Fu il giovedì più pesante, stancante e lungo della mia vita. I minuti, anzi i secondi non passavano mai; era come vivere in loop lo stesso secondo mentre passavamo fra infiniti corridoi di musei e gallerie d'arte che avrei sicuramente apprezzato di più se non avessi avuto quella sensazione perenne di volermi stendere per terra, accucciarmi un po' e dormire.
Credo che assimilai circa due parole di quelle infinite che tutti i prof ci dicevano mentre percorrevamo strade che ci portavano all'ennesimo museo.
Ovviamente la Giovanardi se ne era accorta - come era possibile non farlo - del nostro stato, si fermò davanti all'entrata di uno dei tre musei che visitammo in quella giornata e con il dito ci puntò contro tutta la sua rabbia. "Invece che fara baracca nelle vostre stanze, avreste dovuto dormire!" Esclamò irosa. Fossimo stati nelle nostre stanze, ci saremmo sicuramente appisolati ad una certa. "Io soffro di insonnia" mentì Andrea ridendo. Una scusa così credibile che la Giovanardi era già pronta a passarci lo xanax per quella notte. Mi venne da ridere anche a me, la stanchezza non mi permetteva nemmeno di far finta, di cercare di nascondere e lo colpì lievemente, con un gancio molle, al braccio mentre continuavo a ridere. "Oh" replicò la professoressa falsamente colpita, "mi vorreste dire che tutti quanti, poverini, ne soffrite?"
Annuimmo tutti all'unisono, "esattamente" replicammo, come un piccolo coretto dello zecchino d'oro. "Vi lancio la valeriana in testa la prossima volta che vi comportate in questo modo!" urlò, "stasera veglierò su di voi, come un falco. Alle dieci vi voglio tutti nel vostro prezioso letto, con gli occhi chiusi fra le braccia di morfeo. Chiaro?"
"Scuro." Mi voltai verso Alberto che da sotto gli occhiali da sole potevo immaginare avere gli occhi lucidi per la sua stessa battuta da quattro soldi. Mi gonfiai le guance per evitare di riderle ancora in faccia, ma non riuscì e mi scappò un rumorino dalle labbra serrate e infine una risata catartica. "Che coglioni" sussurrai, giusto per non farmi sentire dalla professoressa irata.
Tornammo nell'hotel con lo sguardo vigile della Giovanardi fisso su di noi. Ci voleva chiaramente bene a noi, teneva al nostro bene e voleva il nostro meglio. Stavamo per andare a sederci sulle poltroncine rosse come il solito, ma quando arrivammo sotto al lampadario in vetro, calpestando lentamente il pavimento mattonellato chiaro, capimmo che era meglio andare in camera, stenderci e fare i pigri fino all'ora di cena che sarebbe arrivata da lì a poco.
Vidi con la coda dell'occhio Mike mentre stavo per avvicinarmi all'ascensore. Sembrava così vispo e sveglio ed essendo io masochista, volevo sapere come era possibile, a meno che avesse dormito più delle quattro ore che avevamo dormito noi.
Andai vicino alla sala da pranzo, dove vi era anche lui con dei bicchieri in mano che impilati portava dentro. "Ehi" salutai, avvicinandolo, oltre alla porta d'entrata. Lo vidi poggiare i bicchieri con delicatezza sul tavolo già preparato. Lui si voltò, "oh, come siamo svegli" ironizzò guardando la mia faccia e la mia estetica generale. I capelli arruffati, che non ero riuscita a pettinare la mattina essendo in ritardo. Preferivo lavarmi i denti piuttosto che rendermi presentabile in quel senso. In ogni caso, ieri sera, mi ero piastrata i capelli quindi ero ironicamente messa meglio degli altri giorni. Indossavo una tuta grigia, un maglioncino verde, avevo delle borse Gucci sotto gli occhi, neanche un filo di trucco, e uno strano colorito giallino da malata.
"Ho dormito quattro ore" mi difesi con la mia voce impastata, "piuttosto tu com'è che sei così vispo?"
"Ho iniziato il turno alle dieci" parlò lui mentre poggiava l'ultimo bicchiere. "Oh" mi lasciai scappare sospirando. "Posso lavorare qui anche io e lasciare la scuola?" gli domandai. Magari mi assumeva lui, però questo sicuramente implicava diventare una schiava mal pagata, quindi forse non mi conveniva. "Ti manca l'ultimo anno, prendi la maturità e poi ne riparliamo" mi sorrise divertito. "Mi sembra giusto che vogliate solo gente qualificata" risposi io. "Solo il meglio" controbatté lui facendomi ridere.
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The bird has flown away
Fiksi RemajaIn una gita scolatica a Cardiff, Noemi, incontrerà Mike Bird, aspirante cantante. Intraprenderà con lui una sorta di amicizia che finirà ufficialmente il giorno del suo ritorno in Italia. Si porterà dietro, per mesi, l'umiliazione della conoscenz...
