Quarantotto

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Cinque ore e ventidue minuti dopo, arrivai a Scampia. Incontrai Mike alla fermata a Roma e da lì divenimmo adorabili e inseparabili compagni di viaggio, più o meno.

Nelle ore vissute insieme litigammo riguardo alla partita di scala quaranta a cui stavamo prendendo parte con una giovane coppia sposata, riguardo ai posti - in quanto anche lui voleva stare vicino al finestrino, ma ero arrivata prima io e non glielo avrei mai lasciato -, litigammo perfino per il modo che avevo di respirare, in quanto raffreddata i miei non erano respiri silenziosi e taciturni, ma respiri pesanti e rumorosi.

Scesa dal treno fui completamente terrorizzata. La bambina di tre anni che aveva ancora paura del buio uscì a gran voce e mi urlò di tornarmene a casa con la mia piccola coda e i miei pre giudizi fra le gambe.

Siamo nel 2016, mi ricordò il mio cervello, la guerra alla mafia esiste da anni, qui a Scampia è stata debellata per la maggior parte la camorra, e dove abiti tu hanno fatto un blitz un paio di mesi fa eppure tu hai continuato a vivere senza paura.
Respirai, probabilmente il piccolo paesino di provincia era più pericoloso che Scampia, in quel momento.
Nel 2000, con le guerre fra le bande e lo stato che non interveniva, era ovvio che le mafie fossero il governo, ma stava iniziando ad intervenire, quindi ero al sicuro.

I discorsi non servirono a nulla. Camminai dietro a Mike, facendo andare lui avanti mentre noleggiava una macchina per spostarsi con facilità e mentre ci dirigevamo verso il negozio sentì un lieve scoppiettio che mi portò a chinarmi per terra e urlare: "TUTTI A TERRA!"
Cercai di portare anche Mike con me tirandolo per i lembi della giacca ma lui si limitò a ridere di me dall'alto, indicandomi con lo sguardo un ragazzino che stava giocando con i petardi.

Il commesso del noleggio macchine,  mi guardò di sottecchi, stranito dal mio essere così attaccata a quel ragazzo.
Ero la sua ombra. Questo solo perché credevo che da un momento all'altro due tizi in mutande sarebbero entrati dal negozio con due fucili puntati verso l'alto, e se fosse successo avrei spinto Mike così da far essere lui la prima preda ed avere io il tempo di scappare.

Uscimmo ed una volta che fummo fuori, lui iniziò a giocherellare con le chiavi della Yundai nera che aveva noleggiato.
"Noemi, non ti spareranno da un momento all'altro, tranquilla" seppur fossi dietro di lui potevo vederlo sorridere divertito. "Hai visto troppa tv" continuò ridendo.
"Guarda che si basano su fatti reali."

La sua risata ci accompagnò fino alla macchina nera, nella quale entrammo.
"Secondo te questa macchina, l'ha guidata qualche camorrista? Perché in tal caso stiamo eliminando le loro tracce, mettendo le nostre."
Scosse la testa e rise, mostrando i suoi denti, e increspando le labbra piene.
"Respira" mi disse, "e cerca di aprire la mente."

In quel momento provai rancore verso mia mamma.

Ad ora di cena, arrivammo nel posto in cui avremmo alloggiato. Stando a sentire Mike saremmo stati via per circa una settimana, almeno io. In sette giorni avrei estinto il mio debito, e stando a sentire mia madre che in realtà preferiva uno sconosciuto a sua figlia, mi sarei rilassata e non avrei più pensato al mio licenziamento.
Tsk.
Come se essere a Scampia insieme a Mike e ai camorristi mi avrebbe fatto dimenticare che Andreas non si faceva sentire da tre giorni, e prima di quei tre giorni si faceva sentire poco perché "impegnato".
Ero sicura lo fosse ma almeno alla sera, non aveva un'oretta da dedicare a me?
Stavo iniziando ad essere irritata e nervosa a pensare ad Andreas, perciò la smisi quando scendendo dalla macchina Mike lasciò le chiavi al preposto davanti alla porta dell'hotel.
Guardai la macchina sfuggire dalla mia vista, sotto la guida del ragazzo con l'uniforme verde dell'hotel.
Non esposi ad alta voce i miei dubbi, sperando che almeno in un hotel esteticamente di fascia alto borghese, saremmo stati al sicuro.
Odiavo i borghesi e la loro faccetta da santi, ma erano le persone che più tenevano alla loro incolumità nei limiti del metro quadrato in cui vivevano, quindi dovevo essere al sicuro.
"Sto diventando bigotta" osservai ad alta voce. Mi stavo infastidendo. Non credevo di poter essere quel genere di persona piena di giudizi, eppure stavo credendo che tutti gli abitanti di Scampia fossero camorristi.
Troppa Gomorra, fra film e serie TV.

The bird has flown awayDove le storie prendono vita. Scoprilo ora