Dormiva ancora il piccolo Ermal, il suo corpo era rilassato e la sua mente viaggiava tra i suoi sogni. Cosa sognava? Mi pare ovvio lui e il suo papà giocare e ridere come dei pazzi. "Amava" suo padre, sapeva che era un uomo buono, ci sono tante cose che lui ama di suo padre ma tra tutte i suoi abbracci. Quando quelle braccia forti, calde e piene di tatuaggi lo abbracciavano sentiva il cuore in gola e il suo tesoro più grande era questo.
Aprii gli occhi e guardai il soffitto, spostai qualche ciocca di capelli davanti al mio viso e mi alzai col busto. Davanti a me c'era uno specchio, uhm, come sono brutto. Ho i capelli tutti all'aria, la mia bocca è piena di saliva e la mia faccia assomiglia alla sagoma del cuscino.
"Vado a farmi bello per il mio papà", scesi dal letto e corsi in bagno. Presi un pettine e lo passai tra i miei capelli, perchè non ho dei capelli normali?
"Uhm...ci sono!" Aprii il getto dell'acqua e bagnai la mia mano, la portai tra i miei capelli e finalmente riuscì a farli abbassare.
"Adesso si che sono bello", sorrido e vado in cucina.
"Papà buongiorno!" Sorrido. Ehy ma, papà non c'è. Dov'è finito?
"Papà?"
"Papàà!?"
"Dove sei?"
"Dai papà, che devo raccontarti il mio sogno".
"C'eravamo noi due e giocavamo e...e tu mi volevi bene e mi abbracciavi e..." alcune lacrime scesero da i suoi occhi.
Scacciò via un urlo, quella mattina voleva svegliarsi e vedere il suo papà in cucina che gli prepara la colazione e poi uscire insieme per comprare tante cose belle natalizie.
Tolse via alcune lacrime quando delle braccia lo circondarono, quelle stesse braccia lo presero in braccio e lui si ritrovò a piangere su una manica del giubbino, poi sentii una mano sulla sua schiena, era un massaggio, che solo una persona sapeva fare.
"Shh, è qua papà tuo".
"Dov'eri?"
"Ero a comprare alcune cose, ma perchè piangi?"
"Mi sono spaventato".
"Perchè?"
"Mi sono svegliato e tu non c'eri e allora ti ho cercato per tutta casa e io pensato che te ne eri andato via".
"Ma no amore, sono andato a comprarti la collezione e qualche regalo, siediti che io te lo prendo".
"Ok". Si siede e io appoggio sul tavolo una busta bianca con delle strisce celesti.
"Tieni".
"Cos'è?"
"La colazione". Apre la bustina e prende il cornetto. Lo guardo, ma quanto può essere bello mio figlio? Con le sue manine piccole, la sua bocca sporca.
"Sei mervaglioso", mi siedo al suo fianco e gli lascio un bacio fra i suoi capelli.
"Ma perchè hai capelli bagnati?"
"Avevo i capelli all'aria e allora li ho abbassati con l'acqua". Mi alzo e gli prendo un asciugamano.
"Ho finito!"
"Bravo, vatti a fare una doccia che io preparo i tuoi vestiti".
"Dove andiamo?"
"Non te lo dico".
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|| Mio figlio|| Metamoro
Fanfic"Sempre sarai nella tasca destra in alto In un passo stanco dentro un salto in alto Che mette i brividi".
