Guardavo il soffitto dopo essermi coperto meglio con il piumone visto che faceva freddo, distolsi lo sguardo da quel oggetto così lontano da me e rivolsi la mia attenzione alla ragazza accanto a me e sospirai pesantemente prima di schiacciare la testa sul cuscino, lasciai un verso di lamento uscire dalle mie labbra e alzarmi dal letto, mi cambiai velocemente, presi un pezzo di carta e una penna prima di scriverci un messaggio.
-sto facendo una corsa, se ti svegli e non sono accanto a te è perché sono in palestra, jason-
Misi il pezzo di carta sopra il mio cuscino e presi il borsone, uscii di casa, camminai lungo le vie scarsamente illuminate, sentivo la neve scricchiolare sotto i miei piedi a causa del mio peso.
"Allora Jason, come ti senti?" Sentii la mia stessa voce e roteai gli occhi sbuffando sonoramente.
"Sta zitto" lo zittii o meglio, così speravo.
"Sono nella tua tua ti testa, non puoi dirmi che fare" mi ricordò e sbuffai di nuovo.
"Hai detto a Selena che andavi a correre ma a me no sembra che tu stia correndo"
"Wow, perspicace il ragazzo" lo fulminai con lo sguardo e fece lo stesso.
"Sto solo dicendo che non dovresti mentirle"
"Non mi va di parlare da solo, puoi sparire?" Chiesi mentre entravo nel poligono di tiro dopo aver inserito la chiave nella serratura.
"Wow, adesso entri pure nei covi di criminali"
"Lo sai vero che è ciò che sono e ti rende un criminale anche a te?" Chiesi con un sopracciglio alzato mentre lo guardavo e roteò gli occhi sbuffando sonoramente, io risi e aprii il borsone per poi tirare fuori la mitragliatrice leggera.
"Comunque sia la Gomez è davvero bellissima"
"Ora ti uccido, sta zitto e sparisci" sbuffai sonoramente mentre li guardavo male.
"Non puoi uccidermi, sono nella tua testa" mi ricordò mentre caricavo l'arma con le munizioni.
"Fantastico, sono schizzofrenico ora" roteai gli occhi mentre prendevo la mira.
"Sei solo ubriaco"
"Non è vero, ho bevuto più di otto ore f... hanno drogato i drink!" Capii girandomi verso di lui che mi guardava da seduto.
"Non è stato il cameriere, lo hai visto mentre lo preparava"
"Sì, i primi due" roteai gli occhi e puntai l'arma al bersaglio dopo aver messo le cuffie protettive e gli occhiali.
"Perché sei qui? Hai una mira fantastica" chiese e risi annuendo consapevolmente.
"Perché posso sparare senza uccidere nessuno" risposi alla sua domanda e sparai al bersaglio colpendolo al centro del petto.
"Non è così, lo sappiamo entrambi il perché sei qui" scosse la testa e si alzò avvicinandosi a me.
"Hai bisogno di aiuto, jason"
"Non ho bisogno di un bel niente, sto bene"
Misi la modalità automatica all'arma in modo da spare più colpi velocemente.
"Ti ricordi com'eri prima di Vegas?" Chiese e spostai l'arma abbassandola, mi girai verso di lui e annui mentre lo guardavo.
"Debole" risposi alla sua domanda prima di sparargli dritto in fronte.
Smontai la mitragliatrice leggera di nuovo e la misi dentro al borsone prima di tirare fuori i vari coltelli giapponesi, li lanciai contro il manichino, era una bella sensazione, mi faceva sentire rilassato.
Sentii la suoneria del mio telefono mentre toglievo i piccoli coltelli dal manichino, sospirai pesantemente e mi diressi verso la felpa e presi il telefono dalla tasca prima di rispondere alla chiamata.
"McCann" dissi accettando la chiamata senza vedere chi fosse stato a chiamarmi.
"Non sapevo che si potesse correre in un poligono di tiro" sentii la sua voce e sospirai pesantemente roteando gli occhi.
