"Sei serio?" Chiese incredula e sbuffai sonoramente alzandomi dal divano.
"Senti, lasciamo perdere, non mi va di litigare e sono stanco" dissi ma lei scosse la testa e afferrò il mio polso quando feci per andarmene.
"Mi spieghi come ti sia venuto in mente? Come ti sia potuto passare per la testa?! Sapevi benissimo che non ti avrei mai abbandonato!" Si alzò anche lei e la guardai negli occhi.
"No, non lo sapevo, per quello che ne sapevo io, potevi essere salita sul primo aereo per tornare a North Pole" dissi freddamente e lei scosse la testa incredula.
"Wow" disse semplicemente mentre lasciava andare il mio polso.
"Credevo che mi conoscessi meglio di così" vidi i suoi occhi diventare lucidi e sbuffai sonoramente.
"Sono stato per due mesi in una cazzo di cella dove facevano più di 40 gradi e si moriva di freddo di notte, ho scoperto che mio padre era uscito di prigione e che lavorava per il cartello Messicano, oh e tra l'altro mi ha torturato per giorni e non lo ha fatto solo lui. Morivo di fame, avrei mangiato qualsiasi cosa, sentivo un dolore costante allo stomaco, il mio intestino contorcersi, l'unica acqua che bevevo era quella che facevo entrare nei polmoni mentre cercavo di annegarmi per fargli smettere! Sono stato lì per mesi! Hanno minacciato Alex, Zayn, mia madre e persino Yaser, non sapevo se fossero vivi o morti, proprio come non sapevo dove diamine eri e perché ci mettevi così tanto! Ogni volta che la porta si apriva speravo che saresti entrata tu o Ronnie o FBI e mi sentivo morire ogni volta di più quando non vi vedevo!" La guardavo fissa negli occhi mentre sentivo la rabbia impossessarsi di me, una lacrima le rigò il volto mentre mi guardava dispiaciuta.
"Mi dispiace tanto" disse in un sussurro e feci spallucce come se nulla fosse ma non era così, non lo era nemmeno lontanamente.
"Vado a dormire" dissi semplicemente e andai in camera, sbuffai sonoramente e caddi a peso morto sul letto, ero così stanco che nemmeno mi accorsi di essermi addormentato.
Quando mi svegliai spostai il braccio alla mia destra per abbracciare Selena ma corrugai la fronte quando la mia mano toccò la parte fredda e vuota del materasso, aprii gli occhi dopo averli strofinati e notai che non c'era, mi alzai dal letto mentre ero ancora mezzo addormentato.
"Sel?" Lo chiamai mentre sbadigliavo e la vidi dormire sul divano, sbuffai sonoramente, certo che doveva essere proprio incazzata, senza motivo tra l'altro.
"Gomez" la chiamai scuotendola per la spalla e aprì gli occhi sbuffando sonoramente e guardandomi malissimo.
"Che vuoi?" Chiese acidamente.
"Buongiorno anche a te" roteai gli occhi sbuffando anche io.
"Te l'ho detto ieri sera, non voglio litigare e non ho tempo per farlo" la guardai malissimo e si alzò dal divano con le braccia incrociate.
"Ma sei serio? Sono io che dovrei essere incazzata!"
"Oh ma davvero?" Chiesi con un sopracciglio alzato e guardandolo divertito.
"Te ne sei praticamente andato come se non ti importasse niente!" Disse esasperata e scossi la testa ridendo incredulo.
"Ovvio, è sempre colpa mia" feci un passo indietro e scrollai le spalle.
"Io vado da Zayn a Mosca, non so quanto rimmarró" dissi semplicemente e lei sgranò gli occhi incredula.
"Io non ci resto qui da sola!" Fece un passo avanti ma misi un braccio in avanti per farle capire di non avvicinarsi.
"Io credo che stare lontani sia la cosa migliore per ora"
Guidare per più di 10 ore non era la massima della mia felicità ma era comunque rilassante, c'erano così tante cose stupende da vedere mentre si viaggiava in quel paese immenso. Era incredibile come cambiava l'ambiente, ero partito da una città dove facevano -26°C ed ero arrivato in una città dove ne facevano 3, era bellissimo, i fusi orari un po' di meno, li odiavo da morire ma non mi importava, avevo così tante cose da fare e avrei cominciato con quella che mi avrebbe fatto sentire meglio.
