Ero riuscita a prendere il pullman per un soffio.
L'autista si era fermato, solo perché mi aveva riconosciuta, o forse perché gli facevo pena. Dovevo avere una brutta cera.
Mi sedetti davanti, vicino al finestrino.
Guardavo le macchine che sfrecciavano sulla strada, quanto avrei voluto avere una macchina tutta mia.
Il pullman frenò bruscamente ed il giovane autista bestemmiò.
«Guarda te sto coglione!» urlò incazzato nero.
Sorrisi per quell'affermazione buffa su quel visino da bravo ragazzo, non gli si addiceva proprio.
Venni rapita dalla moto, che ci tagliò la strada passando l'incrocio con il rosso.
Non poteva essere lui. Invece si.
Mi si appannò la vista. Le lacrime iniziarono a scendermi veloci sulle guance. Non era un vero pianto. Non singhiozzai come avevo sempre fatto, forse perché non ne avevo la forza.
Riconobbi Dan e la sua moto. Dietro di lui, stretta ai suoi fianchi una ragazza. La direzione era opposta a quella della scuola. Stavano andando via.
Via. Via dalla mia testa!
Il pensiero di Dan con un'altra mi lacerò il cuore. Ma in fondo cosa potevo pretendere da lui?
Se le cose stavano così, era meglio che mi dimenticassi di Dan il più in fretta possibile.
La prima ora a scuola passò così lentamente, che mi sembrò lunga un'eternità.
Ania mi aveva mandato un messaggio per avvisarmi che avrebbe bigiato per stare con il tipo dai capelli blu. Non volevo rovinarle la bigiata così le risposi di stare tranquilla e di godersi la mattinata.
Volevo solo andarmene a casa, eppure lì le cose sarebbero state ancora più difficili.
Sentii un pizzico alla mano.
Un foglietto appallottolato giaceva accanto al mio pollice. Mi girai e vidi Angelica. Era stata la mia migliore amica, ma quando mi misi con Marco, qualcosa tra di noi si ruppe. La osservai attentamente e mi accorsi che era da un pò che non la guardavo. I capelli corti le davano un'aria da grande e gli occhi azzurri la facevano apparire seria, ma non lo era.
Aprii il foglietto.
Tutto ok? Hai una faccia... Angy
Ecco. Anche lei se ne era accorta. Le risposi.
Va tutto male... ma la storia è lunga!=(
Gli lanciai il biglietto appallottolato, cercando di non farmi sgamare dal vecchio professore e lei mi rispose subito.
Io ho tempo... ti va di venire da me, oggi?
Risposi con un mega sorriso. Avevo proprio bisogno di parlare con qualcuno di esterno.
Così al suono della campanella, che concludeva quella mattinata di merda, andammo a casa sua.
«Dai racconta!» esclamò Angelica, seduta sulla panchina.
Stavamo aspettando il tram.
«Uff. ok sto proprio di merda ed è tutta colpa mia. Hai presente Daniel...»
«...il tuo fratellastro?»
«Si...»
«Ah... se ci sono problemi con lui fai finta di non vederlo, io con la mia sorellastra faccio così!»
«Ecco, è questo il punto. Ci siamo baciati!»
Osservai attentamente la sua espressione, tra lo stupore e la curiosità.
«Cosa???»
«Un bacio, anzi qualcuno in più»
«Bhe, è un bel ragazzo può succedere, in fin dei conti non è realmente tuo fratello!»
«Credo che non sia una cosa fisica...»
«Ah...»
«Stavo per lasciare Marco, per lui!»
«Ok, allora è una cosa seria. E' per questo che sei sconvolta?»
«Sono sconvolta, perché ieri sembrava che stessimo insieme e stamattina l'ho visto andarsene via con un'altra tipa!» esclamai scoppiando a piangere.
Angelica mi abbracciò. Mi tenne stretta a se, finché non arrivammo a casa sua.
Passammo il pomeriggio davanti al suo Mac. Ci raccontammo tutto quello che ci era successo, nella pausa d'amicizia che c'eravamo prese. Gli raccontai della mia prima volta con Marco. Non ero imbarazzata a parlare con lei di certi argomenti. Era tutto così spontaneo tra di noi.
Quest'estate era andata in Francia, con sua cugina. Si erano divertite molto, per poco mi sentii gelosa, perché sarei voluta andare io con lei. Poi ripensai all'estate passata con Marco e a quanto tenessi a lui. Gli volevo bene. Troppo! Dovevo dare al nostro rapporto, ancora un'opportunità.
Presi il cellulare e cercai svelta in rubrica il suo numero. Era ancora sotto amore.
«Pronto... » rispose al secondo squillo.
«Ciao...» sussurrai.
«Ciao...» mi rispose con un sospiro.
«Stasera ti va di uscire?» gli domandai decisa, ma a denti stretti.
«Si... ti passo a prendere io alla solita ora?»
«Ok... allora a dopo!» esclamai chiudendo la conversazione. Non volevo sentirlo ripetere quella parola. Almeno non per ora.
Buttai il cellulare nella borsa.
«Ti farai ancora più male, così...» esclamò Angelica.
«Con Dan ho chiuso... »
«Non importa ciò che farai... sappi che io sono qui!»
Ok. Mi sentivo uno schifo. Mi stavo comportando proprio da immatura, ma volevo fare sentire Dan come mi ero sentita io. Anche se non ero sicura che lui provasse per me, ciò che io provavo.
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Ad ogni costo
RomansaLuna e' all'apparenza una brava ragazza come tante, con un carattere forte. Daniel sembra invece il solito ragazzaccio maleducato da tenere alla larga. Ma le cose non sono mai come appaiono. Due giovani sconosciuti costretti a convivere, una fami...
