Ero al secondo bicchiere di plastica di prosecco quando l'Anita uscì profumata e truccata perfettamente, dal bagno. Non aveva nemmeno bisogno di acconciarsi i capelli perché naturalmente li aveva liscissimi, come se fossero stati appena piastrati.
Mi scolai l'ultimo goccio rimasto nel bicchiere per poi togliere l'asciugamano dalla testa e toccai con mano quel misto fra ricciolini, onde e parti lisce. Sospirai pensando al nido d'uccelli che avevo in testa e mi alzai dalla sedia, lasciando il posto a lei che velocemente me lo fregò mentre io mi dirigevo in bagno.
"Vado a prepararmi" annunciai. Non ricevendo nessuna risposta, andai in bagno chiudendomi la porta alle spalle. Accesi la piastra e mentre aspettai, presi fondo tinta e cipria ed iniziai a stendermi quelle sulla pelle del viso.
Mentre mi stendevo il fondo tinta con la spugnetta sentì la porta aprirsi e bofonchiai un "Ani, sei stata qui dentro un'eternità". La presunta Anita mi piazzò le mani sopra i fianchi per abbracciarmi da dietro. Dallo specchio vidi Andreas abbassarsi per lasciarmi un bacio sulla testa.
Non credevo di riuscire ad abituarmi a tutta quella dolcezza né di essere il tipo di persona che l'apprezzava.
Alzai il viso tenendo nelle mani la spugnetta e il fondo tinta, finendo per poggiare la mia testa contro il suo petto. "Non ti ho mai chiesto com'è per te stare a Roma" affermai. Negli ultimi giorni avevo pensato spesso a come era per lui essere lì senza cari che lo potessero sostenere in quel suo percorso. C'erano i fans ovviamente, e valevano molto, ma magari avere la madre o qualcuno per lei vicino, gli avrebbe dato più forza.
O forse ero io troppo mammona e abituata alla mia comfort zone.
"Mi piace" disse solo, "e sono qui con tutt'altro spirito rispetto all'anno scorso. Non è per tirarmela o cosa ma mi sto facendo il culo, quindi per me starci è bellissimo."
Mi girai fra le sue braccia per non continuare a tenere quella posizione da ritardata con la testa alta. Poggiai il sedere contro il lavandino, mentre lui continuava a stringermi.
"Perché?" Chiesi, "com'era l'anno scorso?" Sapevo dell'incidente che aveva avuto: l'infortunio lo aveva portato a dovere lasciare amici, una volta che era stato accettato al serale. Ma mi chiedevo con che intenzioni era partito.
"Forse meno determinato. Con questo non voglio dire che non lo fossi, perché ero pronto a mangiarmelo il palco, però quest'anno mi sento come se fossi più responsabile verso quello che mi è stato concesso. In più, così come l'anno scorso, continuo a testa bassa per mio fratello. Se non fosse stato per lui non avrei nemmeno iniziato a ballare."
Gli sorrisi. Avevo sempre letto qualcosa su internet. Da quanto avevo capito aveva iniziato intorno ai 14/15 anni, spinto dalle richieste di Daniel, il fratello che voleva vederlo ballare.
"Com'è tuo fratello?"
Lui sorrise, "fortissimo" replicò, "se non fosse stato per lui credo che nemmeno avrei avuto un obiettivo nella vita. È una sorta di guro" pronunciò facendo una leggera risata. Gli sorrisi anche io, caldamente. Ero sicura lo fosse, che fosse diventato una sorta di punto fisso per lui, qualcuno che lo avesse aiutato ad andare avanti, nonostante tutto.
"Guarda dove ti ha fatto arrivare" risposi sorridente.
"Sei andata davvero a spiarmi su internet?" Chiese poi, assottigliando gli occhi divertito.
Scossi la testa, "no" affermai, "ho tirato ad indovinare." Feci spallucce come se nulla fosse, come se stessi dicendo la più totale e sincera verità, quando in realtà avevo girato l'internet per scoprire qualsiasi cosa su di lui, per poi finire anche sul profilo instagram della ex ragazza, anch'essa ballerina.
Si abbassò leggermente su di me per lasciarmi un bacio sulla punta del naso, "perché continui a nascondere la tua anima da dodicenne fan di Fabio Volo, non capisco" pronunciò. "Ti sto per dare una testata" lo avvisai seria. Questa cosa che ora utilizzava la mia lettera come arma a doppio taglio verso di me, non mi stava bene. Doveva rimanere, appositamente, anche per quello, una cosa mia, privata. Mi appuntai mentalmente di offendere Riccardo quella sera, che non avevo ancora avuto il piacere di vederlo.
"Comunque" mi schioccò un bacio sulle labbra, "non so niente di te, tu sei avvantaggiata" replicò come se fosse diventato tutto d'un tratto una star hollywoodiana. "Brad Pitt, calmati" ribattei, facendolo ridere, "quando hai tempo ti spiego la mia vita. Dammi tre minuti, o due, e riesco a riassumertela tutta."
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The bird has flown away
Teen FictionIn una gita scolatica a Cardiff, Noemi, incontrerà Mike Bird, aspirante cantante. Intraprenderà con lui una sorta di amicizia che finirà ufficialmente il giorno del suo ritorno in Italia. Si porterà dietro, per mesi, l'umiliazione della conoscenz...
