87 - Hannah

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La camera è silenziosa, troppo grande, troppo elegante. Ogni volta che mi sveglio qui dentro mi sento come un oggetto di scena in un teatro antico. Villa Malfoy ha questo effetto: ti ingoia e ti fa credere di essere importante... per poi ricordarti che sei solo una pedina. E io lo so bene: ci vivo da mesi fingendo di non esserlo.

«Draco è cresciuto molto» dice Amelia Miller, la mia nutrice, mentre mi spazzola i capelli con una calma che sa di abitudine.

Annuisco piano, posando la mano sul ventre.
«È vero...» mormoro, anche se la testa è altrove. Sempre altrove, sempre in allerta. Un'abitudine difficile da spegnere quando vivi sotto lo stesso tetto di persone che ucciderebbero per sport.

Il silenzio che segue è denso, fastidioso. Uno di quei momenti in cui sai che sta per succedere qualcosa, ma non sai ancora cosa.

«Il padre sa?» chiede Amelia, con tono casuale. Troppo casuale.

«Come?» chiedo, tirando su appena lo sguardo.

«Il padre» ripete. «Sa?»

Un brivido mi corre lungo la schiena. Non è la domanda in sé — è come la dice. Quella pausa. Quel modo strano di guardarmi.
Un déjà-vu. Ma da dove?

«Cosa dovrebbe sapere Lord Voldemort?» le chiedo, stringendo i denti.

Lei solleva un sopracciglio.
«Non ho chiesto se Voldemort sapesse, piccoletta.»

Il cuore mi perde un colpo.
Piccoletta.

Non la sente mai dire nessuno, quella parola. Tranne...

Mi alzo di scatto. Lei mi guarda con un sorriso che ormai conosco troppo bene. Uno di quelli che precedono sempre guai.

«Professoressa?...» domando, senza fiato. Quella voce non è di Amelia. Non può esserlo.

«Mi dispiace, tesoro.»
Ed è tutto. Ha la mia bacchetta in mano.

La vedo sollevarla, poi un bagliore. Immobilizzata. Il corpo bloccato, la mente che corre.

Ero preparata a tutto, tranne che a questo.

Mi stende con calma sul letto, con un'attenzione quasi affettuosa. Il che rende tutto più assurdo.

Cerco di capire. Di razionalizzare.

Ha preso il posto di Amelia. Ha usato la Polisucco. Per quanto tempo?

Villa Malfoy mi ha fregata ancora.

Poi vedo il suo sguardo cambiare. Si avvicina. Sussurra qualcosa che non capisco. Le mani mi si stringono attorno al ventre. Non so cosa stia facendo, ma il mio respiro si spezza.

La vista si fa sfocata. Il mondo si allontana.

Poco prima di perdere conoscenza, penso solo:
Questa era mia. Mia da giocare. E ora... è saltato tutto.

La Gemella PotterLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora