everything started going downhill

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"Smettila di muoverti" sbuffai sonoramente mentre passavo il disinfettante sul taglio sulla sua guancia.
"È la quinta volta questa settimana che fai a botte" dissi quando finii e lui roteò gli occhi prima di parlare.
"Se non mi stessero tra i piedi non succederebbe" mi corresse e sospirai pesantemente distogliendo lo sguardo dai suoi occhi.
"Hai parlato con Zayn?" Chiesi e scosse la testa mentre si alzava dal letto.
"No, tanto ci parli tu tutti i giorni" fece spallucce mentre indossava la felpa e sospirai pesantemente.
"Io credo che vorrebbe parlare con suo fratello"
"Non ho intenzione di parlare con nessuno della mia famiglia e ti consiglio di non chiedermelo di nuovo, Gomez" mi guardò negli occhi e feci finta di niente, in fondo glielo dovevo, non potevo immaginare cosa provava in quel momento, perdere un fratello non era facile.

Jason's p.o.v.
Niente aveva più senso ormai.
Avete presente quella sensazione che si prova dopo un attacco di panico? Sì, proprio quella. Non si sente un bel niente per qualche minuto o ora, te ne stai li a guardare il vuoto mentre ti chiedi che diamine ti avesse portato a quel punto, cosa era stato a farti provare tutta quell'ansia, ti chiedi perché sei così debole.
Perché sì, durante un attacco di panico si è deboli.
Era proprio così che mi sentivo, debole, ero stato debole e non avevo fatto niente per evitare l'accaduto, non avevo mossi nemmeno un dito.

Due settimane prima.

"Jason?" Mi sentii chiamare mentre guardavo il vuoto davanti a me, rivolsi lo sguardo verso di lei e sorrisi dolcemente.
Mi era mancata così tanto.
"Dimmi" risposi al suo richiamo e lei si sedette accanto a me.
"Sembri distratto" disse semplicemente e sospirai pesantemente appoggiando la testa sulla sua spalla.
"Aspetto che chiamino per sapere di Alex" spiegai e sentii la sua mano sulla mia.
"Andrà tutto bene, nel frattempo, pensavo di fare una bella corsa nel bosco, ho trovato una Baia disabitata, è bellissima" la vidi sorridere e feci lo stesso, era una ottima idea, dovevo pure trovare un modo per distrarmi.
Andai in camera dove vidi Tequila stesa tranquillamente sul mio letto, sorrisi prima di coccolarla sedendomi accanto a lei.
"Ciao bellissima" risi quando il cane si avvicinò a scodinzolando.
"Chi è una brava ragazza?" Chiesi mentre lei leccava il mio collo facendomi ridere.
"Non credevo che mi tradissi fin da ora" sentii la voce di Selena e risi alzandomi dal letto, alzai un sopracciglio guardandola mentre ghignavo.
"Non sei poi così speciale Gomez"
"A no?" Chiese alzando un sopracciglio anche lei e scossi la testa.
"No" risposi alla sua domanda e lei scoppiò a ridere dopo avermi colpito sulla spalla.
"Sei molto più che speciale per me" la corressi ridendo e la vidi sorridere prima di darle un bacio dolce.
"Forza, andiamo" presi la felpa, lei mise il guinzaglio al suo cane e andammo di corsa in macchina, misi in moto e cominciai a guidare verso il bosco.
Stavamo correndo nel bosco, dire che ne avevo bisogno era dir poco, avevo bisogno di distrarmi, mi sentivo impazzire, sapevo che mio fratello era in pericolo e non potevo fare niente per cambiarlo, nemmeno chiamare sua moglie per saperne qualcosa in più.
Fui incantato quando vidi quella baita davanti ai miei occhi, era enorme. Interamente fatta di legno lavorato a mano, si notava, era fantastica.
Risi divertito quando vidi Gomez togliersi la forcina tra i capelli e inserirla nella serratura dopo essersi guardata intorno almeno un' centinaio di volte, passava proprio inosservata.
All'interno era così calda anche se fuori si moriva di freddo, era impolverata, non ci metteva piede nessuno da almeno 4 anni, c'erano delle foto di una coppia, secondo la data incisa sulla cornice, la coppia avrebbe dovuto avere almeno 150 anni, ero sorpreso dal fatto che esistessero le foto a quei tempi.
"Non è splendida?" Chiese Selena mentre coccolava il cane e si guardava intorno senza fiato.
"Questa volta devo concordare con te" le diedi ragione e lei rise roteando gli occhi.
"In realtà ho sempre ragione ma tu non lo ammetti mai" mi prese in giro come feci io poco prima e risi come lei.
"Non posso ammettere il falso, è illegale sai?" Risi ancora di più quando mi lanciò il cuscino addosso, sgranai gli occhi incredulo e presi il cuscino mentre mi avvicinavo a lei ghignando.
"Jason no" scosse la testa spostando da me.
"Te le sei cercata, mamacita" dissi facendo cadere il cuscino a terra, lei continuava a spostarsi da me, sapeva che le avrei fatto il solletico e lei lo odiava da morire, corse di corsa fuori, scoppiai a ridere e la seguii fuori, la afferrai delicatamente per il polso e poi avvicinarla al mio corpo.
"Pensavi di potermi scappare,  bellezza?" Chiesi vicino al suo orecchio e la sentii irrigidirsi mentre la pelle del suo collo si alzava.
La presi velocemente in braccio prima di tornare dentro casa, chiusi la porta di legno e ce la feci appoggiare meno delicatamente di quanto avrei voluto ma a lei sembrò non dare fastidio, la guardai negli occhi e sorridere ampiamente prima darle un bacio, sentivo le nostre toccarsi l'una con l'altra, il respiro mancare e la voglia di strapparle quei vestiti di dosso.
Mi spostai per poter riprendere fiato, vidi le sue labbra rosse ricurvate in un sorriso e ciò fece sorridere anche me, davvero davvero tanto, toccai delicatamente la sua guancia, mi sentivo come se fossi stato in qualche strano droga, mi sentivo così leggero, così bene, così libero, felice, dannatamente felice. Feci passare delicatamente i suoi capelli tra le mie dita, sentivo la pelle del suo collo sulle mie labbra, le lasciai una lunga serie di baci che cominciava dalla clavicola e finiva all'orecchio.
"Sei sicura?" Chiesi vicino al suo orecchio e la sentii annuire, mi spostai dal suo collo scuotendo la testa.
"Ah ah, devo sentirtelo dire perché potresti pure annuire ma invece intedi tutt'altro" la guardai negli occhi, brillavano, vedevo il mio riflesso nei suoi, poteva vedersi lei nei miei?
"Ne sono sicura"

