Si era addormentato.
Lo guardavo dolcemente mentre mi si rivoltava lo stomaco al solo pensiero di quello.
Una lacrima mi rigò il volto nemmeno la tolsi, gli baciai dolcemente la testa tra i capelli corti mentre lo abbracciavo forte.
Il sole ci riscaldava ancora anche se era sera, mi guardai intorno e vidi Zayn venire insieme ad un ragazzo, all'inzio non lo riconobbi perché aveva fatto crescere i capelli ma poi capii che era Alex e sorrisi debolmente, ci tenevano così tanto a lui.
Li vidi correre verso di noi e gli occhi del fratello maggiore diventarono lucidi quando vide i lividi e i tagli sul volto del fratello.
"Jason?" Lo chiamai dolcemente scuotendo leggermente per la spalla.
"Dai, apri gli occhi, c'è Alex" dissi e lo sentii muoversi più vicino a me, sembrava così stanco.
"Non svegliarlo, chi sa da quanto è che non dorme come Dio comanda" Alex si sedette davanti a noi mentre guardava il fratello.
"Mi dispiace tanto" mi scusai e scosse la testa senza distogliere lo sguardo da Jason.
"Non dirlo nemmeno, non è colpa tua" alzò lo sguardo dal fratello e mi guardò negli occhi.
"Lo hai salvato"
"Non è vero, sono stati Ronnie e Zayn" dissi in disaccordo e lui annuì consapevolmente.
"Il piano era loro ma, anche se non lo ammetterá mai, lo stai salvando da sé stesso" sorrise dolcemente mentre ci guardava.
"Se avesse avuto solo noi, ci avresti probabilmente visto in una prigione federale tutti e tre, avrebbe voluto vendicarsi e noi lo avremmo aiutato" sospirò pesantemente e si leccó le labbra.
Aspettammo un po' in silenzio mentre accarezzavo dolcemente i capelli del ragazzo che tenevo tra le braccia, guardai quello che un tempo era il mil ragazzo, stava messaggiando con qualcuno che probabilmente lo aveva fatto arrabbiare, si notava che lo era.
Vidi Justin svegliarsi di colpo e mettersi seduto velocemente con respiro affannato mentre si guardava intorno terrorizzato.
"Jason, Jason, è tutto ok, stai bene, sei al sicuro" il fratello gli toccò la spalla del ragazzo che afferrò velocemente il suo braccio e dargli un pugno dritto in faccia e afferrarlo per il collo facendolo sbattere contro la parete.
"Hey, hey, sono Alex" disse mentre cercava di spostare la mano che bloccava le vie respiratorie.
"Alex?" Chiese confuso e lasciò la presa.
"Alex!" Strinse il fratello forte mentre sorrideva felicemente, gli occhi del fratello diventavano lucidi mentre stringeva il piccolo McCann tra le sue braccia come se fosse la cosa più preziosa che aveva.
"Mi dispiace tanto, sarei dovuto venire qui subito dopo che ti hanno preso" chiese perdono al fratello ma Jason scosse la testa spostandosi.
"È tutto ok, sto bene"
"Infatti ho visto" lo rimproverò il fratello e Jason distolse lo sguardo dagli occhi di Alex.
"Non cominciare, ci sto lavorando ok?" Chiese sospirando e il fratello fece lo stesso.
"Dov'è Zayn?" Chiese confuso e corrugai la fronte anche io.
"In macchina probabilmente, non è in sé" rispose e Jason capii cosa volesse capire.
"Chi lo ha fatto arrabbiare?"
"Mamma" rispose e Jason roteò gli sbuffando sonoramente.
"E dire che volevo andare a trovarla"
"No, hey, tu andrai a trovarla, sta malissimo" il fratello lo guardò severamente e lui alzò le braccia in segno di resa, capii che era meglio se me ne andavo, non era il mio posto, aveva la sua famiglia ora e stava decisamente meglio insieme a loro, notava.
Mi alzai lentamente in piedi e presi un grosso respiro prima di parlare.
"Ora che so che è al sicuro con voi io vado a casa" li informai e li vidi entrambi guardarmi confusi.
"Woah, non così in fretta, splendore" mi fermò quando mi girai per andarmene e tornai a guardare lui.
"Cosa?" Chiese sospirando pesantemente.
"Non te ne vai da nessuna parte da sola, sei in pericolo anche tu" mi guardò negli occhi e feci spallucce come se nulla fosse.
"So badare a me stessa" dissi semplicemente girandomi di nuovo e salii in macchina quando lasciò andare il mio polso.
