"A che pensi?" Mi chiese Selena dopo aver spento la sigaretta e tolto i piedi da sopra il tavolo di cristallo.
"Al fatto che se avessi fatto tutto diversamente a Las Vegas, ora non saremmo qui. Io non sarei stato dentro per anni, Zayn e Alex non si sarebbero mai trasferiti in Alaska, io e te non ci saremmo mai conosciuti" risposi alla sua domanda, lei mi guardò come se fosse sorpresa e io mi morsi l'interno della guancia, per qualche strana ragione mi sentivo in ansia.
"Io dico di sì, il padre di Ronnie lavorava per il mio, ci saremmo visti, eventualmente" sorrise debolmente e scossi la testa.
"Sarei stato con Ronnie in quel caso" le ricordai e roteò gli occhi sbuffando sonoramente.
"Giusto" mi diede ragione e risi, sapevo che alla fine sarebbe finita col dare ragione a me, lo faceva sempre.
"Come saresti stato se non fosse mai successo?" Chiese cogliendomi di sorpresa e ci pensai bene, non ci avevo mai realmente pensato, tutto ciò che sapevo era che avrei continuato a vivere insieme alla mia famiglia in Las Vegas.
"Avrei trovato un lavoro part-time per aiutare a pagare le visite a mamma, avrei finito la scuola e trovato un lavoro, avrei lavorato per qualche anno e poi sarei andato all'università di musica o qualcosa del genere..." presi un grosso respiro prima di leccarmi le labbra.
"Sarebbe stata una vita troppo noiosa per Jason McCann" scrollai le spalle come se nulla fosse e lei roteò gli occhi.
"Sarebbe stata una bella vita" mi corresse e distolsi lo sguardo dai suoi occhi, quella sarebbe stata una bellissima vita.
"E la tua?" Chiesi a mia volta e corrugó la fronte sorpresa e fece spallucce.
"Beh, non avrei mai conosciuto Zayn, non avrei passato tre anni fantastici insieme a lui, sarei stata una grandissima bastarda proprio come lo ero sempre stata prima delle superiori, avrei scoperto che la mia famiglia era il cartello Messicano e mi sarei unita a loro" confessò e fui io a guardarla sorpresa e lei scrollò le spalle sospirando.
"Ero un fottuto casino prima di conoscere Zayn" distolse gli occhi dai miei.
"La nostra relazione è cominciata con un pugno. Il primo giorno di scuola ero davvero incazzata, ma davvero davvero tanto, lui andava di fretta, come sempre, mi venne addosso per sbaglio e gli dissi di guardare dove andava, lui mi disse che facevo meglio di togliermi dai coglioni e così lo colpii in faccia" raccontò mentre io la guardavo divertito prima di ridere.
"Quello è esattamente il mio mood tutto il giorno" risi e anche lei insieme a me prima di appoggiare la testa sulla mia spalla.
"In ogni caso, non cambierei niente, se potessi rifare tutto da capo rifarei tutto allo stesso modo perché significherebbe che ci ritroveremmo qui, insieme" sorrise dolcemente e anche io mentre circondavo le sue spalle con il mio braccio.
"Non avrei mai cambiato un bel niente in ogni caso, ma sono davvero, davvero felice di averti qui con me" sorrisi anche io prima di darle un bacio veloce mentre la sentivo sorridere sulle mie labbra.
Passammo almeno dieci minuti in silenzio a guardare il fuoco, era una cosa che avevo sempre amato fare, vedere le scintille scoppiettare era qualcosa di sublime ma anche spaventoso, quelle scintille potevano cadere sulla propria pelle e bruciarla o cadere a terra dando fuoco a tutto, distruggendo tutto quanto, un po' come l'amore, era sublime, ti faceva sentire vivo eppure poteva bruciarti e distruggere tutto ciò dentro di te, forse era per quello che avevo così tanta paura di dirlo ad alta voce.
"Ti va di giocare ad obbligo o verità?" Chiese tutto d'un tratto prima di prendere la bottiglia da sopra il tavolo.
"Cosa ti fa credere che io ti risponderò sinceramente?" Chiesi con un sopracciglio alzato e mi guardò malissimo.
"Ok ok" risi alzando le mani in segno di pace e lei sorrise vittoriosa.
"Oh e se non vuoi rispondere, devi bere" si alzò dal divano e prese la bottiglia di vodka e due bicchieri.
"Gli ubriachi non mentono" dissi, sapevo benissimo cosa volesse fare e lei annuì consapevolmente.
"Credi davvero che riuscirai a farmi bere così tanto?" Chiesi incredulo e divertito, lei invece spallucce mentre si sedeva dopo aver appoggiato i bicchieri insieme alla bottiglia.
"Eviti sempre le mie domande" disse in sua difesa e roteai gli occhi visto che aveva ragione.
"Comincio io" presi la bottiglia dell'acqua e la feci girare.
"Obbligo o verità?" Le chiesi ghignando.
"Verità" rispose preparandosi alla mia domanda.
"Se dovessi scegliere tra salvare tuo padre o tua madre, chi salveresti?" Chiesi e lei sgranò gli occhi sorpresa dalla mia domanda.
"Papà" rispose spiazzandomi e fui io a sgranare gli occhi.
