L'Amore Porta Guai - Parte 3

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Damon era sdraiato sull'enorme divano affiancato al camino spento. Ripensava alla mattina precedente e alla discussione con Elena. Non poteva credere davvero che dopo tutto quello che avevano passato insieme lei fosse ancora gelosa di suo fratello Stefan. Quando i suoi pensieri si facevano sempre più intensi, sentì la voce di Elena che proveniva dalla camera:

"Damon? Dove sei?"

Lui chiuse gli occhi e non rispose. La voce di Elena si faceva sempre più insistente fino a quando, una volta scesa le scale lo vide e disse:

"Perchè non mi rispondi?, Ti stavo chiamando..."

Lei notò che non la guardava, ma decise di non farci caso:

"Allora stasera cosa facciamo questo pomeriggio? Possiamo fare un giro nel bosco oppure sdraiarci sul lettino e prendere l'ultimo sole di oggi, cosa preferisci?"

Damon si sedette sul divano ma continuò a non rispondere.

Elena si sedette affianco e disse:

"Non possiamo continuare così Damon, per favore parlami"

"Non ho niente da dirti."

"Damon, so che ti ho ferito, ma non volevo, facciamo finta che quella conversazione non sia mai esistita!"

"Davvero vuoi risolvere tutto così? Come se non fosse mai esistita?'. Beh per me non è così semplice."

"Non ci hai nemmeno provato!"

"Non è vero, non immagini neanche quanto vorrei non aver mai visto quello sguardo e sentito quelle parole, ma ormai è tardi."

"Beh...dimmi cosa posso fare per farti stare meglio.."

"Elena tu non ti rendi conto. Tu sei gelosa di Stefan ma stai con me, non c'è niente che potresti fare"

"Ma non sono gelosa di Stefan, Damon"

"Stamattina eri di un'altra idea!"

"Damon io ti amo, e solamente te. Ti prego non pensare che..."

"Non pensare che cosa? Che ti piaccia Stefan? Che sei innamorata di Stefan? No tranquilla non lo penso, però pensavo che ormai dopo ben 20 anni insieme tu non sentissi più il bisogno di sentirti gelosa di lui."

Disse Damon volgendo lo sguardo per terra.

Elena non sapeva come controbattere.

"Damon, senti, sò che non posso più risolvere perchè tanto tu penserai sempre che io sia stata infantile...e sai cosa ti dico, è vero, ma tu ci stai ricamando una storia che non esiste!"

"Elena non sei tu che deve essere arrabbiata, sono io. Non girare la situazione. Tanto tempo fa ti sei trovata nella situazione a parti inverse, tu eri gelosa di me mentre stavi con Stefan e alla fine ti sei messa con me. Adesso voglio semplificarti le cose..."

Si alzò dal divano e si diresse verso la porta. Elena lo fermò.

"Dove stai andando Damon?"

"Torno a New York."

"Cosa? Cosa dici?...Non ti sembra di esagerare?"

"No" Si girò e prese la maniglia della porta per aprirla quando improvvisamente si ritrovò Elena che lo bloccava.

"Damon ti prego non andartene. Ok scusa, scusa, scusa. Non so cosa fare, non voglio che tu parta. Io ti amo e voglio stare con te! Ti prego non lasciarmi qui."

"Elena ti amo anche io, ma ho bisogno di schiarirmi le idee e tu hai bisogno di tempo."

"NO, ti sbagli, io non ho bisogno di tempo, io ho bisogno di te. E ne sono sicura come non sono mai stata in vita mia" Disse.

Damon non riusciva a guardarla. Sapeva di amarla più di ogni cosa al mondo ma avava bisogno di un attimo per pensare.

"Elena, non è un addio. Vado a NY per qualche giorno poi torno"

Lei ormai incapace di fermarlo, si spostò e lo lasciò andare.

"Damon ti amo" sussurrò quando salì in macchina. Sapeva che lo aveva sentito, anche se non aveva risposto.

Damon accese il motore e partì. Mentre si alzò il polverone dovuto alle ruote che sgommavano sulla ghiaia del sentiero Elena sentì: 'Sei la mia vita'. Erano parole che Damon aveva detto prima di partire e lasciare Mystic Falls. Elena rimase a guardare la macchina allontanarsi senza mai fermarsi, rimanendo seduta sui gradini davanti alla porta di Casa Salvatore, ormai completamente vuota, non riuscendo a smettere di piangere.

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