Chiusi gli occhi rillassandomi sotto al suo tocco mentre avevo la testa appoggiata sul cuscino, era così dannatamente rilassante.
"Quindi hai litigato con la tua ragazza e hai guidato per 10 ore solo per venire qui?" Chiese incredula e sbuffai sonoramente.
"Non è la mia ragazza" la corressi e rise quando un verso di dolore uscì dalle mie labbra.
"Ti pago per massaggiarmi la schiena, non per assicurarti che rimanga in una sedia a rotelle" dissi acidamente e rise ancora.
"Hai la schiena piena di nodi e i nervi così tirati, come fai a stare in piedi?" Chiese e feci spallucce.
"Ti ho detto di non muoverti, McCann" mi colpì sulla spalla e roteai gli occhi.
"Ciao, fratellino" sentii la voce di mio fratello e girai il voto verso di lui, lo vidi con la mitragliatrice appoggiata alla spalla e poi la mise a terra.
"Smettila di fartela con le mie ragazze" mi guardò male scherzosamente e risi roteando gli occhi.
"Lo farei ma non sono andato a letto con le tue ragazze" mi alzai indossando la maglietta mentre lui mi guardava con un sopracciglio alzato.
"Per ora" aggiunsi facendolo ridere e risi anche io per poi andare da lui e abbracciarlo.
"Mi sei mancato" disse facendomi sorridere.
"Mi sei mancato anche tu" dissi a mia volta ma poi corrugó la fronte perplesso.
"Dov'è Sel?" Chiese vedendo che non c'era insieme a me e distolsi lo sguardo dai suoi occhi.
"Vi lascio da soli" disse la bionda uscendo dopo la stanza e mio fratello mi guardò negli occhi mentre incrociava le braccia al petto.
"Jason" mi richiamò e sospirai pesantemente.
"Jason niente" lo zittii sedendomi sul bordo del letto e passai la mia mano tra i capelli.
"Cosa le hai fatto?"
"Perché deve essere per forza colpa mia?" Chiesi esasperato e fu lui a sospirare pesantemente.
"Perché è sempre colpa di noi ragazzi" rispose avvicinandosi a me per poi sedersi accanto a me.
"Non le ho fatto niente" risposi alla sua domanda e alzò un sopracciglio.
"Allora perché non sei con la tua mamacita ma a casa mia?" Chiese guardandomi negli occhi e distolsi lo sguardo dai suoi occhi.
"Jason, andiamo, sono tuo fratello, puoi parlare con me, il massimo che posso farti è colpirti in faccia" mi colpì scherzosamente sulla spalla e risi debolmente.
"Stavamo parlando di ciò che è successo in Messico" cominciai e sembrò capire.
"Oh merda" sospirò pesantemente e annuì consapevolmente.
"Già" dissi semplicemente e mi morsi l'interno della guancia.
"Crede che sia lei quella che ha sofferto durante quei due mesi ma ero in quella piccola cella, credevo di star impazzendo, credevo che te, Alex, mamma, papà, credevo che eravate tutti morti ormai, che Selena fosse morta, poi ho cominciato a credere che se ne fosse andata senza di me. E io, e io so che faccio davvero schifo ha dimostrare quello che provo, la maggior parte delle volte non lo so nemmeno io ma so una cosa, sento l'aria mancarmi ogni volta che la luce si spegne, ero paranoico prima ma ora sono molto peggio, ogni rumore forte mi da fastidio, l'acqua mi terrorizza a morte e l'idea di essere toccato da chiunque mi fa perdere la testa, ma sì, sono io quello stronzo insensibile" dissi velocemente mentre mio fratello mi guardava dispiaciuto.
"Sento come se mi stesse cadendo tutto addosso" aggiunsi mentre sentivo i miei occhi diventare lucidi.
