"No no" alzai le mani in difesa, "lo so che lo dite per me, ma ci credo davvero ad Andre". Lanciai uno sguardo sulla pista da ballo, vedendo Anita baciare Michele ma continuare a guardare iAndreas, sempre con la testa leggermente voltata verso la sua direzione.
"Ma ti pare che uno non se ne accorga?" chiese ovvio Alberto, gesticolando piano. "Lo so" ripetei, appoggiandomi contro l'angolo del divano con tutto il corpo, "ma era brillo, divertito dalla situazione e non pensava che sarebbe finita a fare quello..."
Il loro sguardo perentorio e giudicante mi fece vacillare. Sembravo così stupida? Così presa da lui da non accorgermi dell'evidenza?
Eppure ero una persona razionale, sapevo sempre cosa era giusto o meno per me; o quasi. Ma su cose del genere solitamente non sbagliavo, mi limitavo solitamente a sfiduciare il lui in questione e andavo avanti.
In quel momento non ci riuscì, a sfiduciarlo perché io avanti c'ero già andata con l'idea e la consapevolezza che era successo esattamente quello che mi era stato detto da lui stesso. Io sapevo quello che era successo nelle ultime due settimane, i miei amici parzialmente e non avevano vissuto la situazione. Solo io e lui potevamo sapere e il passato portava a certe mie considerazioni, non erano campate in aria.
"Noe" Andrea abbassò il tono, segno che voleva iniziare a parlarmi seriamente, "non voglio vederti infelice, solo...metterti in guardia, ecco. Non riesco a fidarmi di uno che non si accorge manco di venire baciato. Forse si è scostato proprio perché ti ha visto, altrimenti sarebbe rimasto lì. A me viene il dubbio, ma lo dico per te."
"Non penso mi abbia visto perché appena si è scostato, si è guardato intorno per cercarmi..." le mie sembravano scuse campate in aria per difendere qualcuno di indifendibile. Non avevo il paraocchi però.
"O per vedere se tu fossi lì a vedere che stava facendo" ipotizzò Alberto. Oddio, stavo andando in crisi e stavo iniziando a pensare con quella vocina malefica e subdola nella mia testa: "e se avessero ragione?" No, scossi la testa, per poi ripetermi un categorico NO.
Tirai fuori il cellulare dalla tasca della giacca. 23: 43. Voltai il display verso di loro: "andiamo?" chiesi, ero impaziente di risolvere quello che era appena successo, altrimenti mi sarebbero davvero venuti i dubbi verso ogni cosa e avrei finito per divenire paranoica e facilmente irritabile. "Yesss" rispose Alberto alzandosi. Io li seguì per andare a recuperare l'Anita ed Andreas.
Anita era stranamente seduta su una sedia che dialogava con Federica e le toccava i lunghi capelli boccolati. "'mbriacona, si va a casa" pronunciò Andrea mentre le prendeva le mani per aiutarla ad alzarsi. Era chiaro che avesse bevuto ancora nel locale perché era messa molto peggio di quando eravamo entrati, e all'inizio era solo brilla, non sfatta in quel modo. Andai da Andreas prima di salutare tutti per dirgli che noi stavamo andando. "Io vado a casa con Ricky e gli altri" mi disse abbassandosi al livello del mio orecchio, "verrò poi a prendere la macchina domani" continuò. Annuì ed indecisa sul da farsi gli lasciai un bacio sulla guancia, allungandomi sulle punte dei piedi prima di andare via. Riuscì a fare due passi prima di essere tirata indietro dalla mano di Andreas che aveva preso la mia. Fui spiaccicata contro di lui come una zanzara sul parabrezza. Alzai il viso ridendo e pronunciando un "anche meno". Lui abbassò la testa e allungò il collo per arrivare al mio viso, mi tirai su sulle punte dei piedi, per arrivare alle sue labbra e schioccargli un bacio. Non volendo dare spettacolo mi limitai ad un bacetto prima di svicolare via dalla sua presa e salutarlo con la manina.
Salutai gli altri, dilungandomi un minuto con Nico che non vedevo da un po', per poi raggiungere gli altri.
La parte più difficile fu infilare Anita in macchina e farla uscire, la prima volta perché non voleva entrarci e poi si era buttata dentro quasi dando una capocciata alla lamiera della macchina, e poi perché si era addormentata e non voleva spostarsi, e data la capienza della macchina ci veniva difficile trasportarla fuori.
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The bird has flown away
Teen FictionIn una gita scolatica a Cardiff, Noemi, incontrerà Mike Bird, aspirante cantante. Intraprenderà con lui una sorta di amicizia che finirà ufficialmente il giorno del suo ritorno in Italia. Si porterà dietro, per mesi, l'umiliazione della conoscenz...
