the truth

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Sentii la porta aprirsi e lo vidi entrare dentro per poi togliersi la giacca e appenderla, io tenevo le braccia incrociate alla braccia, si girò e si portò una mano al cuore dallo spavento mentre mi guardava malissimo.
"Che cavolo fai? Mi sono preso un colpo" mi fulminò con lo sguardo e feci spallucce.
"Mi hai mentito" dissi e corrugó la fronte confuso.
"Su cosa, esattamente?" Chiese ma scossi la testa incredulo per poi andare in salotto mentre sbuffavo.
"No, andiamo amore, di che stai parlando?" Chiese seguendomi e mi girai verso di lui.
"Parlo di te insieme ai fratelli McCann dietro a scuola" risposi e corrugó la fronte.
"Te lo avevo che li conoscevo già" mi ricordò ma scossi la testa.
"Chi è tuo fratello?" Chiesi e distolse lo sguardo roteando gli occhi.
"Non voglio parlare di mio fratello né ora né mai quindi è meglio se molli l'osso" sbuffò cadendo a peso morto sul divano, io invece lo guardai incredula.
"Zayn!" Lo richiamai ma scosse la testa guardandomi negli occhi.
"Mio padre è tornato dalla guerra senza una gamba, scusa se non mi va di parlare di mio fratello!"  Alzò la voce anche se di poco, lo guardai incredula e in quel momento mi sentii una grandissima imbecille, i miei occhi diventarono lucidi e feci per scusarmi ma scosse la testa mentre si alzava.
"Voglio andare a stare dai miei per un po', hanno bisogno di me e io di loro"
Mi superò velocemente per poi andare in corridoi e mettersi la giacca di nuovo, non feci nemmeno in tempo a scusarmi perché lui era già uscito.
Sospirai pesantemente mentre una lacrima mi rigava il volto.
Cazzo.
Ero una grandissima stronza, lui non aveva fatto altro che essere dolce con me, io invece lo trattavo di merda, non mi avrebbe sorpreso se prima o poi mi avrebbe lasciata, si meritava molto meglio, molto meglio.
Presi un grosso respiro per poi prendere la giacca e uscire fuori anche io, quando fui fuori sentii l'aria gelida sulla mia pelle ed entrare dentro i miei polmoni, era più freddo del solito.
Cominciai a camminare per le strade di quel quartiere malandato senza fare attenzione alle persone intorno a me fino a quando non lo vidi afferrare un ragazzo per le spalle e farlo sbattere contro la parete di pietra, potevo vedere il suo sguardo, i suoi occhi erano scuri a differenza delle altre volte, aveva qualcosa di strano, spaventoso.
Lo vidi mentre gli diceva qualcosa ma il ragazzo scosse la testa, lo vidi roteare gli occhi mentre sbuffava prima di afferrarlo per il collo, mi portai le mani alla bocca per poi correre verso di loro.
"McCann!" Lo chiamai ma fu inutile visto che mi ignorò, gli piaceva vederlo così, vulnerabile.
Il povero malcapitato cercava di liberarsi e di prendere aria ma senza riuscirci, eppure Bizzle lo stava tenendo solo con una mano, il volto del ragazzo cominciava ad essere rosso ma a lui non importava.
"Jason, per l'amor di Dio, lascialo stare!" Lo supplicai e roteò gli occhi ma senza darmi retta.
"Il portafogli, razza di idiota" lo guardò dritto negli occhi e il ragazzo, con mani tremolanti, prese il portafogli per poi darglielo, McCann gli sorrise falsamente.
"Ringrazia il cielo che c'è lei o ti avrei già ucciso, cretino" con una mossa agile gli fece sbattere la testa sulla parete e lo lasciò accasciarsi a terra come se nulla fosse mentre io lo guardavo incredula.
"Tutto questo per un portafogli?" Chiesi e mi guardò mentre metteva il portafogli nella tasca dietro dei suoi jeans.
