"Zayn, em, sono Selena" dissi dopo aver preso un grosso respiro.
"So il tuo numero a memoria, sapevo che eri tu" sentii il suo tono dolce e sorrisi debolmente.
"Scusa se non ti ho chiamato, avrei voluto ma non credevo che tu avresti voluto parlare con me" chiese scusa e sospirai pesantemente scuotendo la testa anche se lui non poteva vedermi.
"Non devi, avrei dovuto chiedere il numero ad Alex prima" mi sdraiai sul letto e guardai il soffitto.
"Andiamo, eri impegnata ad essere la ragazza di mio fratello" scherzò e risi roteando gli occhi.
"È terribile come ragazzo" dissi e lo sentii ridere.
"Jason non è il tipo che si affeziona emotivamente a nessuna, sa che se ne andranno e non vuole soffrire" disse e sospirai pesantemente.
"E così beve e va a letto con chiunque gli passi davanti agli occhi" aggiunse sospirando pesantemente anche lui.
"È una cosa triste" dissi sentendomi triste in quel momento, si era condannato ad una vita di solitudine.
"Ha scelto da solo, in più non c'è mai stato qualcuno che ha cercato di aiutarlo o stargli accanto quando stava male"
"È deprimente" scossi la testa e sospirai ancora.
"Tu come stai?" Chiese dopo aver preso un respiro e mi leccai le labbra prima di fare lo stesso.
"Prima tu"
"Io sto... sto bene credo, ho da fare tutto il giorno, mi impedisce di pensare a tutto ciò che è successo, poi viene la sera e mi sento completamente inutile e solo e arrabbiato, però sto bene" disse e sentii gli occhi diventare lucidi sentendomi in colpa.
"Zayn mi dispiace da morire" dissi e tolsi subito la lacrima.
"Ehi, no, non dirlo nemmeno, sarebbe successo presto o tardi in ogni caso" disse e chiusi gli occhi per impedire alle lacrime di uscire.
"Comunque sia non mi hai detto come stai" mi ricordò e sospirai annuendo.
"Un po' come te" risposi alla sua domanda che mi aveva fatto poco prima.
"Non hai idea di quanto mi dispiace per tutto quanto, non doveva succedere così, avrei dovuto, io avrei dovuto starti lontano e evitare tutto.." non finì la frase perché si sentì una persona che lo chiamava e lui disse che sarebbe andato subito.
"Mi dispiace, devo andare" chiese scusa e sospirai annuendo.
"Va bene, buona notte"
"Pff, quale buona notte, chi cavolo riesce a dormire di notte? fa freddo" chiese facendomi ridere.
"Notte, Gomez"
"Notte Malik" chiuse la chiamata.
Misi via il telefono e corrugai la fronte confusa, pensai che parlare con lui avrebbe fatto andare via quella sensazione di vuoto invece mi sentivo proprio come prima se non peggio. Se non era Zayn a mancarmi, allora chi poteva mancarmi così tanto da farmi sentire vuota?
Jason's p.o.v.
Corremmo verso il recinto mentre gli altri detenuti si picchiavano a vicenda e facevano lo stesso con gli agenti.
Cominciammo ad arrampicarci alla rete, arrivammo fino in cima, lo vidi guardarmi incredulo quando realizzò di essere libero, avrei voluto togliergli quel sorriso dicendogli che ci sarebbe tornato presto ma quello avrebbe rovinato il piano.
Scendemmo da lì con un salto, dire che le caviglie facevano un male della Madonna, il recinto era alto e avevo sempre avuto le caviglie deboli, soprattutto dopo l'ultima volta che ero scappato dalla cella di isolamento.
Sentii un dolore atroce sopra il fianco, toccai il punto dolente e vidi la mano sporcarsi di sangue, sbuffai sonoramente per poi bisbigliare un -merda-.
"Jason attento!" Sentii la voce di Keta e poi mi spinse, vidi un proiettile colpire il punto dove ero poco prima, sgranai gli occhi respirando velocemente per poi ringraziarlo.
Ci sarei rimasto secco.
Cominciammo a correre mentre i proiettile continuavano a colpire gli oggetti intorno a noi, lo afferrai per il braccio per poi andarci a nascondere dietro un pezzo di muro.
"Siamo fottutti" disse e sospirai mentre continuavo a respirare velocemente anche per via del dolore.
"Almeno ci abbiamo provato" dissi sporgendomi in avanti per guardare da dove stessero sparando ma tornai subito indietro quando vidi un proiettile volarmi davanti al naso.
"Stanno sparando dalle torri di perlustrazione" dissi e corrugai la fronte quando vidi una macchina suonare il clacson e venire velocemente verso di noi, si fermò di colpo per poi aprire la portiera al suo fianco e sgranai gli occhi guardando chi era il conducente.
"Che cavolo ci fai qui?" Chiesi guardando la persona negli occhi.
"Sali e non rompere"
Non me lo feci ripetere, non volevo rischiare di morire un'altra volta, Keta fece lo stesso, lei sgommò per poi cominciare a guidare velocemente mentre i proiettili colpivano la macchina blindata.
"Bel salvataggio Gomez" si complimentò lui e lei rise per poi accelerare.
"Non era questo il piano" la guardai e lei fece spallucce come se nulla fosse.
"Non ti volevo lasciare da solo" disse e lo guardai scettico alzando un sopracciglio.
"Tu stai fuori" scossi la testa incredulo e chiusi forte gli sentendo il dolore al fianco.
"Sei ferito?" Chiese incredula e fermandosi in mezzo alla strada provocando la rabbia degli altri conducente.
"Ma che cavolo fai? Continua a guidare!" Indicai la strada e lei mi guardò male prima di tornare a guidare velocemente come prima.
La guardai incredulo mentre lei guidava, non ci potevo credere che era venuta e non potevo crederci che le avevano permesso di farlo, avevo detto più volte agli agenti di non farla venire perché sarebbe stato pericoloso.
Ci fermammo vicino ad un bosco e lui corrugó la fronte non capendo, lei si tolse la cintura per poi darci dei vestiti puliti ad entrambi.
"Cambiati e non allontanarti, non mi fido di te" lo guardò male e lui scese dalla macchina mentre lei prendeva qualcosa dai sedili posteriori, la vidi aprire la borsa e tirare fuori una benda e del alcol per ferite.
"Alza su la maglietta" mi fece cenno di farlo e lo feci per poi girarmi di schiena.
Passò del disinfettante sulla ferita che bruciava da morire, mi morsi il labbro e poi appoggiai la testa sulla finestra, ero esausto, non dormivo da giorni.
"Non dovevi venire" dissi mentre lei bendava la ferita.
"Lo so" disse e sentii le due dita toccare il punto dove c'era la cicatrice sulla schiena e chiusi gli occhi.
"Però volevo" aggiunse e spostai la mano per poi girarmi verso di lei e guardarla negli occhi.
"Non toccarla mai più" dissi con tono freddo e lei corrugó la fronte non capendo.
"È solo una cicatrice, non fa male" disse e distolsi lo sguardo dal suo per poi togliere velocemente la maglietta della prigione per poi indossare la maglietta bianca che mi aveva dato lei.
"Vai a controllare Keta" dissi e lei scesa dalla macchina per poi sbattere la portiera con forza, era strana, sembrava essere diversa, decisamente diversa, era acida e stronza ma comunque la Selena di sempre, era adorabile.
Scesi dalla macchina dopo essermi cambiato anche i pantaloni e le scarpe e mi diressi versi di loro e li notai mentre parlavano.
"Ti prego McCann fai ragionare la tua ragazza" disse disperato e corrugai la fronte.
"Non è la mia ragazza"
"Non sono la sua ragazza" dicemmo allo stesso momento e lui ci guardò scettico.
"Sta di fatto che non dovrebbe venire con noi" disse incrociando le braccia e lei rise scuotendo la testa.
"Senti, non so chi ti credi di essere ma io voglio c'ho che mi spetta di diritto, il cartello era di mio padre quindi ora è mio" disse avvicinandosi a lui ma la afferai per il polso.
"Gomez" la richiamai e si girò verso di me guardandomi rabbiosamente.
"Sta zitto, Jason!" Alzò la voce afferrai il suo volto con le mie mani.
"Hey, hey, calmati" dissi e distolse lo sguardo, mi leccai le labbra prima di prendere un grosso respiro.
"Guardami, guardarmi" dissi tornò a guardarmi negli occhi.
"Tu verrai con noi, non lascerò nessuno e dico nessuno prendere ciò che è tuo, capito?" Chiesi e lei annuì sospirando prima di appoggiare la testa sulla mia spalla e corrugai la fronte prima di accarezzare i suoi capelli.
"Venite, dall'altra parte c'è una macchina con dei nuovi documenti" ci fece cenno di seguirla e lo facemmo.
Eravamo ormai in aereo per andare in Messico, era stato facile passare le dogane, c'erano poliziotti che collaboravano con la CIA ed erano a conoscenza del piano. Mi guardai intorno sentendomi tremendamente a disagio, avevo sempre odiato gli aerei per più motivi, uno era il fatto che avevo il terrore delle altezze, l'altro era il fatto che c'erano così tante persone e avevo sempre odiato i luoghi affollati.
Alla mia destra c'era Keta che dormirva come una sasso, avevo provato più volte a svegliarlo visto che russava come un trattore ma senza alcun risultato, alla mia destra invece c'era Selena che guardava fuori dal finestrino, c'era qualcosa che non andava in lei, non stava bene.
"Gomez" la chiamai e si girò verso di me guardandomi tristemente.
