Jason's p.o.v.
Sentivo un dolore atroce al petto ma non era niente a confronto a quello che sentivo alla testa. Chiusi lentamente gli occhi e feci dei grossi respiri mentre cercavo di respirare facilmente ma le costole rotte non lo rendevano facile.
"Sarebbe molto più facile, perché vuoi rendere tutto così difficile?" Sentii la voce di Ketusha alle mie spalle e mi leccai le labbra sentendo il gusto del sangue.
"Mi piace il dolore" risposi alla sua domanda e rise venendo davanti a me guardandomi divertito.
"Mi sono fidato di te, di Gomez" mi guardò gli occhi e roteai i miei.
"Guardami quando ti parlo" afferrò il mio volto con forza e lo guardai con sufficienza.
"Tu ce l'hai con me perché ho capito che sei stato tu ad uccidere tuo fratello e potrei far rilasciare Matteotti" risi guardandolo divertito e mi sferrò un pugno ma ormai non mi faceva niente, non provavo niente.
"Sei bravo a sopportare il dolore fisico" mi guardò negli occhi ma non dissi niente.
"È da quasi una settimana che andiamo avanti così e non parli" mi guardava perplesso.
"Perché non ho niente da dire" lo guardai negli occhi e lui rise per poi aprire la porta, mi sembrò come de avessi saltato qualche battito cardiaco quando lo vidi.
"Vediamo se lui ci riuscirà" gli fece cenno di avvicinarsi e alzai un sopracciglio e tornai a guardare Ketusha.
"No, non hai solo le palle per continuare, avrai anche ucciso tuo fratello, ma non sei cattivo come vuoi far credere" lo guardai divertito e lui mi guardò scettico.
"No, voglio solo occuparmi della tua troietta"
Se prima mi era parso di aver saltato un battito in quel momento mi sembrò di non riuscire a respirare.
"È solo una ragazzina, mi tenete qui da quanto? 4 giorni? Non ha fatto un bel niente per venire a cercarmi. Molto probabilmente ha lasciato il paese, lasciatela perdere" lo guardai e lui rise scuotendo la testa divertito.
"È con Veronica, sicuramente stanno pianificato qualcosa"
"Occupati di lui" detto quello uscì dalla stanza lasciandomi con quel mostro che avevo tanto cercato, che avevo sempre voluto incontrare, quel mostro che era mio padre.
"Quando eri in prigione ti credevi così forte e guardati ora" rise guardandomi e roteai gli occhi.
"Sono legato ad una sedia, slegami e vediamo chi vince, tanto non c'è nessuno a fermarci questa cosa, o mi sbaglio?" Alzai un sopracciglio e rise scuotendo la testa.
"Ti piacerebbe, ragazzino" lo vidi aprire una specie di astuccio dove vidi vari tipi di coltelli, pugnali e altre cose.
"Ti credi forte ma sei vulnerabile" si avvicinò a me mentre teneva un coltello con la lama molto fina, lui continuava a guardare me ma io avevo lo sguardo fisso sul coltello.
"Tranquillo, questo lo userò dopo" ghignó e distolsi lo sguardo dal coltello.
"In realtà stavo pensando al fatto che se ti avvicini ancora un po' posso prendertelo e dividerti il cranio a metà"
"Non hai paura di morire e di non vedere più la tua ragazza?" Chiese alzando un sopracciglio e scossi la testa.
"Non è la mia ragazza"
"Ovvio" rise guardandomi negli occhi.
"Ma la ami, si nota dal tuo sguardo"
Fui io a ridere mentre alzavo un sopracciglio.
"Certo, perché quello che ha cercato di uccidere suo figlio e lasciato la moglie, sa che cos'è l'amore"
Nobody's point of view.
Lui lo guardava attentamente negli occhi, la porta si aprì e si vide un barile pieno d'acqua, il ragazzo smise di cercare di liberare le sue mani, le corde avevano bruciato la sua pelle, faceva male fare qualsiasi cosa. L'uomo lo guardava divertito nel vederlo così, si avvicinò a lui, tolse le catene che lo tenevano incatenato alla sedia, si alzò velocemente dalla sedia, era sempre stato un ragazzo flessibile, riuscì a portare le braccia da dietro la sua schiena a davanti al petto anche se erano legate, si avvicinò al padre per poi mettere le mani davanti al suo collo e strangolarlo con la corda.
"Dovevo aspettarmelo" rise il uomo scuotendo la testa.
"Come hai fatto ad uscire di prigione?" Chiese lui mentre stringeva di più anche se i polsi facevano male.
"Non sei l'unico che sa evadere da una prigione, ragazzino" lo afferrò dalla spalle e lo fece cadere di schiena a terra facendolo sbattere sulla sedia, un gemito di dolore uscì dalle labbra del ragazzo che non riusciva più a muoversi, in quel momento pensò si essersi spezzato la spina dorsale.
Il uomo rise guardandolo il viso dolorante del ragazzo che era stesso a terra.
"È una vergogna che porti ancora il mio cognome, non lo meriti" lo afferrò per i capelli per poi trascinarlo verso il bidone pieno di acqua.
"E ora torniamo a noi, ti va?" Chiese con un ghigno mentre il ragazzo era appoggiato al bidone mentre lo guardava con odio.
"Con chi lavori?" Gli chiese guardandolo negli occhi.
"Nessuno" rispose e lo afferrò di nuovo per i capelli per poi immergere la testa del ragazzo, ma lui fu velocemente abbastanza da trattenere il respiro così da non soffocarsi con l'acqua. Nemmeno cercò di tornare in superficie, il dolore alla schiena gli impediva di muoversi.
