"Lo sapevate che il padre di Jason era in quella prigione?" Chiesi entrando nella stanza e gli agenti si girarono verso di me.
"Sì" rispose il capo semplicemente e sgranai gli occhi guardandolo incredula.
"E non avete pensato di dirglierlo prima?" Chiesi acidamente e incrociando le braccia al petto.
"Si sarebbe tirato indietro e a noi ci serve lì" rispose il signore, io scossi la testa indignata.
"SUO PADRE È PAZZO! GLI HA FATTO DEL MALE, HA CICATRICI CHE LO PROVANO, OVVIO CHE SI SAREBBE TIRATO INDIETRO, STRONZO!" Urlai e lui sgranò gli occhi proprio come gli altri, vidi Gabe avvicinarsi verso di me, afferrarmi per il braccio e portarmi fuori dalla stanza.
"Tu che cavolo vuoi?!" Gli chiesi sgrarbatamente.
"Proteggere Jason, come te ma non lo faremo così" scosse la testa e roteai gli occhi.
"Certo, ora uno che mi ha colpito in testa dovrebbe rassicurarmi" dissi e lui sospirò pesantemente leccandosi le labbra.
"Ascolta, voglio bene a Jason, che ti piaccia o no, e vorrei tirarlo fuori da lì ma gli ordini sono ordini"
"Sei il ragazzo" dedussi chiudendo gli occhi in due fessure e lui corrugó la fronte confuso.
"Cosa?" Chiese confuso ma poi sembrò capire.
"Zayn" dedusse e distolsi lo sguardo nel sentire il suo nome.
"Non sono il suo ragazzo, siamo amici, tutto qui" spiegò e lo guardai scettica.
"Ho una fidanzata" aggiunse.
"Oh" dissi sorpresa e rise.
"Già, è la reazione che hanno tutti" rise e si passò la mano tra i capelli.
"Senti, se tutto andrà bene McCann sarà fuori entro un mese, è furbo e sa badare a sé stesso" mi rassicuró e sospirai pesantemente.
"E se non andasse bene?" Chiesi spaventata all'idea che qualcosa possa andare storto.
"Lo tireremo noi fuori" rispose e annuii incerta.
"La bomba a scuola-" cominciai ma lui non mi fece finire.
"Non è stato Jason" scosse la testa e lo guardai attentamente.
Ero stesa sul letto mentre guardavo il soffitto, sospirai pesantemente leccandomi le labbra, mi girai verso la finestra per guardare fuori ma la mia attenzione fu catturata dalla foto incorniciata, una lacrima mi rigó il volto e girai la cornice dall'altro verso per non guardarla.
Mi mancava da morire, forse era per quello che avevo accettato di aiutare la CIA, non per ridare onore alla mia famiglia ma solo per distrarmi, se in quella settimana non avessi speso molto tempo con loro, sarei rimasta casa a guardare le nostre foto mentre mangiavo gelato e piangendo, cosa che non mi andava, non volevo piangere per un ragazzo e tanto meno per tutto il resto.
Sospirai pesantemente alzandomi dal letto, andai in cucina e aprii il congelatore dove vidi una scatola di gelato al gusto di nutella, il mio preferito e quello che Zayn odiava di più sulla faccia della terra, lo trovava terribile, il che era strano visto che lui amava la nutella. Presi il barattolo e vidi che c'era un pezzo di carta plastificato sopra, corrugai la fronte sorpresa e confusa.
-se questo foglio c'è ancora sopra al gelato significa che tutto è andato a puttane e tu sei arrabbiata con me per la storia dell'esercito, questo è solo uno dei miei stupidi tentativi di fare pace, sappi che mi dispiace e ti amo, Zayn-
Lo aveva sempre fatto, cercava sempre di sistemare le cose, anche quando non era colpa sua, chiedeva sempre scusa, era come un vizio il suo, almeno così credevo prima, molto probabilmente dopo Las Vegas i sensi di colpa lo stavano divorando e voleva solo essere perdonato e voleva perdonare anche sé stesso.
