Ci sono strani e rari momenti in cui la vita procede alla grande, tanto che ti chiedi: "a quale angolo mi devo aspettare l'ennesima catastrofe?" E cerchi di non pensarci perché sta andando tutto meravigliosamente senza intoppi, ma non ce la fai. Devi guardarti intorno, studiare il perimetro, cercare di non inciampare nei tuoi stessi piedi e vivere sulle punte.
"Che c'è?" Mi chiese Andreas, mentre voltavo lo sguardo da sinistra a destra in quel parco a Roma, vicino alla Tiburtina. Lui era comodamente seduto con un braccio sulla testata della panchina in legno, io rigida con la schiena dritta e lo sguardo attento. "Sto aspettando che qualcosa accada. Tipo una meteore si schianta di noi, qualcuno passa e ci scippa, un albero ci cade in testa, esce fuori da quel laghetto una tua ex come in Ex On The Beach-" stavo blaterando, ero sempre in guardia pronta per difendermi da chissà cosa, ma al suono della risata di Andreas, una sua mano si poggiò sulla mia spalla e mi tirò verso di lui, circondandomi il petto con il suo braccio, mentre la mia schiena stava a contatto un po' con il suo di petto, un po' con la sua ascella e un po' con il legno duro della panchina.
Con l'altra mano mi tolse dalla testa la mia visiera a becco e se la infilò lui in testa, alzando il viso verso il cielo. Faceva freddo ma il cielo era sereno ed azzurrissimo.
La quiete prima della tempesta. Me lo sentivo.
"Ricordati di ridarmi il cappello. Non vorrei fare la tirchia ma è di mio fratello" dissi alzando il viso e intrecciando la mia mano con la sua vicino alla mia pancia.
Si abbassò per lasciarmi un sorridente bacio sulla bocca. "Tu l'hai preso da tuo fratello e io non posso prenderlo a te?"
"Esattamente" replicai.
Era un ricordo che mi ero voluta portare di lui, oltre al fatto che mi piaceva quel cappello blu notte con scritto sopra "leader".
"Con quella sparata su ex on The beach, hai battuto te stessa" cambiò discorso divertito. Io ero ancora convinta che potesse accadere qualcosa del genere. Magari una di quelle anatre nel laghetto si trasformava in quella Maria Grazia con cui stava.
"Se succede, mi butto io nel lago" pronunciai drammatica, stringendomi nel mio bomber blu.
Era iniziato da dicembre da un paio di giorni, il freddo era sceso come una coperta pesante su di noi, se prima era solo un piumino, ora era un pesante piumone che ci ricopriva entrando nelle ossa.
"Non hai freddo?" Chiesi guardando la sua giacca color cachi aperta, che mostrava la felpa amaranto e l'inizio dei jeans blu.
Io avevo intorno al collo anche una di quelle sciarpe pesanti 4,5 kg e lunga 3,50 m. E se lui non me l'avesse tolto anche il mio capellino.
Sotto il bomber un maglione bianco, sotto il maglione una t-shirt e sotto di quella la canotta.
Era molto probabile che tornassi a casa puzzolente per quanto assomigliassi ad una cipolla, vestita a strati, però almeno ero pronta a sfidare il freddo e il gelo.
"Sto bene" rispose, abbassando il viso verso il mio. Alzò il cappuccio della felpa e quello della giacca sulla testa, fino a ricoprire la base del cappello. Alzai la schiena, liberandomi dalla sua presa, per voltarmi un po' verso di lui. Da brava persona quale ero, mi allungai verso di lui e gli chiusi la giacca fino a sotto il mento. Non poteva ammalarsi.
Divertito mi tirò su di se e finì con il busto sopra il suo, la vita girata e le gambe nella posizione iniziale. Una posizione innaturale e abbastanza scomoda ma era bello pure visto da sotto.
Aggiustai gli occhiali sul ponte del naso, tirando via una mano dalla sua e poi entrambe le posizionai sulla sua vita. Alzai il viso, poggiando il mento sul suo petto, per guardarlo.
"Che musica ti piace?" Gli chiedo.
Ci pensò su un attimo, "ascolto maggiormente rap americano, poi se qualcosa mi convince vado anche sul pop, o qualsiasi altro genere. Ascolto un po' di tutto ma prediligo quello" rispose abbassando il viso per guardare il mio, "i tuoi gusti li conosco" pronunciò.
Io sorrisi divertita ricordandomi quel giorno in cui era finito ad avere il mio cellulare in mano mentre questo riproduceva Bisturi Freestyle.
"Non ascolto solo trap o rap italiano" dissi, "posso vantarmi di una grande conoscenza musicale" replicai con voce saccente.
"Quand'è che non ti vanti esattamente?"
"Touché".
La domenica pomeriggio la passammo buttati su quella panchina, io con quella posizione innaturale e lui che mi abbracciava intrecciando le sue braccia che si legavano sulla mia schiena.
STAI LEGGENDO
The bird has flown away
Teen FictionIn una gita scolatica a Cardiff, Noemi, incontrerà Mike Bird, aspirante cantante. Intraprenderà con lui una sorta di amicizia che finirà ufficialmente il giorno del suo ritorno in Italia. Si porterà dietro, per mesi, l'umiliazione della conoscenz...
