Non ho potuto tenerla in braccio.
L'hanno portata via subito. Di corsa. Con gesti rapidi, esperti. Come se fosse solo un compito.
Nessuna parola. Nessuno sguardo umano.
La mia bambina.
Quando ho riaperto gli occhi, erano passati tre giorni. Tre giorni da quell'attacco.
Da lei.
Dalla Holmes — o da quella che si faceva chiamare così.
La stanza in cui mi trovo adesso è diversa. Più piccola, più spoglia. Le tende sono chiuse, l'aria sa di pozioni, di disinfettanti magici.
Di copertura.
Tom è furente.
L'ho visto. Non mi ha parlato, ma l'ho sentito: nel passo rigido, nello sguardo come vetro che spacca.
Non con me. Con lei.
Ha sguinzagliato i suoi migliori. E quando Voldemort manda i migliori... non è per ritrovare. È per punire.
Io non so tutto. Non ero presente. O almeno... non cosciente.
Ma qualcosa immagino
La stanza si gela.
Non per magia. Per qualcosa di più sottile, antico. Un silenzio che si tende come pelle su un tamburo.
Lui.
È padrone del tempo, dello spazio. Della paura.
Tranne di me.
Forse lo sa. Forse è quello che lo irrita davvero.
Mi guarda. In silenzio.
«Mi hai portato via mia figlia» dice.
La voce è piatta. Priva di colore. Ma dietro, come un'eco sotto pelle, c'è la minaccia.
«come?...» rispondo. La voce mi esce roca.
Mi sento vuota. Ricucita. Sopravvissuta per errore.
I suoi occhi rossi brillano appena. Non cambia espressione.
Alle sue spalle, Narcissa china lo sguardo.
Severus resta immobile, le mani giunte dietro la schiena, ma la tensione è lì. Palpabile.
Tom fa un passo avanti.
«La Holmes ti ha squarciata dalla gola all'ombelico... e sei ancora viva. Sai cosa significa?»
Non rispondo. Lo so.
«Significa che ho deciso che tu vivessi.
Perché volevo vedere se avresti continuato a mentire.»
Il suo sguardo si stringe, aguzzo. Come se potesse leggere oltre la pelle.
«Dov'è?»
Mi inumidisco le labbra. Non ho risposte. Solo il vuoto.
«L'ha presa... la Holmes...»
Ogni parola è una scheggia. Il dolore mi pulsa dentro come una verità incisa nella carne.
«L'ha presa. E tu non l'hai fermata.»
Vorrei ridere.
Non posso.
«Avevo il ventre aperto, Tom. Se ti può consolare... mi ha quasi uccisa.»
Silenzio. Di quelli pesanti, ferrosi.
Mi mette due dita sulla fronte e come se fossi un libro mi legge nella mente ma probabilmente non trova le risposte che cerca. Per la prima volta non so davvero cosa sia successo.
Poi lui si gira. Come se non valesse più il suo tempo.
«Trovatela,» dice. Non a me. A Severus.
E se ne va.
Resto sola con Piton e Narcissa.
Lei mi porge dell'acqua. La prendo senza dire nulla.
Severus si avvicina.
«La pozione Polisucco... la Holmes ha assunto l'identità della balia almeno una settimana prima dell'attacco. Il travaglio è stato forzato con una maledizione. Il taglio... preciso, chirurgico.»
Annuisco. Lo sapevo.
O almeno, lo sospettavo.
«E la bambina?» chiedo. La voce mi trema appena.
«Sparite entrambe. Ma forse... vive. La Holmes potrebbe averla portata via.
Potrebbe essere...»
Ma la frase cade.
Mi sento morire.
Non so se essere contenta.
Se la bambina fosse sua... Non saprei se essere felice o meno che sia stata portata via.
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La Gemella Potter
FanfictionJames Potter, padre del celebre Harry Potter non è figlio unico ma, anzi, ha una sorella gemella. Il suo nome è Hannah, Hannah Jean Potter. ... Seduta sotto l'ombra di un grande salice c'è una ragazzina dai capelli lunghi e bruni. Ad occhio sembra...
