Sentii una fitta al cuore, quando mi disse che mi avrebbe aspettata.
Perché deve essere tutto così complicato?
Marco. Ero cresciuta con lui. Mi ha insegnato tante cose ed io contenta di imparare, mai sazia. Mi ha confortata quando i miei hanno divorziato. E' rimasto con me sempre! Come potrei lasciarlo? Però non provo per lui ciò che provo per Dan. Dan perché sei entrato nella mia vita, solo adesso?
L'occupazione venne interrotta dall'arrivo del preside, esattamente 3 ore dopo che era iniziata.
Il preside ci promise carta igienica e sapone. Con quella promessa, liberammo la scuola e ce ne tornammo a casa. Si tornammo a casa, sotto ordine del preside, ovvimanete dopo averl pulito e sistemato.
Ne avevamo combinate abbastanza oggi.
Il sabato arrivò in fretta.
Io e Dan ci evitammo per due giorni, ma sabato mattina ci scontrammo.
Entrai in cucina e lo trovai chino sul lavandino. Avrei voluto salutarlo, ma non ne ebbi il coraggio. Si girò e mi guardò.
«Ciao» esclamò. Mi salutò freddo, come si saluta un vicino di casa.
Strinsi le mani. Erano così gelate che quando presi la tazza del caffè fumante, non mi scottai.
«Ciao...» risposi velocemente, come quando si strappa un cerotto. Il più in fretta possibile lo si toglie, meno male farà. Peccato che il dolore non se ne andò.
Non se ne andava. Non mi mollava per un secondo. Neanche la notte avevo pace. Mi lacerava sempre di più. La mattina mi svegliavo con le lacrime agli occhi. Toccavo il cuscino ed era umido. Piangevo nel sonno.
Questa situazione mi stava sfinendo.
Dan non sembrava passarsela meglio.
«Stasera allora vai da lui?» mi domandò, cogliendomi di sorpresa.
Non volevo farti del male, ma non potevo nascondere la verità.
«Si...»
«Ok...»
Mi sarei aspettata un'altra reazione. Non reagì.
Quel pomeriggio uscii con Ania e Angelica. Andò tutto bene. Ci divertimmo insieme. Era da tanto che non succedeva. Ci fermammo a fare merenda in una focacceria ligure.
«Allora che fate stasera?» domandò Ania.
«Io sono dalla Cla, per il suo compleanno!» rispose Angelica. Clarissa era una sua amica. Si conoscevano dalle elementari, per i miei gusti era una tipa che se la tirava fin troppo.
«Io vado da Marco» esclamai.
Ania e Angelica si scambiarono uno sguardo.
«Che c'è?» gli domandai.
«Niente!» risposero insieme.
«Vi ho viste!» urlai io. Volevo una risposta.
«Ok... diglielo» esclamò Ania, guardando Angelica.
«Perchè io?» domandò Angelica ad Ania.
«Perchè io?» rispose Ania.
«Se non parlate, mi alzo e me ne vado!»
Non aprirono bocca. Cosa dovevano dirmi di tanto grave? Accennai un movimento e finsi di alzarmi.
«E va bene. A quanto pare Dan si sta facendo Giada!» urlò tutto d'un fiato Ania.
«Cazzo Ania... più delicata no?» urlò Angelica.
Ok. Perfetto! Non gliene fregava più nulla di me. Dan... era così? E io che come una cretina non volevo più andare a dormire da Marco.
«Bene!» esclamai.
«Sicura?» domandò Angelica.
«Si. In fondo ci siamo solo baciati, nulla di più»
«Mha... lui ti ha detto che ti avrebbe aspettata!»
Aspettata. Si aspettano le persone che partono per un viaggio. Si aspettano i militari che partono per una missione. Non si aspetta una persona che ha preso una scelta, nella quale tu non ci sei!
«E' giusto così!»
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Ad ogni costo
RomanceLuna e' all'apparenza una brava ragazza come tante, con un carattere forte. Daniel sembra invece il solito ragazzaccio maleducato da tenere alla larga. Ma le cose non sono mai come appaiono. Due giovani sconosciuti costretti a convivere, una fami...
