Avendo Andreas al mio fianco pensai che non fosse necessario pranzare. C'erano cose più importanti da fare e comunque, non avevo niente da mangiare che non fosse qualcosa di dolce per fare colazione o del caffè. Ed in più ora avevo da pensare sia all'Anita che a mia madre, che ogni tanto mi inviava un messaggio chiedendomi che stavamo facendo. Capivo l'apprensione, davvero, ma così c'era un po' troppa invadenza.
"Ti pare normale?" gli domandai retorica, trovando la giusta posizione con la gamba sopra alle sue mentre con il braccio mi allungavo per stringergli l'addome. Lui si voltò verso il mio viso, ridendo leggermente: "sì?" quasi domandò, "è tua madre, sarà preoccupata." Io annuì. Perché a lui certe cose non capitavano? Ah giusto, era un maschio.
Mi allungai per dargli un bacio sulla guancia, ricordandomi che quella settimana, essendo che c'erano stati i miei amici, il sabato pomeriggio non avevo visto il pomeridiano di Amici. Che pessima persona che ero. Solitamente parlavamo di quanto era stato bravo - o almeno io tessevo le sue lodi - e lui mi diceva quanto era difficile e quanto, però, avere qualcuno che continuasse a remargli contro lo aiutava a dare sempre di più. "Non sono riuscita a vedere il pomeridiano ieri" ammisi, con la faccia nascosta contro il suo petto, "lo recupero in streaming perché sì ma mi dispiace."
Non disse nulla, quindi alzai il viso per guardare il suo che mi stava sorridendo prima di alzarsi leggermente, la schiena rivolta verso il soffitto, un avambraccio posto al mio fianco e l'altro dall'altra parte. Lo guardavo dal basso mentre lui mi sorrideva e pronunciava: "ma come sei piccina." Di primo acchito non compresi. Odiavo quelle espressioni, mi facevano venire i conati di vomito o il ruttino come nei bambini, ma ogni cosa che usciva dalla sua bocca migliorava la mia prospettiva riguardo alle parole, seppur sapevo che le diceva sempre con un retro di ironia, il che fece ridere - in modo imbarazzante e soffocato - anche me.
Si abbassò per darmi un bacio. Infilai le mani fredde sotto la felpa e la t-shirt, venendo a contatto con la sua pelle liscia, mentre dischiusi la bocca. Il suo cappello si tolse mentre la sua testa si inclinava per baciarmi più approfonditamente e finì dietro la mia di testa. Una sua mano rimase sulla mia guancia, mentre l'altra si insinuò sotto al maglione, trovando la t-shirt, e cercò di infilarsi anche sotto di essa trovando la canotta infilata dentro le mutande. "Hai la cintura di castità?" domandò ridendo, distaccandosi dal bacio. Risi anche io e alzai i glutei per sfilare la canotta dalle mutande. Si alzò da me, mettendosi in ginocchio, per togliersi la felpa e appenderla vicinoalla giacca con la scusa che facesse caldo, a me non dispiacque comunque.
Si fiondò subito dopo su di me, mordicchiandomi l'orecchio e facendomi ridere, mentre con la mano destra arrivò a toccare la pelle della mia pancia. Rabbrividì al contatto con il suo tocco freddo, abituandomi, però, presto.
Mi tenne per il fianco mentre tornò con viso sopra al mio per baciarmi.
Misi una mano sulla sua testa, passando fra i capelli cortissimi e l'altra sul collo, per farlo avvicinare il più possibile a me.
Ogni volta con lui mi sembrava di star vivendo il bacio migliore della mia vita. Poi me ne dava un altro e credevo che quello sarebbe il stato il migliore, ricredendomi poi al successivo.
Sembrava sempre pieno di passione e tenerezza tanto da modellarmi fra le sue mani.
Adoravo avere ragione e averla vinta, ma in quei casi non mi importava, mi piaceva essere guidata da lui.
"Un secondo" dissi staccandomi dal bacio, con le labbra rosse e il fiatone. Lui si distaccò lasciandomi un leggero morso al labbro inferiore. Fortunatamente ero sdraiata, altrimenti sarei svenuta cadendo per terra: era stata la cosa più sexy che io avessi mai visto nella mia intera vita. Wiki how impara.
"Sto morendo dal caldo" affermai. Lui si tolse da me e io mi alzai definitivamente dal letto, per togliermi il maglione e poggiarlo su una delle sedie prima di rimanere con la mia t-shirt rossa con scritto "Staff" e saltare su di lui, finendo a cavalcioni sulla sua vita mentre lui era sdraiato.
"A che ora vuoi uscire?" Chiese.
Feci spallucce, "se vuoi uscire, io potrei sempre rapirti e tenerti qui, direi verso le due e mezza, tre?"
Lui annuì, "va bene" replicò solamente prima di dire: "hai il Wi-Fi?"
Io annuì eccitata, "Wi-Fi Gratis per i residenti!"
Oltre al basso costo, quel Wi-Fi gratis mi aveva convinta definitivamente sul posto da scegliere in cui abitare per i prossimi mesi, o forse anni.
Era stato quel fattore X o la famosa ciliegina sulla torta.
"Mi presti il cellulare?" domandò. Ero solita non farlo. Ridevo in faccia a chi mi domandava una cosa del genere ma avevo il dubbio che se gli avessi detto di no, lui avrebbe creduto in falsi amanti o segreti nascosti, che non avevo. Mi allungai sul mio cuscino, ancora sopra di lui, per raggiungere il cellulare, sbloccarlo mettendo il pin e glielo diedi.
"Ti devo far sentire una canzone che è più bomba della peperonata di mia nonna" affermò. Dopo il primo secondo di interdizione, scoppiai in una risata catartica, abbassandomi su di lui, con il viso coperto e schiacciato contro il suo petto.
"Ehi" mi punzecchiò il fianco, "non ridere" pronunciò serio, "è la mia dedica pe' te."
Ovviamente risi più forte ma quando sentì la base di "Quanto 6 Bella" di Entics, alzai il corpo, rimettendomi seduta.
Leggermente confusa lo vidi annuire sul cuscino, preso dalla melodia.
"Quanto sei bella" iniziò, inarcai le sopracciglia, inglobando le labbra nella bocca per soffocare una risata, "sexy lady dimmi che farai stasera, esci con me" la migliore dedica di sempre, "andiamo dove, dove fuori non piove, metti giù il maglione" cosa che già avevo fatto, "spogliati fuori è primavera!"
Era dicembre.
Eh vabbè.
Scoppiai a ridere ancora, riuscendo a dire un "grazie" alticcio e divertito.
Lunedì a lavoro non ne andò bene una.
Le telefonate si trasformavano in discussioni con i clienti, le mie idee pubblicitarie, a quanto pare, non stavano portando nulla di fruttuoso, anzi, perdita di soldi investiti.
Bloccai, perfino, lo scanner con i cinquanta fogli che stavo scannerizzando per archiviare alcuni contratti con i clienti.
In tutto ciò io andai a lavoro assonata e poco conscia di me e dei miei movimenti perché la notte non ero riuscita a dormire ed ero finita per guardarmi in loop la pubblicità di TuttiFruti.
Ora conoscevo a memoria i benefici di quell'attrezzo ma non avevo la minima idea di quello che stavo combinando.
La sera mi buttai sul letto come un bambino che fa un angelo sulla neve, scossi un po' gli arti sulle lenzuola, lasciando le mie tracce e poi fissai, stanca, il soffitto.
Ero stata perfino richiamata quel giorno, varie volte e nella mia situazione di spossatezza mi ero quasi messa a piangere mentre il responsabile della redazione con i suoi modi bruschi e veraci mi spiegava che non dovevo fare le cose alla "cazzo" - e cito.
Il cellulare vibrò al mio fianco, sul materasso. Ero convinta fosse Andreas in quanto non ero riuscita a vederlo per mezzo minuto quella giornata.
Sorrisi naturalmente ma il sorriso svanì quando lessi il messaggio.
Bellina la foto su Whatsapp. Ti ricordavo più grassa.
Non avevo il numero segnato in rubrica ma avevo la bruttissima sensazione che quel messaggio fosse destinato proprio a me, che non c'erano stati sbagli o errori.
Hola hola, we dem boyz.
In sottofondo sto ascoltando la musica dello studio Ghibli, ed è meravigliosa.
Quando sono in corriera e le ascolto, mi sembra di essere da un'altra parte e non so come spiegare la cosa perché così sembra solo strana.
Detto ciò, questo è un capitolo piuttosto corto maaaa poi ci sarà il prossimo (ovviamente, per ragioni di logica.)
Mi sto guardando 13 reasons why.
Premettendo che il Wi-Fi a casa non esiste più e sono costretta a guardarlo in ufficio durante la pausa pranzo quando rimango dentro a mangiare, quindi sono indietrissimo: sono alla 1x6 ed è da due settimane che lo guardo.
Avessi avuto il Wi-Fi a casa non avrei dormito per vederlo perché ho bisogno di risposte.
E poi passo dall'odiare a sopportare alcuni personaggi (tipo Alex) e boh.
In Clay mi ci rivedo molto.
Cooomunque, vi lascio al vostro felice venerdì sera.
Buona serata. 🌸♥️
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The bird has flown away
Teen FictionIn una gita scolatica a Cardiff, Noemi, incontrerà Mike Bird, aspirante cantante. Intraprenderà con lui una sorta di amicizia che finirà ufficialmente il giorno del suo ritorno in Italia. Si porterà dietro, per mesi, l'umiliazione della conoscenz...