Aspettai un po' prima di mettere in moto, non avevo veramente il coraggio di andarmene, volevo vedere se sarebbe venuto anche se era una cosa stupida, i fratelli erano venuti dall'Alaska per lui, Zayn aveva lasciato l'addestramento militare per venire a cercarlo, Alex aveva lasciato la sua famiglia, era ovvio che sarebbe rimasto con loro.
Accesi la macchina, mi misi la cintura e tolsi le lacrime dal volto, ero pronta per sfrecciare via, ma proprio quando stavo per togliere il freno a mano, sentii qualcuno bussare alla finestra, corrugai la fronte sorpresa quando lo vidi.
"Sei sorda per caso? Ti avevo detto di aspettarmi" disse aprendo la portiera e salendo in macchina, a quanto pare ero sorda per davvero visto che non lo avevo sentito.
"Dovresti rimanere con Alex e Zayn" lo guardai negli occhi e fece spallucce.
"Lo so ma non voglio"
"Jason" lo richiamai e sospirò roteando gli occhi.
"Guarda che solo perché mi richiami così, non cambierò idea" mi guardò male divertito mentre si metteva la cintura.
"Sono venuti qui per te"
"Ho il resto della mia vita per stare con loro, con te invece no"
"Che cosa?" Chiesi confusa non capendo e mentre guidavo verso il cottage.
"Jason che vuoi dire?" Chiesi visto che non mi rispondeva.
"Lo capirai da sola" disse semplicemente e capii cosa volere dire.
"Non lo hai fatto" scossi la testa e accostai la macchina al lato della strada per poi girarmi verso di lui e guardarlo negli occhi.
"Cosa? Chiamato tuo fratello per dirgli di riportarti a casa? Certo che l'ho fatto"
"Perché?" Chiesi mentre la rabbia si impossessava di me.
"Perché è meglio così"
"Non è vero!" Scossi la testa mentre i miei occhi diventarono lucidi.
"È meglio per te ma non lo è per me!"
"Non m'importa, Gomez, tu tornerai a North Pole e io a casa mia e ci lasceremo tutto questo alle nostre spalle" mi guardò negli occhi, erano di nuovo spenti, vuoti.
"No" scossi la testa mentre lo guardavo con gli occhi lucidi e una lacrima mi rigò il volto.
"Era sempre stato questo il nostro piano, avremmo arrestato il capo e gli altri, tu saresti tornata in North Pole e io in Canada" mi ricordò e sospirai esasperata.
"Quello era prima!" Dissi esasperata.
"Prima? Non è cambiato un bel niente, Gomez"
"Sì invece, mi sono innamorata di te" mi morsi il labbro mentre l'ansia si impossessava di me.
"Ti prego no" scosse la testa e corrugai la fronte non capendo.
"Dimmi che stai scherzando" fu quasi un supplico quello suo anche se non capii il perché della sua reazione.
"No, come potrei mai?" Chiesi e distolse lo sguardo dai miei occhi.
"Vedi? Un motivo in più per andartene"
"Io non capisco" scossi la testa mentre una lacrima mi rigava il volto e tornò a guardarmi negli occhi.
"Non sono quel tipo di persona che si affeziona emotivamente a qualcuno, soprattutto adesso, ho bisogno di stare da solo e sicuramente non posso rimanere da nessuna parte vicino a te" spiegò togliendosi la cintura ma lo afferrai per il polso quando fece per andarsene ma me ne pentii subito dopo quando spostò il braccio.
"Non toccarmi"
"Tu credi che io non possa sopportare tutto questo, non è così? Credi che non potrei sopportare di svegliarmi ogni notte quando ti svegli tu, che io non possa prendermi cura di te. Hai sempre avuto questa idea di me fin dall'inizio, credevi che fossi questa principessina del cavolo che ottiene sempre ciò che vuole e che non ha mai dovuto soffrire come hai fatto tu ma non è così, non sono così" scossi la testa e anche i suoi occhi diventarono lucidi, si leccò le labbra e prese un grosso respiro.
"Il punto è che tu meriti qualcuno che ti stia sempre accanto, qualcuno che ti faccia capire che è tutto ok, qualcuno che sia il tuo punto costante e questa persona non sono io, non lo sono mai stato e non lo sarò mai" scese dalla macchina e feci lo stesso dopo aver fatto sbattere la portiera.
"Non è vero!" Alzai la voce e lui roteò gli occhi avvicinandosi a me.
"NON SO SE TI SEI ACCORTA CON CHI STAI PARLANDO, GOMEZ!" Vidi le sue vene del collo confiarsi mentre i suoi respiri diventavano più corti.