"So che è una persona orribile, ma a confronto di ciò che ha fatto mia madre, soprattutto quello che ha fatto passare a te, lui è un angelo" spiegò e sospirai pesantemente distogliendo lo sguardo.
Lei si morse nervosamente il labbro e fece girare la bottiglia che si fermò su di me.
"Obbligo o verità, McCann?" Chiese guardandomi negli occhi.
"Verità" risposi e la vidi pensarci, non se lo aspettava.
"Sei mai andato a letto con un ragazzo?" Chiese e afferrai la bottiglia di vodka e il bicchiere mentre mi guardava incredula.
"O mio Dio!" Scoppiò a ridere mentre bevevo.
"Non era una risposta la mia, Gomez" risi anche io e girai la bottiglia ma si fermò comunque su di me, cosa che mi fece sbuffare.
"E alex non mi crede quando li dico che siamo perseguitati dalla sfiga" rotai gli occhi sbuffando sonoramente facendola ridere.
"Obbligo o verità?" Chiese mentre cercava di non ridere.
"Obbligo"
"Ti obbligo a prendermi un cane" ghignó e feci spallucce.
"Come desidera, signora" feci il segno dei militari e lei rise scuotendo la testa.
"Se si ferma su di me di nuovo la butto fuori dalla finestra" dissi acidamente e lei rise di nuovo mentre la bottiglia girava ma smise di farlo quando la bottiglia si fermò su di lei.
"Obbligo o verità?" Chiesi e e sembrò pensarci parecchio.
"Sempre verità" rispose guardandomi negli occhi.
"Perché hai smesso di parlare con i tuoi amici di North Pole?" Chiesi e smise di guardarmi per pochi secondi.
"Perché non erano veramente miei amici, fingevano di esserlo perché tutti volevano essere amici della capo Cheerleader e la figlia di una famiglia ricca" roteò gli occhi sbuffando, io invece la guardai dispiaciuto, faceva veramente schifo avere amici falsi, fece girare la bottiglia e si fermò su di me.
"Obbligo o verità?"
"Verità"
"Mi hai mai incolpata per ciò che ti è successo in Messico?" Chiese e distolsi lo sguardo dai suoi occhi e sospirai pesantemente.
"Sì" risposi tornando a guardarla negli occhi e fu lei a distogliere lo sguardo
"Andiamo Sel, ero arrabbiato e ferito e drogato, non pensavo lucidamente, tutto ciò che volevo fare durante quelle settimane era strappare il cuore a tutti loro e collezionare i loro occhi!" Dissi esasperato e lei fece spallucce.
"Però avevi ragione, è stata colpa mia" tornò a guardarmi negli occhi e scossi la testa afferrando il suo volto con le mie mani.
"Non è così, mi avrebbero preso comunque e in più è successo quello che è successo, basta piangersi addosso, ok?" Chiesi guardandola negli occhi e togliendo la lacrima dalla sua guancia.
"Jason..." Non la feci finire perché scossi la testa.
"Qui in Russia c'è un proverbio qui in Russia акула, которая не плавает, тонет" dissi e sospirai pesantemente.
"Letteralmente significa: lo squalo che non nuota annega" spiegai e roteò gli occhi sbuffando sonoramente.
"Che filosofi" disse acidamente e risi.
"Significa che se non vai avanti muori, e non voglio morire e tanto meno che tu muoia, smettila di pensare al passato e andiamo avanti" sorrisi debolmente e fece lo stesso e rise appoggiando la testa sulla mia spalla.
"Sono per davvero dei filosofi" rise e feci lo stesso annuendo.
"Non so cosa farei se ti dovesse succedere qualcosa" confessai mentre guardavo il camino davanti a me, lei invece afferrò la mia mano e sospirò pesantemente.
"Io non ci voglio nemmeno pensare" scosse la testa e mi girai verso di lei e sorridere debolmente.
"E non devi, te l'ho già detto, non mi succederà niente, promesso"
"Non puoi promettermelo" scosse la testa guardandomi negli occhi e sospirai pesantemente distogliendo lo sguardo dai suoi occhi.
"Non sai che cosa faranno gli altri, dici di saper badare a te stesso e lo so benissimo, ma non puoi essere preparato a tutto" disse acidamente e roteai gli occhi.
"Beh, se la mettiamo così, proverò a tornare a casa tutto intero ogni volta che esco" dissi altrettanto acidamente.
"Tu non sai come ci si sente" scosse la testa mentre i suoi occhi diventavano lucidi.
"Quando mi avevano detto che eri morto mi sono sentita morire anche io! Mi sono sentita così stupida, così impotente e così incolpa perché sapevo che avrei potuto salvarti se fossi stata con te!" alzò la voce e una lacrima le rigó il volto.
"Tu avrai creduto che ero morto ma io credevo che te ne fossi andata"
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B I Z Z L E
Fanfiction"Lo chiamano Bizzle" "chi?" Chiesi confusa mentre loro mi guardavano increduli. "Jason McCann" rispose Zayn e mi girai verso di lui mentre corrugavo la fronte. "Verrà a scuola qui?" Chiesi alzandomi in piedi e lui annuì. "Non ci posso credere, non p...