Mi svegliai lentamente, la tenevo stretta tra le mie braccia, era così piccola, così tenera e così dannatamente bella, era insopportabile il fatto che era perfetta.
Aveva una bellezza immensa, conoscevo tante ragazze ma non avevo mai incontrato una ragazza come lei, no, lei era unica, era speciale, era bella, splendeva come il sole, aveva un'intelligenza sconfinata e un cuore grande quanto l'universo.
La guardavo dormire mentre sorridevo come un idiota, chi lo avrebbe mai detto? Chi lo avrebbe mai detto che Jason Drew McCann si sarebbe innamorato?
Soprattutto di una mocciosa incontrata a scuola.
Se qualcuno lo avesse detto gli avrei riso in faccia, eppure eccomi lì, con la mia ragazza, mia, era da così tanto tempo che non definivo qualcuno mio, figuriamoci una ragazza.
Sorrisi dolcemente prima di darle un bacio sulla spalla, la sua pelle era così morbida.
Sentii il mio telefono vibrare, sbuffai sonoramente e lo afferrai dai jeans che erano a terra molto vicino a me, risposi alla chiamata subito quando vidi il prefisso dell'Alaska.
"McCann" dissi con la voce assonnata.
"Hey, em.. sono, sono io, la moglie di Alex" sentii la voce della moglie di mio fratello, tremava, cominciai a temere il peggio.
"Hey, certo dimmi" dissi corrugando la fronte perplesso, lei invece prese vari grossi respiri prima di parlare.
"Alex, Alex.." sospirò pesantemente di nuovo e prese un altro respiro.
"Hanno trovato il corpo di Alex"

"È morto"

E da lì tutto tornò alla normalità, tutto tornò ad andare a puttane come sempre.

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