"E io non sapevo che tu sapessi rintracciare i telefoni" dissi a mia volta e la vidi entrare mentre mi guardava con disappunto.
"Questo posto è chiuso, che ci fai qui?" Chiese incrociando le braccia e misi via il telefono.
"Conosco la proprietaria e ho la chiave" risposi ovvio e roteò gli occhi sbuffando sonoramente.
"Ovvio" risi nel vederla gelosa, era adorabile.
"Sei adorabile quando sei gelosa" la presi in giro beccandomi una occhiataccia, cosa che mi fece ridere ancora di più.
"Non sono geloso" mise il broncio e alzai un sopracciglio guardandola scettica.
"Jason non lo sono!" Incrociò le braccia al petto sembrando una piccola bambina arrabbiata.
"Certo" risi avvicinandomi a lei e sbuffò di nuovo roteando gli occhi.
"E poi la conosco perché è una amica di Zayn, non perché e mia amica" spiegai.
"Perché non sono sorpresa nemmeno di questo?" Chiese facendomi ridere.
"Aspetta ora, sei geloso per me o Zayn ora?"Chiesi beccandomi una occhiata truce da parte sua che mi guardava incredula.
"Come fai a ragirare tutto quanto a tuo vantaggio?" Chiese e feci spallucce afferrando il suo volto mentre la guardavo negli occhi, quei occhi così belli eppure comunque comuni.
"Perché sono un manipolatore, lo hai detto tu" risposi alla sua domanda e distolse lo sguardo dai miei occhi.
"Ero arrabbiata" si giustificò ma scossi la testa.
"È la verità, avevi ragione tu" dissi e mi guardò incredula quando sentì l'ultima parte della frase, io roteai gli occhi sbuffando mentre lei mi guardava vittoriosa.
"Voglio dire, non hai ragione quasi mai ma quella volta sì" mi corressi facendola ridere, toccai dolcemente la sua guancia prima di darle un bacio soffice.
"Non mentirmi mai più, McCann" mi guardò male subito dopo avermi colpito sulla spalla.
"O cosa?" Alzai un sopracciglio guardandola con aria di sfida e la bruna fece lo stesso.
"O me ne vado" rispose facendo per andarsene e sbuffai sonoramente.
"Non usarlo contro di me, Gomez" la afferrai per il polso facendola girare verso di me mentre mi guardava vittoriosa.
"Siete una coppia adorabile" sentii una voce con un accento così dannatamente russo che dava fastidio sentire.
Ci girammo verso la direzione da dove proveniva la voce e vedemmo una ragazza dai capelli neri, lisci e corti, aveva gli occhi azzurri come il cielo e risultavano parecchio visto che indossava indumenti neri.
"Dovresti essere Vlada" dedussi e lei annuì sorridendo mentre veniva verso di me.
"Tu sei Jason, il fratello di Zayn" dedusse anche lei e annui semplicemente prima di stringere la sua mano.
"È un piacere conoscerti, ho sentito grandi cose su di te" disse e corrugai la fronte sorpreso e confuso.
"Tuo fratello parla molto bene di te, sappiamo il perché hai fatto ciò che hai fatto e ad essere sinceri, hai fatto bene" spiegò e sospirai pesantemente distogliendo lo sguardo dai suoi occhi azzurri.
"Sì, beh, lo stato americano non lo ha pensato così" dissi semplicemente e lei rise.
"Sì, loro puniscono quelli che dovrebbero essere considerati eroi e rilasciano quelli che dovrebbero marcire dentro"
"Aspetta, quel tatuaggio" indicò la clavicola della ragazza davanti a noi, Selena si avvicinò a lei con la fronte corrugata.
"È lo stesso che ha Zayn" aggiunse e corrugai la fronte anche io mentre lo notavo, la sua maglietta senza maniche lasciava il tatuaggio in bella vista.
"Perché mio fratello ha tatuato una frase della Abrada?" Chiesi aggressivamente mentre mi avvicinavo a lei dopo aver messo Selena dietro di me.
"Perché lui è la Abrada" rispose e sgranai gli occhi incredulo prima di prenderla per il collo e farla sbattere contro la parete.
