capitolo 43

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Apro la porta ad un mio amico, mi lascia il suo termometro a forma di ciuccio, io purtroppo non lo avevo e ho chiesto aiuto. Di solito quando mi viene la febbre non controllo quant'è alta. Lo ringrazio e vado in camera, sveglio Ermal e gli metto il ciuccio in bocca.
"Amore, adesso papà va a prenderti le medicine e torna subito". Gli lascio un bacio sul naso e mi preparo, esco e vado in Farmacia e dopo aver spiegato al medico cos'era successo a mio figlio, mi lascia due piccole scatole di medicine, esco e vado a fare la spesa, mi sono appena ricordato di aver il frigorifero vuoto. Torno a casa, vado in camera e tolgo a Ermal dalla bocca il ciuccio.
Lo guardo e poi guardo il numero sul termometro, mi sa che mi sta prendendo in giro.
"Hai visto papà? Non ho la febbre, sto bene" alza le braccia e si siede sul letto.
"Papà, perchè me l'hai rimesso?"
"Perchè adesso voglio vedere quanto ce l'hai veramente".
"Ma prima era giusto". Mette il broncio.
"Una persona normale come temperatura corporea è di 36 e mezzo, come facevi ad avere 32.2 di febbre?"
"Uffa!" Gli accarezzo i capelli, mi alzo ed esco dalla camera.
"Beccato!"
"Scusa papà". Ritorna dentro il letto.
"Che succede?"
"Niente papà". Mi sorride e io gli tocco le guanciotte rosse e morbide.
"Dai riposati un pochino che papà ti prepara qualcosa da mangiare".
"No!" Mi abbraccia e inizia a piangere.
"Ehy, che succede?"
"Non voglio dormire! Non voglio!"
"Ho capito, ma adesso calmati". Gli asciugo le lacrime e gli accarezzo i capelli.
"Non voglio morire come la mia mamma". Lo guardo spaventato, ho sentito bene?
"Quando la mia mamma è morta aveva la febbre", lo prendo in braccio e lo stringo.
"Ma la tua mamma non ti aveva lasciato in orfanotrofio?"
"No, la mamma è morta quando dormiva e io non voglio morire".
"Ma no amore, tu non morirai".
"E chi te lo dice? La mia mamma si volevo riposare perchè la testa gli scoppiava, si è messa nel letto, verso cena avevo fame e cosi la volevoa svegliare ma non ci riuscivo, ho chiamato l'ambulanza e ho sentito che la mamma era morta!" Nasconde la sua testa sul mio collo e scoppia in una crisi di pianto.
"Shh...cucciolo, non ti succederà niente, ci sono io".
"Sicuro? Io non voglio morire, non voglio lasciarti da solo, so come ci si soffre senza la persona che si vuole bene".
"Lo so amore, ma sono sicuro che non ti succederà niente, anzi sai che ti dico?"
"No cosa?" Si toglie una lacrima.
"Adesso ci addormentiamo insieme e ci togliamo queste lacrime".
"Va bene".
Ci mettiamo nel letto e io lo riempio di baci fino a farlo addormentare, povero il mio bambino il suo passato è più difficile di quanto io potessi credere.

|| Mio figlio|| MetamoroDove le storie prendono vita. Scoprilo ora