Lo fece tornare in superficie e lui fece un grosso respiro ma fu spinto subito dopo sotto.
"Con chi lavori? FBI, DEA? CIA?" Chiese mentre il ragazzo era ancora sotto acqua, fece entrare l'acqua nei suoi polmoni varie volte e lui lo fece tornare in superficie guardandolo con ira. McCann sapeva che non lo avrebbe ucciso, gli serviva vivo.
"Sei furbo ma solo perché sei prezioso per loro, non pensare di avere la vita assicurata" scosse la testa mentre Jason tossiva per via dell'acqua.
"Sono furbo abbastanza da sopravvivere fino a quando devo" guardò gli occhi del padre e in quel momento realizzò una cosa. Erano uguali ai suoi. Di un marrone particolare, chiaro , limpido, ma comunque spenti e vuoti.
"Potresti sopravvivere tu ma cosa mi dici degli altri?" Chiese ghignando e Jason roteò gli occhi sbuffando sonoramente.
"Pensi veramente che mi importi qualcosa di Gomez? È solo una ragazzina ingenua e facile da manipolare quando mi serve"
"Non parlavo di Gomez" scosse la testa mentre Jason lo guardava perplesso.
"Alexander, persino il tuo fratellastro Zayn, potrebbero morire"
"E che muoiano" fece spallucce mentre si alzava lentamente usando pa parete dietro di lui come appoggio ma cadde a terra appena l'uomo gli diede un pugno allo stomaco.
Jason's p.o.v.
Aprii gli occhi con molta difficoltà, era buio ma era comunque visibile dove ero, una specie di cella dove si moriva di caldo. Mi toccai la testa e sentii il sangue bagnarmi la mano, feci una smorfia di dolore e chiusi gli occhi di nuovo.
Mi alzai lentamente da terra mentre mi appoggiavo alle sbarre che erano troppo vicine l'una e l'altra per passarci attraverso.
Sentivo un dolore atroce in tutto il mio corpo ma quello che sentivo alla testa era il peggiore. Anzi. Nemmeno quello lo era.
Quello che sentivo dentro di me era orribile, mi sentivo abbandonato, senza speranza, sapevo che sarei morto presto, un po' come quando ero in prigione.
"Potresti dire la verità e tutto questo potrebbe finire"
Corrugai la fronte perplesso, mi girai e vidi Gabe seduto a terra mentre mi guardava.
"Gabe?" Chiesi confuso e chiusi gli occhi sentendo un forte dolore alla testa.
"Che cavolo ci fai qui? Dovresti essere con Selena"
"Non sono veramente qui, è l'effetto degli allucinogeni che ti hanno dato" spiegò prendendo in mano una siringa e roteai gli occhi sospirando pesantemente.
"Certo" appoggiai la schiena alla parete che stranamente era fredda, fu una sensazione piacevole.
"Seriamente, digli cosa vogliono sapere così tutto questo finirà" mi fece cenno ma scossi la testa guardandolo con sufficienza.
"Voglio dare tempo a Selena per mettersi al sicuro" risposi e alzò un sopracciglio guardandomi scettico.
"Lei è chi sa dove e non sta facendo un bel niente per salvarti e tu questo lo sai, non spetta a te proteggerla" scosse la testa e sbuffai sonoramente.
"Ovvio che lo so già, sei frutto della mia immaginazione, dici ciò che penso io" roteai gli occhi e mi sedetti a terra sentendomi stanco e stordito.
"Andiamo Jason, sanno già che lavori per noi, con chi altro stai collaborando?"
"Non mi ricordo di essere stato drogato" corrugai la fronte guardandolo attentamente.
"Ovvio, eri svenuto. Sono passati sei giorni da quando c'era tuo padre, ti sei svegliato solo prima, eri ridotto malissimo" spiegò e sgranai gli occhi incredulo.
"Tutto questo è inutile. Sono del cartello, potrebbero scoprire tutto quello che vogliono" chiusi gli occhi visto che sentivo un dolore atroce alla testa.
"È divertente" fece spallucce e aprii gli occhi guardandolo malissimo.
"Oh andiamo, non guardarmi così, sto dicendo cosa pensa una parte di te" alzò le mani in segno di pace mentre rideva.
"Sì, quella stupida, ti prego, non fiatare" lo zittii mentre lui rideva.
"Tu sai che Selena è al sicuro, sai che è così"
"Non è vero"
"Se fosse al sicuro sarebbe riuscita a chiedere aiuto e io non sarei qui" mi leccai le labbra sospirando pesantemente.
"Forse non vuole aiutarti"
"Ti sbagli" scossi la testa e lo vidi alzarsi in piedi.
"Dove vai?" Chiesi corrugando la mia fronte perplesso.
"Via" rispose ovvio ma scossi la testa.
"No no.no, non lasciarmi da solo" mi alzai velocemente ma me ne pentii subito perché per frazione di tempo che a sembrarono secondi, quando tornai a vedere lui c'era più.
"Gabe?" Chiesi scivolando fino a toccare terra mentre guardavo il nulla davanti a me.
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B I Z Z L E
Fanfic"Lo chiamano Bizzle" "chi?" Chiesi confusa mentre loro mi guardavano increduli. "Jason McCann" rispose Zayn e mi girai verso di lui mentre corrugavo la fronte. "Verrà a scuola qui?" Chiesi alzandomi in piedi e lui annuì. "Non ci posso credere, non p...
