“Beh, penso che inizierò togliendoti i pantaloni” Dice mentre lentamente apre il bottone dei jeans che poi velocemente sfila.
“Per poi girarti a pancia in giù” Alzandosi il gusto mi fa girare velocemente senza nemmeno che me ne accorga.
“Vuoi sapere cosa viene dopo questo?”
“Sì ti prego”
“Succede, che ti arriva uno sculaccione che non te lo dimentichi più”
Sussurra al mio orecchio prima che uno schiocco fragoroso risuoni nel silenzio.
Senza fiato soffro in silenzio tentando di non urlare, mentre una lacrima scivola lenta sulla mia guancia.
“Ti ho fatto troppo male?”
“Giusto un po’”
“Stai piangendo?”
“No, sto bene, va bene”
Con la coda dell’occhio noto il suo sguardo cadere sul mio gluteo e la sua espressione cambiare.
Velocemente mi alzo in piedi sul letto osservando la mia immagine riflessa nello specchio di fronte ad esso.
Il segno bordeaux della mano di Charles è stampata sul mio sedere.
“Cristo santo, credo tu debba imparare a gestire la forza”
“Credimi, non volevo farti così male”
“Ne sono certa”
“Vieni qui, troverò il modo di farmi perdonare”
Prendendomi la mano mi fa sedere a cavalcioni sulle sue gambe abbracciandomi mentre mi massaggia la schiena.
Avvicino il mio volto al suo fino a far toccare le punte dei nostri nasi, mentre i respiri che escono dalle nostre bocche si uniscono.
Velocemente mi fiondo sulle labbra di Charles, che divora le mie, spingendo prepotentemente la lingua nella mia bocca.
Si stende lentamente indietro consentendomi di stare sul suo petto, mentre dolcemente mi fa i grattini sulla schiena.
Con una mano entra lentamente sotto la maglia, alzandola mentre continua a farmi i grattini.
Sempre più eccitata spingo il bacino contro il suo, dove incontro la sua intimità premere contro il tessuto.
Lentamente, un poco alla volta arriva a sfilarmi la maglia, e solo in intimo ci troviamo avvinghiati l'uno all'altra.
Il battito aumenta, il fiato corto, come se avessi una statua di marmo da 80kg sui polmoni, alzo la testa incrociando lo sguardo di Charles che si sporge iniziando a baciarmi.
Approfondisco il bacio nel mentre Charles viaggia con le mani dalla schiena al sedere e viceversa, arrivando alla fine a slacciarmi il reggiseno.
Prestando attenzione Charles si gira su un fianco per poi farmi stendere a pancia in giù sotto di lui.
Continua a baciarmi con passione mentre sposta delicatamente i palmi delle sue mani ovunque.
Preso dalla foga del momento inizia ad ansimare mentre lascia una scia di umidi baci sulla mascella, sotto l'orecchio, sul collo, fino ad arrivare al petto, spostandosi sul mio seno sinistro, mordendolo, baciandolo, mentre gioca con il destro con la mano, con la quale scende poi fino alla mia intimità e sento le sue labbra tendersi in un sorriso sentendo le mutande bagnate.
Velocemente le sposta iniziando a muovere velocemente un dito dentro e fuori di me.
Le mie gambe si contorcono, mentre stringo il piumone nei pugni tenendomi salda al materasso, sentendomi come schiacciata da una pressa.
Continua la sua scia di baci fino ad arrivare al basso ventre, iniziando da a baciare e stimolare con la lingua a suo piacimento la parte più sensibile, rendendo la situazione ancora più drastica per me dopo aver inserito un secondo dito e muovendoli dentro di me come se stesse chiamando qualcuno.
Ogni suo movimento è un passo sempre più vicino al paradiso per me.
Alza lo sguardo guardandomi negli occhi, mandandomi completamente in estasi, e costringendomi a stringergli i capelli con una mano, tirandogli qualche ciocca.
I miei gemiti sono sempre più forti così risale tornando faccia a faccia con me è tornando a baciarmi, mentre velocemente si sfila i boxer, mi guarda negli occhi, ed io con sguardo dolce, ma supplichevole allo stesso tempo, lo incito ad andare avanti mentre con una mano sul retro della sua nuca tirandolo a me per baciarlo.
Velocemente rigiro le posizioni, trovandomi seduta a cavalcioni su di lui, e dopo aver allineando la mia entrata con il suo membro, che mi penetra in un colpo solo, facendomi gettare la testa all'indietro.
Velocemente arpiona i mie fianchi, iniziando a spingere il suo bacino verso l'alto, mentre mi aiuta dettandomi il ritmo con le mani.
Sopra di lui continuo a muovermi disperatamente, e ad ogni movimento mi manca sempre di più il fiato, così Charles ribalta nuovamente le pose, spingendo prepotentemente il bacino contro il mio, facendomi impazzire del tutto.
Gli cingo il bacino con le gambe, mentre lui inizia a baciarmi il collo, io sotto di lui lo stringo a me, tirandogli qualche ciocca di capelli.
“Vai più veloce” Dico esasperata.
“Così?”
“Un po’ di più, poco, così”
Gemiti strozzati riempiono l'aria, mentre il letto emette qualche cigolio.
“Ti amo” Sussurra faticosamente mentre mi bacia il collo.
“Anche io…ti amo...tanto…ah-ag"
Un vuoto nello stomaco mi riempie di adrenalina, causandomi un tremolio alle gambe, mi stringo più forte a Charles, mentre i polmoni si riempiono senza svuotarsi.
Quando finalmente si svuotando, in un urlo semi soffocato, sento ogni muscolo tendersi per poi rilassarsi.
Mentre il mio corpo cade come morto, quello di Charles si muove ancora, gli addominali si contraggono le vene pulsano, e poi, si blocca, accasciandosi su di me ansimando faticosamente.
Accarezzandogli il retro della nuca riprendiamo fiato, e mi stampa un bacio su una guancia.
Vorrei dire qualcosa ma non so che dire, perciò resto in silenzio, abbracciata a Charles, mentre un sorriso si abbozza sul mio volto, e rilassati prendiamo sonno.
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