"Pensi di conoscermi ma non è così" si avvicinò a me mentre mi guardava dritto negli occhi.
"Non sai di che cosa sono capace, di che cosa farei se qualcuno farebbe del male alle persone che amo" scosse la testa e si fermò a pochi centimetri da me.
"Non sai che cosa farei se qualcuno dovesse farti del male"
"Allora dovresti prendertela con te stesso perché sei l'unico che lo sta facendo" alzai lo sguardo che avevo abbassato poco prima.
"Te lo avevo detto che sarebbe successo prima o poi, è inevitabile"
"È il tuo metodo di difesa, è diverso"
"Alzi questi muri e allontani tutte le persone che ti vogliono bene, proprio come fai con Alex e Zayn, dici che sono stati loro ad abbandonarti ma la verità è che tu non gli hai lasciato altra scelta"
"E non la stai lasciando nemmeno a me" aggiunsi e distolse lo sguardo dai miei occhi.
"Non dire che poi non ti ho avvertita" scosse la testa dopo aver preso un grosso respiro e sospirai sollevata.
"Non farlo mai più, anche perché con me non funziona, biondino, non ti lascio" sorrisi dolcemente mentre afferravo il suo volto con le mie mani che, a differenza del suo volto, erano calde.
"Sei gelido" osservai e annuì consapevolmente.
"È perché ho perso troppo sangue e il mio gruppo sanguigno è raro, devo aspettare di andare in Canada per fare una trasfusione" spiegò avvicinandosi ancora di più a me e appoggiando la testa sulla mia spalla mentre accarezzavo lentamente il suo collo.
Rimanemmo così a lungo, sembrava calmarsi sempre di più, cinse i miei fianchi con le sue braccia e sorrisi dolcemente ma poi si spostò guardandomi negli occhi.
"Sei comunque l'ex di mio fratello, io emmm- io non voglio creare problemi tra noi due o voi due" scosse la testa e risi scuotendo la testa, era adorabile.
"A Zayn va bene, tranquillo" lo rassicurai e mi guardò sorpreso.
"Da quanto tempo lo sapevi?" Chiese e sospirai pesantemente.
"Da un po'" risposi alla domanda e sospirò anche lui.
"Faccio schifo con queste cose, tipo davvero tanto" rise facendo ridere anche me.
"Abbiamo tempo per lavorarci su" sorrisi e lui fece lo stesso.
"Chi lo avrebbe mai detto?"
"Lo sapevo dal primo giorno che avresti portato solo guai, McCann" risposi e roteò gli occhi scherzosamente.
"Non ti ho detto io di innamorarmi di me, Gomez"
"Hey, hey, non usarlo contro di me" incrociai le braccia al petto fingendomi arrabbiata e fece spallucce.
"Sappi che faccio sempre il contrario di ciò che la gente mi dice" rise facendo ridere anche me.
Lo sentii afferrare il mio volto con le sue mani e sorrisi dolcemente mentre lo guardavo negli occhi, lo vidi guardare le mie labbra prima di mordersi il suo labbro inferiore.
"Fallo" dissi in un sussurro.
Chiusi gli occhi quando sentii le sue labbra sulle mie, su sentiva un lieve gusto di sangue a causa del taglio che aveva sul labbro e che era tornato a sanguinare ma sembrava non importare a nessuno di noi, misi le mie braccia intorno al suo collo mentre le nostre lingue si toccavano l'una con l'altra.
"Che cos'è stato?" Chiesi spostandomi da lui dopo sentii come un pizzichio sul braccio.
"Cos'è stato cosa?" Corrugó la fronte perplesso ma io cominciai a sentirmi debole.
"Cosa mi hai fatto?" Chiesi spostandomi da lui mentre barcollavo.
"Cosa mi- cosa" Non riuscii a finire la frase perché mi sentivo debole e sembrava come se tutto intorno a me girava.
"Shh, è tutto ok, è tutto ok" mise la sua mano sulla mia spalla dopo che si avvicinò a me.
"Non mi sento bene"
"È solo sonnifero, calmati"
"Mi dispiace tanto" afferrò il mio volto mentre io cominciavo a vedere sfocato.
"Ma è meglio così, non devi vedere dove andremo" scosse la testa e poco dopo mi sentii crollare tra le sue braccia.
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B I Z Z L E
Fanfiction"Lo chiamano Bizzle" "chi?" Chiesi confusa mentre loro mi guardavano increduli. "Jason McCann" rispose Zayn e mi girai verso di lui mentre corrugavo la fronte. "Verrà a scuola qui?" Chiesi alzandomi in piedi e lui annuì. "Non ci posso credere, non p...