"Ad alcune persone non escono i soldi dal culo, splendore" roteò gli occhi e feci lo stesso mentre sbuffavo.
"Non dovresti uscire da sola in questo posto" mi guardò negli e feci spallucce.
"Non sono da sola, ci sei tu" lo indicai e lo vidi corrugare la fronte confuso.
"Cosa?" Chiesi confusa anche io.
"Hai pianto" rispose indicando il mio volto e toccai la guancia sentendo del ghiaccio su dove le lacrime mi avevano rigato il volto.
"Devo picchiare il tuo toy boy?" Chiese e scossi la testa mentre toglievo il ghiaccio, ma quanto cazzo faceva freddo?
"Dovresti picchiare me visto che sono una cretina" risposi sbuffando e lui rise.
"Non picchio le ragazze e mi piace picchiare Malik" fece spallucce e lo guardai male mentre lui cominciava a camminare.
"Stai diventando viola, Gomez, andiamo a stare da qualche parte dentro" mi fece cenno di seguirlo e lo guardai confusa, pochi minuti fa stava per soffocare un ragazzo e adesso era dolce e gentile? Che cazzo di problemi ha anche lui?
"Tipo dove?" Chiesi e si girò verso di me indicando un bar, annui semplicemente per seguirlo, se lui aveva problemi, ce li avevo anche io visto che invece di cercare il mio ragazzo per chiedere scusa, stavo andando in un bar con un serial killer.
"Cosa hai fatto al tuo toy boy?"   chiese curiosamente mentre entravamo dentro il bar, sospirai sollevata, era così caldo.
"L'ho ferito, e fidati, è difficile ferirlo" sospirai pesantemente mentre appoggiavo la testa sulla mano quando ci sedemmo davanti al bancone.
"C'entra il padre?" Chiese e corrugai la fronte girandomi verso di lui che rise.
"Ti ricordo che sono Jason McCann, so sempre tutto" fece spallucce e roteai gli occhi.
"Tu cosa sai?" Chiesi guardandolo negli occhi.
"Che ha camminato su di una granata e poi Boom! È esplosa facendogli saltare una gamba dall'altra parte" fece spallucce e lo guardai malissimo, lui invece rise di nuovo.
"Sei tu che hai chiesto" si difese per poi chiamare la barista.
"Hey, tu, portaci da bere" chiamò la ragazza che si girò verso di noi.
"Veronica?" Chiese lui incredulo e anche lei sgranò gli occhi.
"Ma quindi sei uscito di prigione per davvero!" Disse sorpresa e lui rise.
"Te lo avevo detto che non mi avrebbero tenuto a lungo" fece spallucce e lei scosse la testa incredula.
"Io credevo che ti avrebbero fatto l'iniezione letale come minimo!" Lo guardò negli occhi e lui rise.
"Mi hanno sparato sei volte e sono sopravvissuto, sarei sopravvissuto anche a quello" disse e sgranai gli occhi.
"Cosa?" Chiesi incredula e lui si girò verso di me.
"Cosa? Avevo il giubbotto antiproiettile" rispose e sospirai pesantemente mentre scuotevo la testa roteando gli occhi.
"Perché vai in giro con la ragazza di Malik?" Chiese a jason e sgranai gli occhi.
"Sì, so chi sei" rispose lei alla domanda che stavo per farle.
"Veronica! Smettila di conversare e lavora!" Lo rimproverò quello che probabilmente era il capo, lei sbuffò sonoramente.
"Questa è la volta buona che lo uccido e lo faccio sembrare un incidente" roteò gli occhi mentre io li sgranavo mai poi scossi la testa, infondo era amica di Bizzle.
"Cosa volete da bere?" Chiese guardando prima lui e poi me.
"Qualcosa di forte, ho bisogno di dormire" rispose all' amica e lei annuì tristemente per poi guardare me.
"Tu?" Chiese e feci spallucce.
"Voglio solo un caffè irlandese" risposi e lei annuì per poi prendere le bevande.
