I want to protect you

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"Quindi avete litigato solo per quello? Chiesi guardandolo e scosse la testa facendomi capire che non voleva parlarne.
"Non voglio parlare di quello, più che altro, che c'è tra te e Gabe?" Chiese girandosi verso di me e guardandomi negli occhi mentre ghignava.
"Non c'è niente tra ne e Gabe" risposi alla sua domanda, alzò un sopracciglio mentre mi guardava scettico e risi.
"O mio Dio!" Sbuffai sonoramente roteando gli occhi mentre lui rideva divertito.
"Sono serio" lo guardai malissimo e fece spallucce dopo essersi leccato le labbra.
"Ok, ok" alzò le mani in segno di resa e mi alzai dal divano.
"Io vado" presi lo zaino che era accanto a me e la giacca verde militare.
"Cerca di tornare a casa sta sera, se passano a controllare ci vado di mezzo io"
"Sissignore" lo presi in giro e mi lanciò il cuscino mentre rideva anche lui.
"Ci vediamo sta sera, prendo anche qualcosa da mangiare" lo informai e annuì semplicemente.
Mi avvicinai alla porta di casa e uscii per poi scendere velocemente le scale, le odiavo, le ho sempre odiate da quando ero piccolo.
Selena's p.o.v.
Ero in camera mia, ero stesa sul letto mentre le lacrime mi rigavano il volto, presi il telefono per chiamarlo, digitai il suo numero più volte ma non riuscii mai a chiamarlo, perché avrei dovuto farlo io? Era colpa sua se avevamo litigato.
Guardai le nostre foto sul telefono, sorrisi debolmente guardandone una, era la mia preferita, risaliva all'anno precedente quando eravamo andati a fare volontariato nel nord dello stato, si moriva di freddo ma lui diceva di non avere freddo, lo sfidai per vedere chi resisteva meglio tra noi due, ci tuffammo nell'acqua gelida del piccolo fiume, inutile dire che ero uscita ancora prima di entrare mentre sentivo la sua risata, lui rimase in acqua mentre nuotava per almeno dieci minuti, poi lo costrinsi ad uscire.
La foto ritraeva me che ero sul bordo mentre gli urlavo di uscire, lui invece rideva divertito.
Sentii vibrare il telefono che avevo in mano e vidi il suo nome sullo schermo, non risposi e lasciai partire la segreteria telefonica.
"Hey, umm.. io volevo chiederti scusa per prima, sono stato un vero coglione. Avrei dovuto dirti di mio fratello, ti ho detto di averti mentito per proteggerti ma la verità è che volevo proteggere lui" lo sentii sospirare pesantemente e lo immaginai mentre si passava la mano tra i capelli.
"Sarebbe più facile chiederti scusa se tu avessi risposto o se fossimo faccia a faccia, ma sono un grandissimo bastardo e non ci riesco a vederti piangere, cosa che probabilmente stai facendo" lo sentii mentre si leccava le labbra e chiusi gli occhi per impedire alle lacrime di uscire.
"Ti amo tanto, da morire a dir la verità, sei la mia piccola principessa e in questo momento vorrei solo tenerti tra le mie braccia. Richiamami, ti amo" il messaggio finì e sospirai pesantemente, sentii la porta aprirsi violentemente e vidi mio padre, la paura cominciò ad invadere il mio corpo mentre lo vedevo avvicinarsi a me.
"Chi era?" Chiese rabbiosamente ma non risposi.
"Ti ho fatto una domanda! Chi era?" Chiese fermandosi davanti a me, mi afferrò per il braccio facendomi sedere davanti a sé.
"CHI ERA?" Urlò e sentii la mia guancia bruciarmi da morire, faceva male ma non glielo avrei mai detto, sarebbe andato da Zayn e per quanto ne so lo avrebbe ucciso.
"Dammi il telefono" porse la mano ma scossi la testa, cercò di prenderlo ma fui più veloce di lui, lo afferrai per scaraventarlo contro la parete sperando che si fosse rotto.
"Pensi di essere furba, stupida mocciosa?" Chiese per colpirmi di nuovo ma non fu quello a farmi più male ma il modo in cui mi chiamò.
"Prova a chiedere di volerne uno nuovo" si avvicinò al telefono per poi prendere il telefono da terra, provò ad accenderlo e mi sentii morire quando vidi lo schermo del telefono illuminarsi, mi sentii molto peggio quando lo vidi inserire la password, probabilmente mi aveva visto metterla qualche volta.
"Zayn?" Chiese incredulo avvicinandosi a me di nuovo.
"Il figlio di quel bastardo?" Chiese ancora e avrei tanto voluto dirgli che almeno suo padre stava facendo qualcosa di dignitoso con la sua vita a differenza sua.
"È lui il tuo ragazzo?" Chiese ma non ebbi nemmeno il tempo di rispondere perché vidi la mia testa girarsi verso l'altro lato, sentii una lacrima calda rigare il mio volto ma a lui non importava niente.
"Ci sei andata a letto, non è cosi?" Chiese e sgranai gli occhi scuotendo la testa.
"Non è vero!" Risposi e mi colpì di nuovo.
"NON MI MENTIRE!" Urlò facendomi sobbalzare.
"Non ti ci voglio più vedere con lui, hai capito? Ti voglio a casa ogni giorno dopo scuola e potrai uscire solo quando te lo dico, sono stato chiaro?" Chiese e sentii suonare il campanello.
"Non ti muovere"
Jason's p.o.v.
Suonai il campanello e aspettai che venissero ad aprire mentre rispondevo ad un messaggio di Alex che mi diceva che il mio braccialetto mortale sarebbe stato disattivato entro la fine della settimana. Sospirai sollevato, sarei stato finalmente veramente libero di andare dove volevo a fare ciò che volevo senza essere tenuto al guinzaglio da nessuno.
Vidi la porta marrone aprirsi e misi via il telefono per poi alzare lo sguardo e vidi il padre di Gomez che mi guardava con rabbia e odio, mi trattenni da ridergli in faccia, pensava che mi avrebbe messo paura? Avrei ucciderlo mentre dormivo.
"Sono qui per Selena, dobbiamo studiare" lo informai mentre lo guardavo negli occhi.
"Selena non c'è"
"La sua macchina è dietro di me e io non sono stupido" scossi la testa mentre continuavo a guardarlo negli occhi.
"Non ti voglio vicino a mia figlia" disse rabbiosamente e ghignai.
"Nemmeno io ti voglio vicino a tua figlia ma non si può avere tutto dalla vita" feci spallucce facendo un passo in avanti in segno di sfida, lo vidi corrugare la fronte ma non era confuso, era sorpreso dalla mia affermazione.
"Non ci vuole un genio per capire che razza di padre tu sei, sono stato con gente come te per anni, non credo che lei vorrebbe sapere cosa succede a quelli come te in prigione, non è così?" Chiesi ghignando mentre lo guardavo.
"Mi stai minacciando?" Chiese a sua volta e risi scuotendo la testa.
"Oh, no, certo che no" risposi.
"Alzi solo un dito su di lei e renderò questo posto il tuo inferno personale" lo guardai seriamente negli occhi e lo vidi deglutire pesantemente.
"Questa è una minaccia, Pablo"
Lo vidi sgranare gli occhi quando dissi il suo nome e risi divertito.
"Jason?" Sentii la voce di Gomez dietro di lui, lui mi guardò malissimo per poi farmi entrare, aveva gli occhi rossi e gonfi, i capelli le coprivano una parte del volto mentre mi guardava dritta negli occhi.
"Andiamo in terrazza a studiare, mi va di stare fuori" mi fece cenno di seguirla, mi girai per guardare il uomo e gli sorrisi falsamente per poi seguire la figlia di sopra, uscimmo fuori e sentii l'aria pungente sulla mia pelle, era freddo na era comunque piacevole, avevo sempre amato il freddo, quando ero a Las Vegas avevo sofferto il caldo come un cane.
"Stai bene?" Chiesi guardandola e annuì debolmente per poi prendere un grosso respiro.
"Cosa dobbiamo studiare oggi?" Chiese sedendo e notai come cercava di coprire il volto con i suoi capelli, corrugai la fronte avvinandomi a lei che nemmeno se ne accorse, mi abbassai al suo livello e la vidi guardarmi confusa, presi un grosso respiro mentre avvicinavo la mano ai suoi capelli, la vidi spostarsi istintivamente e guardarmi negli occhi.
"Non voglio farti del male" scossi la testa e vidi i suoi occhi diventare lucidi, spostai delicatamente i suoi capelli e vidi la sua guancia rossa a differenza dell'altra.
"Io lo ammazzo" mi alzai velocemente per poi spostarmi ma mi afferrò per il polso.
"Non voglio vederti in prigione a causa mia" scosse la testa mentre le lacrime le rigavano il volto e feci ciò che mi venne più naturale, la strinsi forte a me mentre le accarezzavo la schiena dolcemente.
"Voglio portarti via da qui, non sei al sicuro qui" afferrai dolcemente il suo volto con le mani e la guardai negli occhi.
"Sono in una terrazza con serial killer" scherzò e sorrisi sospirando sollevato.
"Si ma questo serial killer farebbe di tutto per proteggerti"
"Perché?"
"Sono un filantropo" scherzai facendola ridere leggermente.
"Certo" disse scettica e sorrisi.
"Dovresti andare a stare dal tuo Toy Boy" dissi seriamente e distolse lo sguardo.
"Abbiamo litigato e non posso andare da nessuna parte"
"Io sono sicuro che se vi vedreste faccia a faccia fareste pace"
"Mi aiuterai?" Chiese e feci spallucce.
"Potrò uccidere tuo padre?" Chiesi a mia volta e mi guardò negli occhi per poi scuotere la testa.
"È pur sempre mio padre"
"Credo di non poterlo capire" scossi la testa dopo aver preso un grosso respiro.
"Studiamo? C'è il compito domani"
"Studiamo" risposi alla sua domanda.

Selena's p.o.v.
Non ci potevo credere, lo stavo per fare per davvero.

B I Z Z L ELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora