Ero all'asilo, cercavo di giocare con le costruzioni ma era tutto inutile, non riuscivo a giocare, mi mancava. Ogni volta che lo chiamavo mi rispondeva Andrea, la sorella di Bizio e alcune volte una certa Marisa.
"Perchè non mi rispondi?" Alzo lo sguardo e c'è Camilla con due fogli in mano.
"La maestra mi ha detto di darti questo".
"Grazie". Leggo il foglio.
Cara Sabrina
Ti informiamo che il 31 ottobre faremo festeggiare "Halloween" ai bambini portandoli a Roma a Rainbow Magicland. Staranno due giorni in un albergo, il costo del viaggio, dell'albergo e del ristorante e di 45€.
Firma
"Tu ci vai?"
"Non lo so, se la mia mamma mi manda ci vado, però io ho un po paura dei mostri".
"Tranquilla ci sarò io". Prendo il mio zainetto e metto nel diario il foglio nel diario.
"Ma perchè Fabrizio non viene più a prenderti?"
"Perchè è tornato a casa sua".
"Ma non viveva a casa con te?"
"No".
"Ermì cos'è quel coso nero?"
"È il mio telefono, Fabrizio mi aveva promesso che ci saremo sentiti anche se da lontano ma ogni volta che lo chiamo non mi risponde".
"Come mai?"
"Non lo so".
"Ok".
"Bambini!" Ci giriamo e guardiamo la maestra.
"Oggi abbiamo un nuovo bambino, mi raccomando comportatevi bene". Il bambino si avvicina a noi.
"Ciao io sono Marco".
"Io sono Camilla".
"Io sono Ermal".
"Uh che bel nome".
"Grazie, ti va di giocare con noi?"
"Si", sorride.
Prendiamo le costruzioni e facciamo dei castelli, alziamo lo sguardo e vediamo una signora.
"Ti stai divertendo?" Chiede a Marco.
"Si mamma", gli sorride.
"Tieni, ti eri dimenticato la merenda a casa".
"Grazie", gli lascia un bacio sulla guancia.
"Marco, la maestra prima ci ha dato un foglio per una gita a Roma".
"Dove andiamo?"
"A Rainbow Magicland".
"Wow, mamma ci posso andare?"
"Certo, quando dovete andare?"
"Il 31 ottobre, festeggeremo li Halloween!"
"Allora puoi andare".
"Grazie mamma, ti voglio bene". La donna con un bacio sulla fronte se ne va e noi ritorniamo a giocare.
Fine ore "scolastiche".
"Sabrina tieni".
"Cos'è?" Prende il foglio.
"Il 31 ottobre andremo a Roma".
"Ah è arrivato un nuovo bambino".
"Davvero? Come si chiama?"
"Marco".
"Ma tu ci vuoi andare a questa gita?"
"Si, almeno incontro Bizio e lo abbraccio, mi manca tanto".
"Non ti risponde?"
"No e non so il perchè, secondo te mi odia?"
"No amore, magari è impegnato e non può risponderti".
"Ma lui aveva detto che io potevo chiamarlo a qualsiasi orario".
"Amore non ti preoccupare, lui ti vuole bene".
"Sicura?"
"Certo, sennò il primo giorno che è venuto qui ti avrebbe lasciato piangere in un angolino".
"Ok, vado in cameretta".
"Va bene, io ti firmo l'avviso e lo porti domani".
"Ok".
Vado in camera mia e chiamo Fabrizio.
"Ciao piccolo".
"C'è Fabrizio?"
"No amore, stiamo lavorando".
"Uffa! Adesso me lo chiami, voglio sentirlo, mi manca troppo".
"Manchi tanto anche a lui, ma adesso non può risponderti".
"Ma io..." mi scendono delle lacrime.
"Senti oggi pomeriggio lo chiami e oggi te lo passiamo, va bene?"
"O-ok".
"Bene, a dopo piccolo".
"Ciao..." chiudo la chiamata e abbraccio la mia zebra.
"Bizio..."
STAI LEGGENDO
|| Mio figlio|| Metamoro
Fanfiction"Sempre sarai nella tasca destra in alto In un passo stanco dentro un salto in alto Che mette i brividi".