"Jason andrà tutto bene, sentirti così è completamente normale, dovremmo preoccuparci se non fosse così. Hai vissuto cose traumatiche e ora stai soffrendo ma andrà tutto bene, sei al sicuro, nessuno può farti del male, sono solo ricordi, i ricordi non possono farti del male. In più non sei da solo, hai una delle persone più fantastiche che ci siano in questo mondo e so benissimo quanto a lei importi di te e so che se lei sapesse tutto questo, sarebbe tutto diverso, saresti sul divano insieme a lei, non a 10 ore lontano da lei" mise una mano sulla mia spalla e sorrise debolmente per rassicurarmi e sospirai pesantemente.
"E se non fosse così?"
"Hai sempre me e Alex, avrai sempre me e Alex" rispose e sorrisi debolmente nel sentire la sua risposta.
"Ti voglio così dannatamente bene" dissi e lo vidi sorridere ampiamente.
"Te ne voglio anche io, so che non lo dico o dimostro mai ma è così" disse anche lui e lo strinsi forte a me.
"So che non è facile volermi bene" risi e lui fece lo stesso scuotendo la testa.
"Infatti no" rise e sospirai cadendo a peso morto all'indietro.
"Come avete fatto tu e Selena a finire insieme?" Chiesi dopo aver preso un grosso respiro e lui fece lo stesso prima di stendersi accanto a me.
"Se stai chiedendo consigli di coppia, sono la persona più sbagliata a cui puoi chiedere" rise facendo ridere anche me.
"Beh, hai conquistato la biondina in due settimane" lo presi in giro ma lui corrugó la fronte come se stessi dicendo una assurdità.
"L'hai chiamata la tua ragazza" gli ricordai mentre mi guardava ancora più confuso di prima.
"Smettila di fartela con le mie ragazze" ripetei ciò che disse e poi sgranò gli occhi incredulo.
"Non l'ho fatto veramente" scosse la testa e alzai un sopracciglio.
"Non è la tua ragazza?" Chiese.
"No!" Rispose ovvio e risi.
"Oh merda" si colpì la fronte mentre io ridevo.
"Smettila di deridermi" mi fulminò con lo sguardo ma ciò mi fece ridere ancora di più.
"Però lei ti piace" dedussi e roteò gli occhi distogliendo lo sguardo.
"Non voglio una ragazza" scrolló le spalle e io alzai un sopracciglio guardandolo scettico.
"Jason, sono serio, una ragazza è l'ultima cosa che mi serve" mi guardò malissimo.
"Oh andiamo, a lei piaci, a te piace lei, più semplice di così" mi appoggiai sui gomiti e lui scoppiò a ridere.
"Selena ama te, te ami lei, più semplice di così" mi guardò negli occhi e scossi la testa.
"Io non-" non finì la frase perché lui alzò un sopracciglio guardandomi scetticamente.
"Ok, sì ma non è quello il punto" roteai gli occhi sbuffando.
"Cosa aspetti? La chiamata divina?" Chiese scherzosamente e mi colpì la spalla.
"Muovi il culo e vai dalla tua non ragazza, ne ho abbastanza delle tue cazzate" mi fece cenno di andare e risi guardandolo incredulo.
Mi alzai in piedi mentre ridevo e lui fece lo stesso ma poi divenne serio.
"Sono serio, tu ami lei, lei ama te, smettetela di allontanarvi, chi se ne frega di ciò che è successo nel passato? Potreste morire da un momento all'altro, state insieme finché potete" mi guardò negli occhi e sospirai pesantemente.
"Da quando sei così saggio?"
"Ho passato dei momenti orribili anche io" rispose alla mia domanda e poi fece spallucce.
"Oh, e perché era la mia ragazza prima della tua" disse come se nulla fosse.
"Sei sicuro che ti stia bene?" Chiesi con la fronte corrugata.
"Mi sta benissimo, tu meriti di essere felice, te lo devo, lei anche, in più una ragazza è l'ultima cosa che mi serve, poi non sono solo nemmeno io" sorrise.
Spensi la sigaretta schiacciandola con il piede sulla neve, mi guardai intorno a salii in macchina guardandolo un po' prima di assicurarmi che fosse comodo, misi in moto e cominciai a guidare verso casa con mille pensiere che frullavano per la mia testa, erano così tanti che sentivo come se la mia testa stesse per scoppiare, poi, ad un tratto non sentii più niente, un sospiro di sollievo uscì dalle mie labbra ma era troppo tardi per capire cosa fosse appena successo, avevo appena messo a tacere la parte migliore di me, quella razionale.
