Mi grattai il naso con il fazzoletto mentre Andrea rideva in quel suo modo stupido, quasi a singhiozzo e Alberto ricordava a tutti e diceva a me, come Andrea aveva sputacchiato delle noccioline marce addosso ad una ragazza che ci stava provando con lui, strisciando il seno prosperoso sul braccio allenato del mio amico. Un pezzettino di nocciolina finì direttamente nello scollo a v della sua maglietta fina ed un Andrea ubriaco dopo averlo fatto le dedicò perfino "questo piccolo grande amore", una strofa che centrava con il suo abbigliamento. Si sarebbe preso uno schiaffo se l'ubriachezza non l'avesse fatto barcollare indietro.
Mi venne da ridere anche a me al pensiero e poggiai la testa sulla tavola, ridendo e facendo vibrare il mio corpo.
Quella mattina era dedicata al mercato vittoriano. Non ci sarebbe nemmeno stato nel nostro programma di gita qualcosa di così lontano dai musei e castelli se il prof di educazione fisica non fosse un amante spassionato di dischi, e da quanto diceva internet quello era il posto perfetto per i collezionisti sia di dischi che di libri, ma anche un bel posto per trovare souvenir e ricordi unici ed inusuali.
Il mercato era uno di quelli chiusi, un grande tetto in vetro ci sovrastava e la luce entrava obliqua e flebile fra le bancherelle. Scoprimmo che comunque anche quello era un posto storico, la Mantelli ci spiegò che fu disegnato da un ispettore comunale, William Harpur e venne inaugurato nel 1891, dove cent'anni prima vi era il mercato degli agricoltori. Circondato da centri commerciali e negozi il mercato manteneva vivo il ricordo del passato ed era bello vedere come qualcosa di così caratteristico era rimasto immutato nel tempo mentre intorno a lui cambiavano i brand, i marchi e i negozi si rinnovavano per sopravvivere.
Noi entrammo dall'entrata principale quella in St. Mary Street e subito fummo accolti da un imponente orologio dentro il central market. In gruppo circondammo la professoressa mentre deliziata ci raccontava come questo orologio era stato fabbricato nel 1963, dalla compagnia di Smith of Derby e fu restaurato una sola volta nel 2011 per 25 mila sterline. Antecedentemente il primo ed originale orologio fu l'esemplare di H. Samuel, affisso dal 1910. Ci raccontò che le sue lancette sempre puntuali segnavano l'inizio e la fine delle mille contrattazioni che avvenivano all'interno di quel mercato chiuso. Adorava sentirla parlare, la voce leggermente roca diventava melodiosa mentre con passione ci faceva lezione di storia e raccontava pillole storiche con gli occhi brillanti. Era l'unica professoressa che vedevo realmente interessata nel suo lavoro, sembrava amarlo e allo stesso modo ci coinvolgeva.
La Giovanardi si piazzò davanti al nostro gruppetto e con il suo tono da sceriffo pronunciò: "Marchnad Ganolog". Io annuì, "bene, sono felice per lei" replicai totalmente confusa dalle sue uscite. L'Anita mi tirò una lieve gomitata nel fianco mentre ridacchiava sotto i baffi, gli altri, più spudorati, ridevano e basta, senza preoccuparsi minimamente. "Significa central market in gallese, ignoranti." Strabuzzai gli occhi, interdetta. "Se nessuno ce l'ha mai detto come credeva che avessimo potuto saperlo?" chiese retorico Alberto, alzando leggermente le braccia per gesticolare. "Ora, grazie a lei, siamo meno ignoranti" continuò ironico Andrea.
"L'unica cosa che dovrebbe entrare in noi è la cultura" pronunciai fiera, rendendomi solamente secondi dopo, conto di quanto la mia frase avesse un doppio senso sessuale al suo interno. Mi grattai la tempia, assottigliando un occhio per la figura fatta, vedendo già sul registro elettronico una nota a nome della professoressa Giovanardi. "Oddio" bisbigliai verso gli altri, quando la Giovanardi smise di camminare fra quei corridoi grigi e si fermò davanti a noi con lo sguardo duro. Al mio fianco i tre dell'Ave Maria, Alessio e le due ragazze ridevano divertite mentre io sentivo già addosso a me il peso della mia lapide. Dovevo appuntarmi di fare quel genere di battute solamente distante dal corpo docente ma potevo giurare di non essermene nemmeno resa conto. Era successo e basta. Alle volte succede di fare una stronzata, succede e basta ma non la programmi. Se potessi programmare la mia vita e plasmarla nel modo che ritengo più consono a quell'ora sarei stata in una spiaggia ad Honolulo insieme a un giovane Leonardo Di Caprio che mi faceva la corte. Tirai dei pugni all'Anita ed Alberto che sostavano al mio fianco, per cercare di farli tacere ma non ce la feci. "Cosa ha detto?" affermò, serrando la bocca subito dopo aver parlato. Chissà se mi voleva mordere.
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The bird has flown away
Подростковая литератураIn una gita scolatica a Cardiff, Noemi, incontrerà Mike Bird, aspirante cantante. Intraprenderà con lui una sorta di amicizia che finirà ufficialmente il giorno del suo ritorno in Italia. Si porterà dietro, per mesi, l'umiliazione della conoscenz...