"Dovresti prendere farmaci per dormire, non bere" dissi e si girò verso di me.
"A chi importa in ogni caso?" Chiese guardandomi negli occhi.
"A tuo fratello di sicuro" risposi e distolse lo sguardo dal mio.
"Jason, è tuo fratello, è normale che ti vuole bene"
"Allora perché mi ha lasciato quando ero dentro?" Chiese tornando a guardarmi ma poi sospirò pesantemente.
"Non voglio parlare di questo" scosse la testa e prese il bicchiere con la bevanda alcolica per poi berne un po'.
"Parlare fa bene" dissi e roteò gli occhi per poi leccarsi le labbra.
"Non ho niente di cui parlare, non sono io quello che ha fatto sentire di merda il ragazzo invece di stargli vicino, o mi sbaglio?" Chiese alzando un sopracciglio, quella volta fui io a distogliere lo sguardo.
"Cosa ci succederà? La scuola è crollata" cambiai discorso e bevvi un po' del mio caffè corretto con del Whiskey.
"Alex dice che gli studenti che ne faranno richiesta verranno mandati in scuole in Canada o negli altri stati" rispose dopo aver preso un altro sorso.
"Tu che farai?" Chiesi e si girò verso di me.
"Probabilmente andrò a vedere mia madre, poi non lo so, dipende da che umore sarò" rispose prima di bere un altro sorso.
"Tu?" Chiese e feci spallucce.
"Non voglio lasciare Zayn" risposi e scosse la testa guardandomi negli occhi.
"Lo farà lui" rise mentre continuava a guardarmi per poi finire il suo drink.
"Dio, mi scoppia la testa" si massaggiò le tempie.
"Ringrazia Dio che ne sei uscito vivo, idiota" lo guardai malissimo mentre lui ordinava un altro drink.
"Forse non è ciò che volevo" disse semplicemente e lo guardai tristemente prima di finire il caffè.
"Credi che dovresti seriamente parlare con qualcuno"
"Di cosa? Del fatto che i sensi di colpa mi stanno divorando da quando ho 16 o del  fatto che ho seri problemi problemi d'ira che mi faranno tornare dentro?" Chiese acidamente, io invece lo guardai tristemente.
"Se vuoi ti entrambe le cose" risposi e distolse lo sguardo per poi finire il suo drink in fretta.
"Jason" lo richiamai dolcemente.
"Mmm" rispose semplicemente senza nemmeno guardarmi e con la testa appoggiata sul bancone.
"Non stai rimanendo da tuo fratello minore, nemmeno da Alex, dove stai rimanendo?" Chiesi appoggiando la mano sulla spalla, sospirai pesantemente quando mi accorsi che si era addormentato.
Mi diressi verso un ragazzo e gli chiesi di aiutarmi a portarlo a casa, ne fui sorpresa quando mi aiutò.
Arrivammo a casa di Zayn e gli dissi di metterlo sul letto nella stanza degli ospiti, ringraziai il ragazzo e poi tornai nella stanza, aprii l'armadio cercando una coperta per coprirlo visto che faceva freddo anche dentro.
Presi la coperta per poi rimboccargli le coperte, sembrava essere così in pace in quel momento.
Era quella la stanza dove dormiva il fratello di Zayn, ero così curiosa. Cominciai a frugare tra i cassetti ma cercando di non fare rumore, i primi venti minuti non trovai niente, poi trovai quel dannato foglio con lo stemma della prigione. Corrugai la fronte avvicinandomi alla finestra mentre cercavo di prendere il coraggio per leggerlo.

Polizia dello Stato del Nevada.
Documento di rilascio del detenuto 976539, Jason Drew McCann.
Rilascio richiesto dalla squadra speciale della CIA, il detenuto è stato ritenuto una fonte importante per le indagini su Pablo Gomez.
Firma del detenuto: Jason D McCann
Firma del garante: Gabriel Nolan
Firma di un famigliare (fratello): Zayn Javaad Malik

Mi sentii morire.

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