"Ciao piccola" salutò la ragazza appena entrò in casa, lei sorrise felicemente e corse verso di lui mentre lui faceva cadere a terra la borsa con i vestiti a terra, poi la strinse forte a sé.
Sospirai pesantemente distogliendo lo sguardo.
"Mi sei mancato, stai bene? Perché sei dimagrito così tanto?" Chiese tutto ad un fiato al mio ex e lui sorrise debolmente, accarezzò delicatamente il volto della bionda e annuì.
"Starò bene" rispose semplicemente e lei sorrise prima di stringerlo forte a sé, la sua relazione era così pura e così salutare .
"Devo andare a lavoro, ci vediamo dopo" la avvisò lei, lui annuì semplicemente prima di darle un bacio sulla fronte.
"Guida piano"
Sorrisi nel sentire quella frase, mi ricordai l'anno precedente quando stavamo ancora insieme e mi diceva sempre di guidare piano visto che le strade erano sempre ghiacciate.
Lei andò via, lui sospirò pesantemente e la seguì con lo sguardo mentre lei usciva dalla baita, si girò verso di me e mi guardò negli occhi, conoscevo bene quello sguardo, mi alzai lentamente dal divano e mi avvicinai altrettanto lentamente mentre lui non si muoveva nemmeno di un millimetro.
Lo guardai dispiaciuta prima di stringerlo forte a me, all'inizio continuò a non muoversi ma poi ricambiò l'abbraccio stringendomi a sé come se fosse la cosa di cui avesse più bisogno.
"Come stai?" Chiesi spostandomi lentamente da lui e scrollò le spalle.
"Una merda" rispose e sospirai anche io.
"Ho aiutato la moglie con i traslochi, le hanno dato una safe house, poi dovevo sistemare dei documenti dell'assicurazione sulla vita di Alex e affermare con non volevo i soldi visto per qualche assurdo motivo ero io il beneficiario, come se dei soldi potessero rimpiazzare mio fratello" roteò gli occhi cadendo a peso morto sul divano e feci lo stesso.
"E tu dicevi di non essere in buoni rapporti con nessuno dei due" gli ricordai e rise chiudendo gli occhi mentre sorrideva dolcemente.
"Non lo ero ma erano comunque i miei fratelli" fece spallucce e aprì gli occhi di nuovo, sembrava così stanco, come se non avesse dormito da parecchio.
"A proposito di mio fratello, dov'è Jason?" Chiese e sospirai pesantemente distogliendo lo sguardo dai suoi occhi marroni e azzurri.
"Non lo so" risposi sinceramente e sbuffò sonoramente.
"Lo sanno di Alex i tuoi genitori?" Chiesi dopo aver preso un grosso respiro e lui annuì lentamente.
"Mamma ha avuto un crollo emotivo, è in ospedale" rispose e sgranai gli occhi per poi guardarlo dispiaciuta.
"Mi dispiace tanto" dissi e vidi i suoi occhi diventare lucidi.
"La mia famiglia fa schifo"
"Zayn non dire così" dissi mettendo una mano sulla sua spalla e scosse la testa, prese un grosso respiro e sospirò pesantemente prima di leccarsi le labbra.
"Nessuno di noi è normale, siamo una famiglia malata, non ci andava mai niente per il verso giusto. Io ero sempre stato così, pazzo, Jason problematico, papà in guerra, poi mamma si ammalò" guardò il vuoto davanti a sé e sorrise debolmente mentre i suoi occhi continuavano ad essere lucidi.
"Alex era questo ragazzino che quando papà tornava da caccia con qualche animale non del tutto morto, lui li prendeva in camera sua o in giardino, li curava e li dava da mangiare per poi liberarli quando guarivano" vidi una lacrima rigargli il volto e anche i miei occhi diventarono lucidi.
"Andava da mio padre tutto contento e gli diceva che voleva salvare le persone e lo ha fatto, in 27 anni di vita ha salvato noi e Dio sa quante altre persone" chiuse gli occhi e si tolse le lacrime del volto.
"Tra tutti noi era l'unico che non meritava di morire, soprattutto non così" scosse la testa e sentii una lacrima rigare la lacrima anche a me.
"Nessuno merita di morire, né Alex, né te e nemmeno Jason" lo strinsi forte a me mentre le lacrime rigavano il volto ad entrambi, sorrisi dolcemente quando ricambiò l'abbraccio.
"Mi sei mancata" sorrise dolcemente e feci lo stesso prima dopo essermi tolta le lacrime dal volto.
"Anche tu" ammisi e mi girai verso la direzione da dove era prevenuto un rumore e vidi Jason che ci guardava annoiato con le braccia incrociate.
"Come siete adorabili" roteò gli occhi sbuffando sonoramente e sospirai pesantemente.
"Cosa ci fai qui? Vuoi Gomez indietro? Puoi prendertela così potete sparire entrambi" fece per andarsene fuori di nuovo mentre io lo guardavo incredula proprio come il fratello.
"È ovviamente pretenderai che sia tutta colpa mia o persino di Gomez, quando lo sappiamo entrambi che mentre Alex era scomparso tu non hai fatto un bel niente"
Vidi Jason girarsi verso di lui e afferrarlo velocemente per la maglietta e farlo sbattere contro la parete.
"Non ci provare nemmeno, Malik, sei il capo della mafia russa, hai un esercito, potevi trovarlo se avessi veramente voluto!" Alzò la voce e lo vidi colpire il fratello minore dritto in faccia.
"Jason!" Lo richiamati ma mi informò.
"L'HO FATTO MA ERA MORTO DA UN MESE!" Urlò Zayn e lo vidi dare una ginocchiata allo stomaco del fratello.
"NON CI PROVARE, NON CI PROVARE A METTERE TUTTA LA COLPA SU DI ME! SAREMMO DOVUTI ESSERE LÌ ENTRAMBI, NON AVREMMO DOVUTO MAI E POI MAI ANDARCENE, ALEX NON LO AVREBBE MAI FATTO CON NOI!" Urlò Zayn mentre il fratellastro lo guardava con odio, come se volesse staccargli la testa.
"NON SO CON TE MA CON ME LO HA FATTO O TE NE SEI SCORDATO!" Urlò anche lui facendo gonfiare le vene del collo.
"Non ci posso credere" Zayn rise scuotendo la testa incredulo.
"Tutto ciò che è successo dopo Las Vegas è colpa tua, Jason. Sì, ce ne siamo andati senza dirti niente ma non avevamo deciso noi" lo guardò negli occhi, conoscevo benissimo quello sguardo.
"Ti abbiamo chiamato mille volte e tu non hai mai richiamato o tanto meno risposto" aggiunse e Jason roteò gli occhi sbuffando sonoramente di nuovo.
"Sì, dai, pretendiamo che io non abbia sofferto le pene dell'inferno lì dentro o che non abbia cercato di uccidermi"
Mi si spezzò il cuore quando sentì l'ultima frase, sgranai gli occhi scioccata e il fratello fece lo stesso.
"Tu hai cercato di fare cosa?" Chiese a bassa voce mentre guardava il fratello che distolse lo sguardo dagli occhi particolari di Zayn.
"Voglio stare da solo, andate via entrambi" guardò sua Zayn che me ma nessuno di noi si mosse.
"Jason" lo richiamò con tono fermò e vidi gli occhi del mio ragazzo diventare lucidi.
"Ero solo ok? Sentivo di star impazzendo lì dentro, ero così dannatamente solo e volevo solo che finisse" guardò il fratello e anche gli occhi di Zayn diventarono lucidi.
"Allora perché vuoi stare da solo ora?" Chiese a bassa voce e una lacrima gli rigó il volto.
"Perché solo pensare al fatto che l'ho odiato per così tanto tempo solo perché non era con me, mi fa sentire una merda"
"Ora so che non sarà con me mai più e sento come se non riuscissi a respirare, sento di star annegando lentamente" rispose alla domanda del fratellino mentre le lacrime rigavano il volto di entrambi, vidi Zayn stringerlo forte a sé mentre gli accarezzava i capelli.
"Andrà tutto bene, te lo prometto, non sei da solo" cercò di assicurarlo e io mi tolsi una lacrima dal volto, faceva tutto così schifo.
"Ci sono ancora io e hai Gomez, non ti lasciamo, io no di sicuro, non so cosa farei se dovesse succedersi qualcosa, sono stato chiaro?" Chiese al fratello che spostò da lui.
"Promettimelo"
"Sarò sempre al tuo fianco, te lo prometto"
Si era addormentato, Zayn dovette andare a casa sua a Mosca, disse che avrei dovuto chiamarlo ogni giorno per dirgli come stava e che non dovevo mai lasciarlo da solo.
Dovevo ammetterlo, il fatto che aveva cercato di uccidersi mi aveva scosso, non ci potevo credere, non ci volevo credere che aveva provato così tanto dolore e solitudine che lo aveva spinto a provare ad uccidersi.
Sospirai pesantemente mentre lo guardavo, afferrai la sua mano delicatamente e gli diedi un bacio soffice sul dorso della sua mano.
Passai ore e ore a guardarlo dormire, in quel momento decisi che non lo avrei mai e poi mai lasciato, era stato lasciato da fin troppe persone, non sarei stata un altro nome da aggiungere a quella lista.
Jason's p.o.v.
Mi accorsi del fatto che credeva che stessi dormendo, decisi di continuare a farle credere che fosse così,volevo solo che se ne andasse, elaborare un lutto non era mai stato un mio forte, non volevo farle vedere il mio lato peggiore.
Passarono ore, fui sorpreso dal fatto che non se ne andò, sospirai pesantemente e aprii gli occhi guardandolo accigliato.
"Che stai facendo?" Chiesi e lei mi guardò ovvia.
"Resto con te, ovviamente" rispose ovvia e roteai gli occhi prima di chiudergli.
"Dovremmo parlare" disse e sospirai pesantemente.
"Non voglio parlare"
"Jason" mi richiamò ma scossi la testa
"Sono serio, non voglio parlare, sto benissimo"
"Lo dici sempre ma non è così" scosse la testa anche lei e aprii gli occhi di nuovo.
"Ho una cicatrice sul collo, la corda ha bruciato la pelle" dissi semplicemente e i suoi occhi diventarono lucidi.
"Perché non me lo hai mai detto?" Chiese con tono fermo e sospirai pesantemente distogliendo lo sguardo dai suoi occhi marroni.
"Sono la tua ragazza" aggiunse e presi un grosso respiro.
"Scusa se non mi va di parlare di come ho cercato di uccidermi con chiunque" roteai gli occhi sbuffando sonoramente.
"Non sono chiunque" mi corresse e sapevo che aveva ragione, lo sapevo benissimo.
"È stato Gabe a salvarmi" dissi semplicemente e lei sospirò pesantemente mentre mi guardava severamente.
"Promettimi che non farai mai e poi mai niente per farti del male" mi guardò e distolsi lo sguardo.
"Non sono più un ragazzino di 17 anni" dissi semplicemente chiudendo gli occhi.
"Ora abbracciami, sono geloso, hai abbracciato Malik e non me" dissi e lei rise prima di stringerlo forte a sé.
"Sei come un bambino" rise e feci lo stesso, fu strano, era da un po' che non accadeva.
"È per questo che mi ami o mi sbaglio?"
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B I Z Z L E
Hayran Kurgu"Lo chiamano Bizzle" "chi?" Chiesi confusa mentre loro mi guardavano increduli. "Jason McCann" rispose Zayn e mi girai verso di lui mentre corrugavo la fronte. "Verrà a scuola qui?" Chiesi alzandomi in piedi e lui annuì. "Non ci posso credere, non p...