Fermai la macchina davanti a casa e scesi insieme al mio nuovo amico, presi le chiavi di casa dalla tasca dei pantaloni, aprii la porta e vidi Selena mentre guardava TV sul divano, nemmeno si girò, nemmeno un "hey", nemmeno un "mi sei mancato" visto che ero stato via parecchio, nemmeno un "mi dispiace" visto che era proprio quello che volevo sentirmi dire.
"Ti ho portato una cosa" dissi semplicemente e si girò verso di me guardandomi con sufficienza, sospirai pesantemente e feci entrare il cane, lei sgranò gli occhi incredulo e si alzò andando velocemente dal cane e riempirlo di coccole.
"È il cane di Zayn!" Disse e scossi la testa.
"Non è mai stato il cane di Zayn, lo ha preso per addestrarlo alla difesa per te" spiegai e si girò verso di me guardandomi sorpresa.
"Si chiama Tequila, in ogni caso" dissi e lei roteò gli occhi sbuffando scherzosamente.
"Tipico di Zayn" sorrise debolmente e tornò a guardare il cane felicemente mentre lei scodinzolava felicemente.
"Dobbiamo parlare" disse alzandosi in piedi e scossi la testa.
"No, non dobbiamo"
"Jason" mi richiamò e scossi la testa nuovamente.
"Avevi ragione tu e mi dispiace" scrollai le spalle.
"Non è così e lo sai benissimo" mi corresse e feci spallucce di nuovo.
"Sel, ti prego, sono stanchissimo, ho guidato per ore" chiusi gli occhi e sospirò pesantemente.
"Ovvio" rise scuotendo la testa mentre roteava gli occhi.
"Hai la cena di là se hai fame" disse semplicemente e corrugai la fronte sorpreso.
"Come facevi a sapere che sarei tornato oggi?" Chiesi e fece spallucce.
"L'ho preparata ogni sera, sapevo che saresti tornato prima o poi, è una delle tante cose che hai in comune con Zayn" rispose alla mia domanda e poi si leccò le labbra.
"Come il fatto che non mi dirai mai tutta la verità" aggiunse e distolsi lo sguardo dai suoi occhi.
"Mentre eri via ho trovato un lavoro e un appartamento" mi avvisò e sgranai gli occhi scuotendo la testa.
"Cosa? No"
"Avevi ragione sul fatto che era meglio se stiamo lontano per un po'" disse semplicemente.
"Sel, ero incazzato" mi avvicinai a lei e fu lei a scuotere la testa.
"Sei stato tu a dire che si è sinceri quando si è arrabbiati, che c'è una parte di noi a pensarla così"
"Ok" dissi semplicemente scrollando le spalle e lei mi guardò incredula.
"Cosa credevi?" Chiesi alzando un sopracciglio guardandola divertito.
"Che mi sarei messo a piangere, implorato di non andartene?" Chiesi e lei scosse la testa incredula.
"Se è ciò che vuoi fare, fallo, non voglio mica costringerti a rimanere in un posto dove non vuoi stare, voglio dire, ti avrei chiesto di diventare la mia ragazza, ma se vuoi andare, vai"
Feci spallucce mentre lei sgranava gli occhi.
"Che cosa?" Chiese mentre sembrava essere in uno stato confusionale.
"Mi hai sentito" risposi semplicemente e distolse lo sguardo.
"Se hai bisogno di qualcosa o se hai solo la sensazione di essere osservata o seguita o anche aggredita, urla, qualcuno ti sentirà" dissi semplicemente e lei sospirò pesantemente.
"Grazie"
"Per cosa?" Chiesi confuso e fece spallucce.
"Per tutto ciò che hai fatto per me" rispose e sceollai le spalle.
"Sì ma se ti serve qualcosa, qualsiasi cosa, non chiamarmi, ho da fare"
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B I Z Z L E
Fanfiction"Lo chiamano Bizzle" "chi?" Chiesi confusa mentre loro mi guardavano increduli. "Jason McCann" rispose Zayn e mi girai verso di lui mentre corrugavo la fronte. "Verrà a scuola qui?" Chiesi alzandomi in piedi e lui annuì. "Non ci posso credere, non p...
