"È una...grande struttura architettonica" affermai guardando l'imponente edificio fatiscente che si apriva davanti ai miei occhi.
Una delle quattro Vele era proprio ferma davanti a me mentre gente passava avanti e indietro come in un corridoio estremamente affollato.
C'era un parcheggio poco più avanti, dopo la sporcizia lasciata sul terreno, sotto il quale stava crescendo dolorosamente dell'erba che cercava di trovare la via fuori dal cemento.
Mi imposi di tenere chiusa la mia dannata bocca perché un conto era fare battute inappropriate in un bar, un conto era farlo nel luogo proprio gestito dalla mafia.
Mi grattai una tempia mentre davvero lentamente scendevo dalla macchina e richiudevo lo sportello dietro di me.
"Ricordami perché siamo qui perché io sono terrorizzata e non so sé riuscirò a muovermi" affermai rimanendo bloccata proprio vicino alla macchina con le mie radice fisse nella strada cementata.
"Per mia madre e perché tu mi vuoi scopare, perciò hai deciso di venire con me."
Alzai gli occhi verso il cielo uggioso, chiedendo alle nuvole perché mi era capitato un compagno di viaggio tanto ottuso, narcisista e disgustoso.
"Ti ricordo che tu e mia madre mi avete obbligati" lo guardai oltre la macchina.
Lui aveva appena chiuso a chiave la Yundai e coraggioso iniziava a muoversi. Stava venendo verso di me.
"Alla fine non lo neghi mai" replicò divertito prima di prendere il mio polso nella sua mano e tirarmi leggermente. "Andiamo, dai" affermò, "se non dici nulla di imbarazzante, ti prometto che domani andiamo al mare."
Guardai la sua nuca. Mi stava praticamente trascinando verso l'edificio a triangolo fatiscente di un grigio ammuffito misto ad uno sporco bianco.
"Anche se non ti piace?" Domandai sorpresa, rendendomi conto di quanto sembrassi una bambina.
Lui si voltò sorridendomi lieve, "anche se non mi piace" affermò, facendo sorridere anche a me.
Odiavo quando si comportava così e non mi dava motivi per odiarlo.
Ci fermammo davanti ad una delle tante entrate di una delle quattro Vele. Di base l'entrata era più un'apertura che portava dentro la grande struttura architettonica altamente complicata. Chiunque l'avesse realizzata in primis era un dannato genio fuori dagli schemi. Vi erano corridoi che incontravano altri corridoi, che portavano a diversi piani. Corridoi sfasati che nascondevano parti, altri corridoi che le mettevano in luce, nascondendone altre.
Era una sorta di labirinto, pieno di porte, passaggi, sottopassaggi, corridoi e balconi.
Mike doveva fumare.
L'avevo visto, credo, tre volte fumare e il fatto che trovassi estremamente sensuale il modo in cui aspirasse il fumo, tenendo la sigaretta fra il pollice e l'indice, mentre socchiudeva gli occhi, era alquanto irritante. Ed imbarazzante.
Ed Andreas non si faceva sentire, il che rendeva tutto più confuso.
Andreas del cazzo.
E menomale che io ero la sua fottuta Venere.
Tu hai una fottuta Venere fra le mani - per quanto diceva lui poi, io non mi ci ero mai sentita - e ti permetti di lasciarla cadere?
Andreas del cazzo.
Alzai lo sguardo incontrando quello di Mike silenzioso, che aspirava dalla sigaretta con gli occhietti socchiusi e quell'alone da dannato sensuale ragazzo.
"Porca puttana" affermai, mettendomi subito dopo una mano sulla bocca.
Io trovavo nuovamente interessante Mike. Dannatamente sexy anche, ma quello era un altro discorso.
In un secondo di illuminazione mi ero accorta che la parte da psicopatica che si nascondeva dentro di me, era nuovamente uscita a gran voce e voleva sapere letteralmente ogni cosa che poteva anche solo essere collegata a Mike.
"Che c'è?" Chiese gettando il mozzicone per terra prima di spegnerlo con la punta dei suoi stivaletti marroni.
Scossi la testa, inglobando le labbra nella bocca. "Nulla" farfugliai, volendo sbattere la testa contro il cemento delle Vele per far uscire quella malsana idea di premere le mie labbra contro quelle del ragazzo scontroso e maleducato davanti a me.
Ti ha trattata di merda, mi ricordò la parte ancora funzionante del mio cervello.
Era vero e perciò cercai di calciare quella speranza che avevo di redimere Mike.
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The bird has flown away
Teen FictionIn una gita scolatica a Cardiff, Noemi, incontrerà Mike Bird, aspirante cantante. Intraprenderà con lui una sorta di amicizia che finirà ufficialmente il giorno del suo ritorno in Italia. Si porterà dietro, per mesi, l'umiliazione della conoscenz...