"Non si tratta così una ragazza, McCann" scosse la testa ridendo.
"Sei Vlada Kovar" dedussi e lei ghignó mentre mi guardava negli occhi.
"Jason, lasciala" sentii la sua voce dietro di me ma la ignorai.
"Già, lasicala, fratellino"
La lasciai subito quando sentii la sua voce e mi girai verso di lui guardandolo incredulo.
"Zayn?" Chiesi confuso e fece spallucce mentre mi guardava.
"Come è piccolo il mondo" disse semplicemente e lo vidi guardare dietro di me.
"Possiamo parlare?" Gli chiesi e alzò un sopracciglio guardandomi scetticamente.
"E sentirmi dire che non dovrei essere qui e bla bla bla?"
"No, grazie" rispose e sospirai pesantemente.
"Torna a casa, Gomez" le dissi semplicemente senza nemmeno guardarla.
"Col cavolo! Tu vieni con me e lo farai anche tu" si avvicinò a me e la vidi guardare Zayn che la guardava divertito.
"Divertente, ma non prendo ordini da nessuna, Gomez" rise mentre la guardava e lei scosse la testa.
"Zayn" lo chiamò, sembrò come un supplico, sembrava così stanca.
"Vlada tu vai dagli altri e di a loro di procedere con la missione" ordinò alla mora con tono freddo e scossi la testa incredulo quando capii che si era impossessato dell'organizzazione.
La ragazza lo guardò prima di annuire e andare via, vidi mio fratello guardarci attentamente prima di leccarsi le labbra e parlare.
"State bene insieme, sembrate felici"
"Noi non stiamo insieme" dissi semplicemente mentre lui alzava un sopracciglio e rise.
"Certo"
"Guarda che sono serio" lo fulminai con lo sguardo.
"Cosa ci fai qui?" Gli chiesi e fece spallucce.
"Non sono affari tuoi"
"Zayn" lo richiamai e rise di nuovo mentre mi guardava negli occhi, i suoi erano così spenti e vuoti, odiavo vederlo così.
"Zayn un bel niente, McCann" scosse la testa mentre si avvicinava a me.
"Non sono McCann per te, sono tuo fratello maggiore e tu non stai bene per niente" lo corressi.
"Io sto meglio di quanto sia mai stato negli ultimi anni, sei tu che non stai bene o mi sbaglio?" Chiese e distolsi lo sguardo dai suoi occhi.
"Di ad Alex di smetterla di chiamare e non far incazzare nessuno, il cartello Messicano ha gente anche qui" disse semplicemente prima di uscire lasciando me e Selena rincoglioniti uno più dell'altro.
"Jason" mi chiamò Selena dopo aver messo una mano sulla mia spalla, sospirai pesantemente prima di girarmi verso di lei.
"Mio fratello è il capo del cartello Russo, fantastico" roteai gli occhi sbuffando e lei corrugó la fronte perplessa.
"Kovar lo era prima, probabilmente lo ha ucciso e ha preso il suo posto" spiegai e lei scosse la testa con gli occhi lucidi.
"No. No, Zayn non lo farebbe mai" disse e sospirai.
"Non conosci questo Zayn e sinceramente Kovar era un bastardardo, se lo ha ucciso veramente non è che abbia fatto chi sa che cosa" dissi semplicemente e lei mi guardò malissimo prima di colpirmi sulla spalla.
Selena's p.o.v.
Era seduto a terra mentre giocava a solitario, mi aveva chiesto dieci volte se volevo giocare anche io ma rifiutai tutte le volte, facevo pena a giocare a carte. Mentre lui giocava al suo gioco, io gli facevo un massaggio al collo e alla schiena visto che gli facevano male, aveva la pelle così fredda e liscia, si moriva di freddo anche dentro casa visto che il riscaldamento non funzionava, eppure lui se ne stava senza maglietta, non è che mi stessi lamentando della visuale ma non volevo che si ammalasse.
"A che pensi?" Chiesi notando che era pensieroso anche dopo aver finito il suo gioco.