"Che hai? Non stai bene" corrugai la fronte e lei roteò gli occhi per poi tornare a guardare fuori, sospirai pesantemente per poi roteare gli occhi.
"Sono serio, mi stai spaventando" dissi e si girò di nuovo alzando un sopracciglio.
"Oh davvero?" Chiese scettica.
"Sì, perché a differenza di ciò che credi tu, a Jason non importa solo di Jason" risposi e distolse lo sguardo di nuovo e sospirai.
"Senti se non vuoi venire ti lascio al prossimo scalo e torni a casa, sinceramente per me è molto meglio così"
"Non è quello il problema, il problema è che io voglio venire!" Mi corresse e corrugai la fronte.
"È casa tua, non è un problema, anzi" dissi non capendo e lei sospirò pesantemente.
"Non puoi capire, non torno a casa da anni, si chiederanno che cavolo ci faccio" disse esasperata e alzai un sopracciglio.
"Non torno a casa mia da otto anni, so esattamente come ti senti"
"Tu non ci vai perché non vuoi, io non ci sono andata perché non potevo" mi corresse e sospirai pesantemente per poi passare la mano tra i capelli.
"Non è solo questo che ti turba, sei strana"
"È da quando sono uscita di prigione l'altro giorno che mi sento così" disse e risi, lei invece mi guardò malissimo.
"Si chiamano sensi di colpa, splendore" dissi e lei corrugó la fronte
"E perché dovrei averli?" Chiese incrociando le braccia e alzando un sopracciglio.
"Oh forse perché mi hai colpito talmente forte che mi ha fatto male anche venti minuti dopo??" Chiesi retoricamente e lei scoppiò a ridere beccandosi occhiatacce da tutti e si scusò.
"Te lo eri meritato, splendore" usò il mio stesso tono e sgranai gli occhi incredulo.
"Non è vero!" Scossi la testa mentre era lei a guardarmi incredula.
"Sono solo andato a letto con quella lì e non sono il tuo ragazzo" le ricordai e sbuffò sonoramente scuotendo la testa.
"È disgustoso" disse oltraggiata e risi.
"Oh questo lo dici perché non sei mai venuta a letto con me" dissi e lei sgranò gli occhi per poi colpirmi sulla spalla.
"E non accadrà mai" aggiunse mentre io la guardavo scettico.
"Mai" ripetè e roteai gli occhi.
"Non voglio andare a letto con l'ex di mio fratello, ho dei morali anche io" feci spallucce mentre lei scuoteva la testa e sbuffava facendomi ridere e rise anche lei.
"Hai una risata quasi adorabile per essere... beh, te" mi indicò e lo guardai disgustato.
"Ti prego, non dire mai più che sono adorabile" scossi la testa mentre lei mi guardava divertita.
"Perché? Poi la gente non viene a letto con te?" Chiese e risi per poi sbuffare.
"Per favore, vengono tutti a letto con me" dissi e lei scosse la testa.
"Seriamente, è disgustoso" disse disgustata.
"Oh andiamo, sei solo invidiosa" dissi e lei scosse la testa di nuovo.
"Se non provi dei sentimenti per questa persona, cosa ci provi ad andarci a letto?" Chiese confusa e feci spallucce.
"Em, beh" finsi di pensarci.
"Piacere" risposi ovvio e lei sbuffó incredula.
"Cosa mi dici dell'amore?" Chiese cogliendomi di sopresa e distolsi lo sguardo.
"È solo un illusione, poi sparisce, le persone vanno via, l'amore che credevi di provare si trasforma in odio e rancore che ti fa essere estremamente mentalmente instabile" risposi mentre lei mi guardava tristemente.
"Basta vedere te, splendore" la indicai e corrugó la fronte.
"Dici di non odiare Zayn ma il solo fatto che ti ha mentito e che se ne sia andato ti ha reso mentalmente instabile"
"Io non odio Zayn" mi guardò male e poi corrugó la fronte.
"E non sono mentalmente instabile"
"Allora dimmi perché stai per metterti a piangere" mi riferi agli occhi lucidi e lei distolse lo sguardo sospirando pesantemente.
"Certo che sei bravo a prendere il coltello dalla parte del manico" disse e feci spallucce.
"È una cosa che ho imparato con il tempo" dissi e vidi una lacrima rigarle il volto, sospirai pesantemente per poi toglierla delicatamente e accarezzare la sua guancia, lei spostò la testa di lato e sorrise debolmente.
"Non voglio vederti piangere"
"Perché?"
"Perché sei bellissima"
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B I Z Z L E
Fanfic"Lo chiamano Bizzle" "chi?" Chiesi confusa mentre loro mi guardavano increduli. "Jason McCann" rispose Zayn e mi girai verso di lui mentre corrugavo la fronte. "Verrà a scuola qui?" Chiesi alzandomi in piedi e lui annuì. "Non ci posso credere, non p...