Presi un cucchiaio e il barattolo per poi tornare in camera sopra il letto, mangiai il gelato mentre guardavo il vuoto con le lacrime che mi rigavano il volto.
Come era buffa la vita.
Ero una delle persone più popolari a scuola, tutti volevano essere miei amici e molti io li credevo miei amici, eppure in quel momento di bisogno e disperazione totale, io ero da sola, sul letto del mio ex assassino mentre guardavo il vuoto.
Tolsi le lacrime dal volto quando sentii vibrare il telefono e corrugai la fronte chiedendomi chi fosse visto che era un numero sconosciuto a me.
"Pronto?" Chiesi appena accettai la chiamata.
"Questa è una chiamata dalla prigione di North Pole, accetta la chiamata? La chiamata può essere registrato" Sentii la voce di un uomo e sospirai pesantemente.
"Sì" risposi semplicemente.
"Hey, sono Jason" sentii la sua voce.
"Hey" dissi solamente, non mi andava di parlare con nessuno.
"Quanto entusiasmo, e io che avevo chiamato per chiederti scusa per ieri" potei immaginarlo mentre roteava gli occhi.
"Scusa ma non mi va di parlare con nessuno"
"Stai bene?" Sentii la sua voce perplessa e sbuffai sonoramente.
"Tranquillo splendore, non sprecare le tue doti di attore, so che non t'importa veramente" dissi le stesse parole che mi disse lui il giorno prima e lo sentii sospirare.
"Ok, questo me lo merito"
"Oh fidati, ti meriti molto peggio" dissi con odio.
"Se stai formulando una lista di tutte le cose orribili che mi merito per ciò che è successo a Las Vegas, vai pure, io ti ascolto"
Scossi la testa incredula e arrabbiata, come poteva non importargli?
"Non per ciò che è successo a Las Vegas" dissi in un sussurro e sentii un rumore come se si fosse leccato le labbra.
"Allora per cosa?" Chiese dopo aver preso un grosso respiro.
"Per ciò che hai fatto a Zayn" risposi e una lacrima mi rigò il volto, mi alzai prendendo la foto in mano e appoggiandomi alla parete.
"Lo hai trasformato in un assassino! Lo hai reso un assassino, hai macchiato la sua anima! Conosco Zayn! Lui non è cattivo, lui non è come te!" Scivolai fino a toccare il pavimento mentre guardavo la foto, il suo sorriso, i suoi occhi, la sua mano sulla mia, le nostre dita intrecciate.
"Pensi che non mi incolpi per quello? Credi che io non lo sappia? Non credi che ho tentato di rimediare a ciò che abbiamo fatto? A ciò che io fatto?!" Chiese, sentii il suo respiro veloce mentre parlava e chiusi gli occhi mentre le lacrime mi rigavano il volto.
"No" risposi semplicemente mentre spingevo la testa all'indietro verso la parete.
"Non mi conosci, ecco perché"
"Certo che ti conosco!"
"Sei egoista e straffottente e anche stronzo! Cerchi di giustificare le tue orribili azioni dicendo che c'era un buon motivo ma non cambia niente, le azioni orribili rimangono comunque azioni orribili!" Dissi lanciando la foto contro la parete mentre le lacrime mi rigavano il volto.
"A Jason importa solo di Jason" aggiunsi con voce bassa voce chiudendo la chiamata.
Apooggiai il telefono accanto a me per terra, rimasi in quella posizione per un po', non sapevo quanto ma poi mi dovetti alzare quando sentii il campanello, aprii la porta e vidi una ragazza bionda e gli occhi azzuri mentre mi guardava con odio.
"Che cazzo hai fatto a mio fratello?!"
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B I Z Z L E
Fanfiction"Lo chiamano Bizzle" "chi?" Chiesi confusa mentre loro mi guardavano increduli. "Jason McCann" rispose Zayn e mi girai verso di lui mentre corrugavo la fronte. "Verrà a scuola qui?" Chiesi alzandomi in piedi e lui annuì. "Non ci posso credere, non p...