"Cosa pensavi di me la prima volta che ci siamo incontrati?" Chiese lasciandomi spiazzata.
"Beh, io... emmm" cominciai ad andare nel panico e lui rise.
"Se è qualcosa di troppo stronzo non dirlo, ho un cuore anche io" scherzò e risi roteando gli occhi, presi un grosso respiro e pensai alla risposta da dargli.
"Cominciamo con il dire che la prima volta che ci siamo visti mi hai corretta dicendo che eri un serial killer" dissi e lui rise, mi guardava con quei occhi marroni che tanto amavo, erano bellissimi, non erano del solito marrone comune che erano i miei, no, avevano varie sfumature, proprio come lui.
"Credevo che eri un grandissimo bastardo egocentrico e narcista ma anche violento" risposi alla sua domanda e lui si finse offeso portandosi la mano al cuore.
"Hai appena spezzato il mio piccolo cuore" disse e alzai un sopracciglio.
"Quale?" Chiesi e si avvicinò a me.
"Quello che appartiene a te"
Sorrisi involontariamente nel sentire quella risposta mentre arrossivo e lui lo notò visto che sorrise anche lui prima di darmi un bacio veloce.
"Sono curiosa di sapere cosa pensavi tu di me" dissi e rise scuotendo la testa.
"Nah, la tua mente da suora non lo sopporterebbe"
Sgranai gli occhi nel sentire quella risposta mentre lui rideva, si sedette accanto a me e lo colpii sulla spalla mentre lo guardavo scioccata.
"Jason!" Lo richiamai e lui fece spallucce.
"O mio Dio" risi anche io proprio come lui.
"Non sapevo che eri la ragazza di mio fratello e Dio..." si morse il labbro guardandomi facendomi arrossire.
"Hai davvero un bel culo"
Sgranai gli occhi guardandolo incredula e mi coprii il volto con le mie mani, cosa che lo fece ridere.
"E poi eri bellissima con quei jeans neri e quella maglietta della Tommy Hilfiger" aggiunse e spostai le mani guardandolo sorpresa, si ricordava cosa indossavo la prima volta che ci eravamo visti.
"Wow" dissi semplicemente e lui rise facendo spallucce.
"Le cose belle mi rimangono imprrsse" disse a sua volta e sorrisi prima di dargli un bacio a stampo.
"Chi lo avrebbe mai detto che Jason McCann aveva un lato smielato?" Chiesi e rise stendendosi sul divano e trascinandomi con sé prima di cingermi la vita con le sue braccia.
"Avevo scortato di avere un lato del genere anche io" confessò dandomi un bacio tra i capelli.
"Non ti fanno male le costole? Peso" chiesi spostandomu leggermente da lui ma mi impedì di muovermi.
"Non mi fai niente" rispose alla mia domanda.
Rimanemmo così in silenzio a lungo, lui giocava con i miei capelli mentre io disegnava forme immaginare sulla sua pelle del braccio, poi tracciai i contorni dei tatuaggi, erano tutti così belli e sapevo che avevano tutti un significato per lui.
"Mi sono accorta di una cosa" dissi spezzando il silenzio.
"Che ho una pelle perfetta? Lo so già" rise e feci lo stesso.
"Le cicatrici mi rendono hot" scherzò e roteai gli occhi.
"Voglio dire, non è che tu abbia torto ma non è ciò che volevo dire" mi spostai leggermente per poterlo guardare negli occhi.
"Non so quasi niente su di te" dissi seria e si leccó le labbra prima di parlare.
"So cantare" disse e sgranai gli occhi incredula.
"Fallo" lo incoraggiai ma scosse la testa ridendo.
"Ma anche no"
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B I Z Z L E
Fanfiction"Lo chiamano Bizzle" "chi?" Chiesi confusa mentre loro mi guardavano increduli. "Jason McCann" rispose Zayn e mi girai verso di lui mentre corrugavo la fronte. "Verrà a scuola qui?" Chiesi alzandomi in piedi e lui annuì. "Non ci posso credere, non p...
