Eros 26

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...prometto.
Eros Knight

Alla villa, dopo il loro matrimonio.

<Quindi?> domandò Isabel, irrompendo nella stanza.

Mi tolsi la camicia intrisa del sangue di quegli scarti dell'umanità e la gettai sul pavimento. <Quindi, cosa?> chiesi, anche se sapevo molto bene a cosa si stesse riferendo.

<Lo sai benissimo. Cosa pensi di fare?> insistette, e proprio in quel momento anche Roman fece il suo ingresso.

<Avete lasciato Diamond da sola?>

<Si sta facendo una doccia, e non provare a cambiare discorso come fai sempre.> rispose, alzando il dito contro di me.

<Cosa credi che dovrei fare?> domandai, avanzando verso di lei.

<Non lo so... Mi basta sapere che non ti accadrà nulla.> disse con un filo di voce, abbassando il dito prima di avvicinarsi e stringermi le braccia. <Dimmi che hai un piano.> aggiunse con gli occhi dolci.

Annuii lentamente. <Ce l'ho. Ma non ti piacerà.> dissi con completa sincerità.

<Fidati di me e dimmelo.>

Circondai il suo viso con le mani. <Diamond è mia moglie, Isabel. Ed è incinta.> deglutii a vuoto, posando un leggero bacio sulla sua fronte. <Non posso.>

<Non puoi? Cosa intendi?> domandò con gli occhi lucidi, probabilmente prevedendo le mie parole.

<Mia madre è morta a causa della mia vita. Delle mie scelte. È morta perché mi sono lasciato trascinare nella mafia. Non posso rischiare di far succedere la stessa cosa a Diamond. Non riuscirei a sopportarlo. Non posso costringerla a vivere in mezzo al sangue. Né lei, né nostro figlio... o nostra figlia. Meritano una vita piena di luce, non un'esistenza immersa nell'oscurità. E questa luce non potranno mai averla se continuo a restare legato alla fazione.>

Lei scosse la testa. <No, lo sai molto bene che non puoi. Chi tradisce la fazione muore, è una regola inviolabile. Lo sai tu, come lo sanno tutti. È il giuramento, le leggi che governano la mafia da secoli. Se provassi a cambiarle, potrebbero ribellarsi. Soprattutto ora che l'Alpha è così debole.>

Annuii alle sue parole. <Lo so, e non ho alcuna intenzione di infrangere le leggi. Sarò fedele al mio giuramento, ma farò anche tutto il possibile per salvare la mia famiglia dalla distruzione.>

Una lacrima le scivolò lungo la guancia. <Non puoi... ti prego...> sussurrò con voce flebile.

<È il mio dovere.> mi avvicinai, prendendo le sue mani tra le mie, con un nodo in gola. <Non ho mai avuto un padre, ma c'è una ragione se ho sempre amato Emilien, pur senza averlo mai conosciuto: l'ho idealizzato. Ho costruito nella mia mente l'immagine del padre perfetto che avrei voluto avere, e quell'immagine non includeva la mafia.> le accarezzai le guance mentre uno strano calore si impossessava delle mie. <Non so se sarà un lui o una lei, ma so che avrà due donne straordinarie e intelligenti al proprio fianco. So che tu e Diamond lo crescerete, e lo farete diventare un uomo o una donna degno di essere chiamato tale.>

<No... ti imploro, Eros. Ascoltami, so di averti deluso molte volte, ma devi credermi: ti ho amato con tutta me stessa. Non voglio e non posso lasciarti andare. Non sono pronta. Posso accettare il tuo matrimonio, posso accettare di vedere tuo figlio e persino sacrificare me stessa per te, ma non chiedermi di lasciarti morire. Non posso.> la sua voce tremava mentre stringeva la mia mano, posandola sul suo cuore. <Lo senti? Se il tuo smette di battere, anche il mio lo farà. Non puoi chiedermelo. Non te lo permetto.> le lacrime continuarono a rigarle il volto senza sosta mentre i singhiozzi spezzavano le sue parole.

The Promise 3La tua prossima ossessione. Scoprilo ora